mercoledì 7 marzo 2007

Uccisi oltre 100 pellegrini sciiti

Duplice attentato suicida a Kerbala. Dal 2003 sono morti più di 3000 marine

Più di 100 morti, 160 feriti, forse 200, di cui almeno una cinquantina in condizioni disperate. Tra loro molte donne e bambini. Il bilancio dell'ultima, immane carneficina in Iraq è raccapricciante, sicuramente provvisorio, e forse era anche prevedibile. È stato compiuto a Hilla, una cittadina a sud di Baghdad, al passaggio di una processione di fedeli sciiti lunga centinaia di chilometri. Un obiettivo estremamente facile da colpire. Da alcuni giorni, centinaia di migliaia di fedeli sciiti, senza curarsi di essere nel mirino di terroristi e insorti sunniti, si stanno dirigendo per lo più a piedi verso la città santa di Kerbala, in occasione dell'Arbain, che si celebrerà sabato, e che per loro è una delle ricorrenze religiose più importanti.

Nel pomeriggio di ieri alle porte di Hilla, a una quarantina di chilometri dalla destinazione finale, si era creato un piccolo affollamento. Centinaia di fedeli che si accingevano ad attraversare la città si sono fermati a un punto di ristoro, ovvero alcune semplici tende allestite dagli abitanti della zona, in cui venivano offerti cibo e bevande. L'occasione ideale per due terroristi suicidi ansiosi di compiere una strage: uno è entrato in una delle tende e ha azionato l'innesco della cintura esplosiva che aveva indosso, mentre l'altro, quasi allo stesso tempo, ha azionato la sua a una cinquantina di metri di distanza, tra la gente che aspettava il proprio turno per entrare.

La potente doppia ondata d'urto ha spazzato via ogni cosa. Ha proiettato decine di corpi verso l'alto, in molti casi smembrandoli. Ogni oggetto o pietra si è trasformato in un proiettile, mentre un fumo denso e nero ha quasi oscurato il cielo. Ai soccorritori accorsi sul posto si è presentata una scena infernale, disperante, mentre l'ospedale della città, che è il capoluogo della provincia di Babilonia, è stato letteralmente sopraffatto dall'emergenza.

«Almeno cinquanta dei feriti che ci hanno portato con ogni mezzo sono in condizioni drammatiche, difficilmente ce la faranno», ha detto il dottor Mohammed al Tamimi intervistato dalla Tv al Hurra. In serata, la fila delle persone in attesa di essere medicate era ancora molto lunga.

Ma il massacro di Hilla non è stato l'unico. La scia di sangue si è ieri estesa a diversi altri luoghi lungo il percorso della processione. A Baghdad, nel quartiere di Dora, un'autobomba ha massacrato almeno dodici persone anch'esse dirette verso Kerbala.

Pubblicato su Corriere Canadese

Indonesia, brucia un aereo: 22 morti

Tra i sopravvissuti anche un italiano

È stato rivisto al ribasso il bilancio delle vittime dell’incendio che ha distrutto il Boeing 737-400 al momento dell’atterraggio all’aeroporto di Jogyakarta, nell’isola di Giava. Secondo una nuova stima della compagnia aerea, i morti sarebbero stati 22, mentre altri 110 passeggeri sarebbero riusciti a sfuggire alle fiamme.

Un primo bilancio riferiva di almeno 49 vittime accertate. Il primo ministro australiano John Howard ha detto che circa 10 cittadini australiani erano a bordo dell’aereo. L’aereo di linea della compagnia nazionale indonesiana Garuda Indonesia trasportava secondo la società 133 passeggeri e sette membri di equipaggio. Il Boeing 737-400 ha urtato violentemente la pista dell’aeroporto di Jogyakarta, poi s’è incendiato come se fosse esploso, secondo le testimonianze.

La compagnia Garuda spiega in un comunicato che 22 persone sono morte e altre 119 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, sono state soccorse e ricoverate in ospedale. Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha ordinato l’apertura di un’inchiesta, chiedendo al ministro per la Sicurezza nazionale di accertare eventuali cause «non tecniche» dell’incidente.

La velocità eccessiva in fase di atterraggio sarebbe stata la causa della sciagura. È il parere di un comandante della forza aerea indonesiana, che si trova sul luogo dell’incidente costato la vita a 22 persone, secondo un bilancio non ancora chiuso. «L’aereo era troppo veloce ed è andato a finire circa trecento metri oltre la pista», ha spiegato il Primo maresciallo dell’Aria Benyamin Dandel, comandante della sezione militare dello scalo. Nell’impatto al suolo «l’aereo ha lasciato sulla pista diverse parti, come le ruote e le ali», ha aggiunto.

Pubblicato su LaStampa.it

Valentina Tereshkova: Un bluff le immagini del rientro dallo spazio

La prima donna in orbita e il trucco sovietico del '63: «Quelle immagini le abbiamo girate di nuovo perché ero ferita»

Altro che avventura felice e trionfale.
Il viaggio della prima donna nello spazio si trasformò in un’odissea che per poco non si concluse tragicamente con la navicella sparata verso l’infinito. Il ritorno a terra poi fu particolarmente brusco tanto che si rese necessario «girarlo» di nuovo per i cinegiornali dopo un soggiorno della protagonista in ospedale. A 70 anni appena compiuti Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio, ha deciso di raccontare la verità su quel viaggio che si inquadrava nella lotta senza quartiere che le due superpotenze avevano ingaggiato anche fuori dall’atmosfera terrestre.

Così, in un clima di contrapposizione estrema (perfino sui termini: cosmonauti per l’Urss, astronauti per gli Usa), l’exploit di Valentina «doveva » essere un successo come lo erano stati quelli di Yuri Gagarin due anni prima e della cagnetta Laika nel 1957. In un’intervista a Komsomolskaya Pravda la Tereshkova racconta che all’inizio il lancio, quel 16 giugno 1963, era andato bene. «Fino all’ingresso nell’orbita terrestre» ha spiegato. Dopo una trentina di giri intorno alla Terra, però, i tecnici si accorsero di un tragico errore. La navicella Vostok, con le sue orbite, «si stava allontanando dal pianeta e non avvicinando». Presto sarebbe sfuggita alla attrazione terrestre per perdersi nello spazio. Dal centro di controllo furono impostate le necessarie correzioni. Ma i guai per la povera Valentina non finirono.

La navicella era minuscola, lei rimase legata al sedile con la tuta e il casco addosso per tutte le 70 ore e 50 minuti del volo. L’assenza di peso la faceva star male. «A un certo punto ho vomitato», ha raccontato. Il secondo giorno ha iniziato a farle male la gamba destra, al terzo il dolore si era fatto insopportabile. Il casco premeva su una spalla, un rilevatore sulla testa le causava un continuo prurito, le condizioni all’interno della tuta col vomito e tutto il resto si posso solo vagamente immaginare. Le navicelle Vostok non erano in grado di assicurare la sopravvivenza dei cosmonauti al momento dell’impatto con la superficie terrestre. Così, dopo il rientro, Valentina fu «sparata fuori» da una carica esplosiva, come avviene sui jet in caso di emergenza.

«Ero terrorizzata mentre scendevo col paracadute », ha raccontato. «Sotto di me c’era un lago e non la terra ferma. Ci avevano addestrato a questa eventualità ma non sapevo se avrei avuto la forza necessaria per sopravvivere». Il vento, fortunatamente, la spinse via. Ma nell’impatto Valentina sbattè la faccia contro il casco e si provocò un gran livido sul naso. Era dolorante, sporca, semisvenuta e venne portata subito in ospedale. Ma per l’onore dell’Unione sovietica il rientro della prima donna dallo spazio doveva essere trionfale. Così, appena si riprese, fu riportata nella stessa zona con una tuta immacolata e pronta a esibire il suo miglior sorriso per le cineprese. Cinque mesi dopo il Segretario generale Krusciov potè annunciare al mondo un altro colpo a sorpresa: il primo matrimonio tra cosmonauti.

Valentina e Andrian Nikolayev, terzo uomo nello spazio, divennero marito e moglie. Si dice che a imporre l'unione furono i medici. Volevano vedere che figli sarebbero venuti fuori.

Pubblicato su Corriere della Sera

martedì 6 marzo 2007

E' morto Jean Baudrillard

«Il sociologo e filosofo francese Jean Baudrillard è morto oggi a Parigi all’età di 77 anni, a seguito di una lunga malattia». Lo si apprende da fonti del suo entourage. Autore di fama internazionale, ha scritto una cinquantina di libri ed è stato uno dei più influenti pensatori post-moderni, in particolare per la sua critica ai meccanismi della società dei consumi.

Baudrillard è stato un critico e teorico della postmodernità, ed è stato spesso accostato a Gilbert Durand, Edgar Morin e Michel Maffesoli. È stato pure vicino a Roland Barthes, e ha subito l’influenza di Marshall McLuhan. Fu uno dei fondatori della rivista «Utopie» (1967/1980), insegnante all`università di Parigi X Nanterre e direttore scientifico all`università di Parigi IX Dauphine (1986/1990).

La sua filosofia, fondata sulla critica del pensiero scientifico tradizionale e sul concetto di virtualità del mondo apparente, l`ha portato a diventare satrapo del Collegio dei patafisici nel 2001. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo «America», «Lo spirito del terrorismo», «Lo scambio simbolico e la morte», «Il sistema degli oggetti», «Violenza del virtuale e realtà integrale» e «Patafisica e arte del vedere».

Pubblicato su LaStampa.it

Sienna Miller: «Le droghe fanno divertire»

Dichiarazioni choc per la protagonista di «Factory Girl». Che in un'intervista rivela: ho preso morfina per entrare bene nella parte.

Le droghe «fanno divertire un sacco. Per questo la gente si droga, perché è divertente». Lo ha detto l'attrice Sienna Miller in un’intervista al Guardian a poche settimane dall'uscita del film «Factory Girl», in cui interpreta Edie Sedgwick, la musa di Andy Warhol dedita alla droga e ad ogni altro genere di dipendenza, tanto da morire giovanissima all’età di 28 anni.

Sienna ha così ammesso di fare a sua volta uso di stupefacenti, lanciandosi anche in una sorta di “classifica” delle sostanze da lei predilette, mettendo al primo posto i funghi magici: «Mi piacciono le droghe allucinogene, i funghi che erano legali fino a un anno fa o giù di lì. Se avessi una droga preferita, sarebbero i funghi magici».

Pubblicato su Corriere della Sera

Spagna, soldi pubblici per un film porno

Lo scopo è promuovere la lingua catalana, ma non si sa se alla fine le pellicole realmente faranno apprezzare l'originalità della lingua regionale spagnola. E' la bizzarra storia che vede come protagonista un regista di film pornografici spagnolo, Conrad Son, che ha ricevuto un finanziamento pubblico dalla regione catalana per produrre una serie di film a luci rosse nella lingua locale

AUTORITA' - Le autorità Catalane, la regione nel nord-est della Spagna che ha come obiettivo ultimo la separazione dalla penisola spagnola, hanno approvato il finanziamento come parte del progetto che ha come scopo quello di promuovere la storia e la lingua catalana «con qualsiasi mezzo di comunicazione». Essi hanno offerto a Conrad Son più di 10.000 euro per produrre un film a luci rosse e altri 5.000 per girare un altro breve film erotico da mostrare al pubblico di Barcellona durante la rassegna cinematografica che si terrà il prossimo anno.
TRAME - La trama del primo film che s'intitola «Il mare non è più blu» narra la relazione sessuale di una coppia che vive vicino al Mar Mediterraneo. Il secondo invece, che s'intitola «Il ricordo del pesce», narra le avventure sessuali di un amministratore sposato. Tutte le vicende accadono in Catalogna. Il regista Son, ha spiegato al «Sunday Telegraph» che i fondi sono offerti legittimamente alla sua arte cinematografica. «Non si tratta di classici film pornografici» afferma il regista. «Nei miei film ci sono storie e trame. Sono film erotici e non pornografici».

CRITICHE - Naturalmente la decisione non ha trovato tutti d'accordo: molti cittadini spagnoli hanno severamente criticato la scelta affermando che questa è l'ennesima dimostrazione di sperpero di denaro pubblico e dell'incapacità di gestire le risorse regionali da parte del governo nazionalista catalano. In un editoriale il quotidiano spagnolo Abc ha scritto: «Dare fondi pubblici per produrre film pornografici, quando in Catalogna, come nel resto della Spagna, ci sono persone che vivono in terribili condizioni, è un errore molto simile all'appropriazione indebita di denaro statale». Tante sono state le critiche arrivate anche dalla stessa regione autonoma: «Non penso che sia giusto donare soldi pubblici per pagare film pornografici» dice Carlos Losafa, commentatore della radio locale Cadena Cope. «Non importa se lo scopo è promuovere la lingua regionale. E' comunque una degradazione degli aiuti economici del paese».

Pubblicato su Corriere della Sera

Il 97% dei giovani sogna un lavoro all'estero

Le motivazioni: curiosità verso altre culture, contesti professionali diversi e maggiori prospettive di carriera e di guadagno.

Le motivazioni principali che spingono i giovani a desiderare un lavoro all’estero sono la curiosità verso altre culture, contesti professionali diversi e le maggiori prospettive di carriera e di guadagno. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da www.sportellostage.it.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 170 giovani. Oltre il 97% si dichiara interessato a un’esperienza oltre confine, tuttavia, l’80% afferma di avere difficoltà a scegliere il percorso giusto e capire come e dove trovare le informazioni per effettuare una scelta consapevole. Proprio per orientare i giovani alla ricerca di un lavoro all’estero ACTL ha pubblicato il volume ’Studiare e lavorare all’estero. Guida pratica per universitari e neolaureatì. Gli autori sono Paolo Magri, Direttore dell’Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e Gian Battista Rosa, Responsabile delle politiche del personale di uno dei maggiori gruppi industriali italiani.

Dei giovani che hanno partecipato al sondaggio, il 65,60 % ha espresso un ’forte interessè verso un’esperienza di lavoro all’estero, il 31,65% si dichiara ’abbastanza interessatò, mentre solo il 2,76% dei ragazzi afferma di essere poco o per nulla attratto da questa prospettiva. Quali le motivazioni di chi è interessato a un lavoro all’estero? Come ragioni principali sono state indicate una forte curiosità per altre culture e contesti professionali diversi (30,57%), e la possibilità di avere, fuori dai confini nazionali, maggiori opportunità di carriera e guadagno (28,66%). La voglia di ’avventurà e l’idea di affrontare una sfida personale motivano il 22,61% dei giovani; il 15,61% andrebbe all’estero per trovare strutture, know how e servizi più qualificati rispetto all’Italia, mentre il 2,55% dei ragazzi farebbe un’esperienza internazionale per essere nel cuore della globalizzazione.

Tra le ragioni del "no" spicca la scarsa conoscenza delle lingue straniere (40%), seguono l’idea che andare all’estero sia troppo complicato (22%), nonchè troppo costoso (22%) o un generale disinteresse (22%). Per quanto riguarda le destinazioni, il 69,02% dei partecipanti al sondaggio sceglie i Paesi Europei, seguono gli Usa con il 18,48% delle risposte, la Cina e l’Estremo Oriente (8,15%) e i paesi del terzo mondo (4,35%).

Pubblicato su LaStampa.it

In Italia sono 4 milioni gli immigrati: il 19% è irregolare

Al 31 luglio 2006 gli stranieri nelle carceri sono il 33% del totale (20.088 su una popolazione di 60.710 unità). Le cinque nazionalità più rappresentate sono la marocchina, l’albanese, la tunisina, la romena e l’algerina. Ad agosto 2006 per effetto dell’indulto sono state scarcerate 16.568 persone e a metà novembre la cifra è salita a 17.455.

Secondo la nota «c’è da attendersi un’impennata degli immigrati anche nei prossimi dieci anni». Nel 2016 in Italia potrebbero oscillare tra un minimo di 5,5 milioni e un massimo di circa 7 milioni. Soprattutto potrebbe cambiare l’età della popolazione straniera: la percentuale degli ultra quarantacinquenni passerebbe dall’attuale 14,3% al 23-25% ma si ridurrebbe fino a 10 punti percentuali il peso relativo della componente produttiva: la fascia degli extracomunitari con un’età compresa tra i venticinque e i quarantaquattro anni.

Pubblicato su LaStampa.it

E' morto Yvan Delporte, papà dei Puffi assieme a Peyo

Disegnatore e sceneggiatore belga, Delporte si è spento a Bruxelles a 78 anni. Fu redattore capo del famoso settimanale 'Spirou', su cui apparve per la prima volta il piccolo popolo azzurro: i Puffi furono infatti 'evocati' in una striscia di 'John e Solfami', nell'ottobre del 1958

Il disegnatore e sceneggiatore belga Yvan Delporte, maestro del fumetto e co-creatore con Peyo delle avventure degli gnomi blu dei Puffi, è morto ieri sera a Bruxelles all'età di 78 anni. La notizia della scomparsa è stata data dal suo editore Dupuis. Nato il 24 giugno 1928, Delporte fu redattore capo del famoso settimanale belga a fumetti 'Spirou' dal 1955 al 1968 ed è stato per decenni una delle colonne del fumetto franco-belga, scrivendo sceneggiature per oltre quaranta serie tra cui quella celeberrima dei Puffi.


L'ORIGINE
Yvan Delporte è stato anche il 'modello' del simpaticissimo personaggio di Gaston Lagaffe creato mezzo secolo fa dal disegnatore Andrè Franquin. Come sceneggiatore, Yvan Delporte ha legato la sua fama ad un altro artista di grande successo, Peyo, alias Peter Culliford, il creatore degli 'Schtroumpfs', ovvero 'I Puffi'.


I PUFFI
I Puffi sono una razza immaginaria di piccole creature blu simili a gnomi, che vive in una foresta da qualche parte in Europa, che furono inventati quasi per caso alla fine degli anni Cinquanta proprio sulle pagine di 'Spirou', di cui Delporte era allora il temuto e riverito caporedattore. All'epoca Peyo era l'autore di una striscia a fumetti su 'Spirou' chiamata 'Johan et Pirlouit' (in Italia 'John e Solfami' sul 'Corriere dei Piccoli'), ambientata nell'Europa medioevale: Johan è il coraggioso scudiero al servizio del re, mentre Pirlouit è il suo fedele amico ingaggiato a corte come buffone.


JOHN & SOLFAMI
I due protagonisti incontrano spesso nuove genti nei loro viaggi; nella striscia del 23 ottobre 1958, mentre sono alla ricerca di un flauto magico, evocano gli 'Schtroumpf': è la prima apparizione dei Puffi. L'idea viene poi sviluppata da Peyo con Delporte che lavoreranno insieme alle avventure dei Puffi per oltre 30 anni. Dopo la morte di Peyo nel 1992, Delporte continuò a scrivere da solo le sceneggiature. Dalle pagine dei fumetti i Puffi sono diventati in seguito una famosa serie animata della Hanna e Barbera Productions.

Pubblicato su Quotidiano.net

Afghanistan, persi i contatti con un giornalista di Repubblica

Daniele Mastrogiacomo, inviato di La Repubblica in Afghanistan, è scomparso da domenica. «Confermo - ha detto il direttore del quotidiano Ezio Mauro - che non abbiamo contatti con Daniele da domenica sera, era nella zona di Kandahar e ci aveva trasmesso un servizio pubblicato sul numero di lunedì. Sapevamo che aveva un importante appuntamento per fare un nuovo servizio».

Daniele Mastrogiacomo, secondo quanto si è appreso, aveva detto prima di partire di voler incontrare qualche capo taleban nell'Afghanistan del sud, nella zona di Kandahar. Mastrogiacomo era partito per l'Afghanistan a metà della settimana scorsa e l'ultima volta che il giornale lo ha sentito è stato domenica sera. Per tutta la giornata di lunedì, invece, dal giornale non sarebbero riusciti a parlare con l'inviato.

Ma Mastrogiacomo non è l´unico giornalista che sta facendo notizia in queste ore dall´Afghanistan. I Talebani infatti sostengono di aver catturato un giornalista britannico e due afghani nella provincia di Helmand nel sud dell'Afghanistan. Lo riporta il sito della Bbc riportando dichiarazioni di persone vicine al mullah Dadullah. Secondo Dadullah i tre sarebbero entrati nella provincia senza permesso e sono ora detenuti in una base della guerriglia talebana. Il Ministero degli esteri britannico ha dichiarato che sta verificando le notizie sul rapimento.

I tre sarebbero detenuti a Nad Ali nella provincia di Helmand, una delle aree dove si produce la maggiore quantità di oppio, e sono stati accusati - riporta ancora il sito dell'emittente britannica che cita un portavoce dei Talebani - di essere entrati senza permesso per spiare. Sono stati sequestrati i loro telefoni satellitari, le telecamere e la loro auto ed i tre sono stati interrogati, aggiungono le fonti della Bbc. Il nome del britannico sarebbe John Nichol, ma né le autorità afghane, né quelle britanniche e americane sembrano non sapere chi sia.

In realtà c´è un giornalista britannico con quel nome, un ex pilota della Raf che era stato catturato in Iraq nel 1991, ma secondo al Bbc questo John Nichol risulta essere in Inghilterra. A Helmand nell'ottobre del 2006 era stato sequestrato anche il fotoreporter italiano Gabriele Torsello, rimasto nelle mani dei rapitori per tre settimane. Il mese scorso la stessa sorte, ma per una sola notte, è toccata a una troupe di al Jazira.

Pubblicato su L'Unità

Afghanistan, la Nato lancia l'offensiva

E' l'operazione Achille: la più vasta offensiva, condotta dall’Isaf congiuntamente con le truppe afghane, mai lanciata sino ad ora.

Il comando della forza di sicurezza internazionale della Nato in Afghanistan (Isaf) ha annunciato l’avvio della sua «più grande offensiva» contro la guerriglia talebana nel sud del Paese.
All’operazione, scattata stamattina alle prime luci dell’alba nella provincia meridionale dell’Helmand, prendono parte almeno 5.500 uomini (4.500 militari Nato e un migliaio di truppe regolari afgane). Le prime unità dell’Isaf hanno lanciato la cosiddetta "Operazione Achille", che si concentra nella parte settentrionale dell’Helmand, dove gli irriducibili del mullah Omar controllano da più di un mese il distretto di Musa Qala.

La Nato ha spiegato che oltre all’obiettivo di riprendere in mano il controllo della sicurezza nelle regioni del sud, vi è anche quello di spianare la strada al programma di ricostruzione e di sviluppo economico dell’intera area. La provincia dell’Helmand è la più grande produttrice mondiale di papavero da oppio.

Ci si interroga, intanto in Italia, sul voto sul rifinanziamento della missione: non tanto quello di oggi alla Camera, quanto quello al Senato.
Il vice-coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto afferma: «Non sono in grado di fare previsioni però la mia valutazione è assai netta: il governo o è autosufficiente su un tema così importante di politica estera quale è l’Afghanistan oppure si deve dimettere».

Ma dalla maggioranza arrivano rassicurazioni: «Ci si avvia ad un voto molto ampio a favore del provvedimento», afferma Umberto Ranieri, dell’Ulivo, presidente della Commissione Affari esteri alla Camera.
Ranieri ha proseguito parlando delle cosiddette "maggioranze variabili" in Senato: «Non teorizzo maggioranze variabili perchè quando è in gioco il buon nome dell’Italia e le posizioni dell’Italia sulla scena internazionale credo sia importante la convergenza unitaria delle forze parlamentari.E a proposito della mozione della sinistra per usare l’oppio coltivato in Afghanistan a scopi terapeutici, il parlamentare si è detto convinto del fatto che «la lotta al narcotraffico deve essere contrastata duramente in Afghanistan. Per farlo occorrono investimenti economici consistenti. L’oppio medicinale è materia controversa, penso - ha concluso - che si debba verificare se esistano o meno le condizioni per un progetto di questo tipo».

Pubblicato su LaStampa.it

Campagna della Cnn: "Salviamo Britney Spears"

Il network americano lancia un appello a Bono Vox degli U2 perché organizzi un concerto in onore dell'ex lolita del pop, vittima di crisi depressive e autodistruttive. "Temiamo che faccia la stessa fine di Anna Nicole Smith".

Britney Spears tenta il suicidio ed è preda di crisi depressive? Per aiutarla ora scende in campo anche la Cnn. Il network statunitense, infatti, lancia un appello a Bono Vox degli U2 e - come riferisce il Corriere della Sera - propone un concerto in onore della cantante. "Temiamo che faccia la stessa fine di Anna Nicole Smith", precisal'emittente televisiva.

Nel solco della tradizione, ancora una volta l'appello viene rivolto al leader degli U2. Nessuna beneficenza per popoli o nazioni, ma un aiuto rivolto a una sola persona: l'ex lolita del pop, che rappresenta un'intera generazione e a lungo è stata l'idolo dei teenager.

E' ancora presto per sapere se il frontman del gruppo irlandese raccoglierà o meno la richiesta, ma la proposta del network americano ha comunque messo in luce quanto il dramma di Britney sia salito alle cronache.

Il declino dell'ex moglie di Kevin Federline è iniziato circa un anno fa quando, dopo la prima gravidanza, la Spears scoprì di essere nuovamente incinta. Da allora le crisi e la depressione hanno cominciato a prendere su di lei il sopravvento.

La gravidanza e poi il divorzio, pieno di colpi bassi, la minaccia del marito di toglierle l'affidamento dei figli, le notti brave con Paris Hilton fino al ricovero per disintossicarsi dalla droga con gli scatti di ira e autodistruzione: la strada per Britney ora è tutta in salita. Ma forse un concerto in suo onore potrebbe davvero aiutarla a uscire dall'inferno nel quale è precipitata.

Pubblicato su Quotidiano.net

Indonesia, terremoto a Sumatra: 82 i morti

Due scosse di terremoto di magnitudo 6,3 e 6 della scala Richter hanno colpito l'isola indonesiana di Sumatra, uccidendo almeno 82 persone, tra cui diversi bambini. Malgrado l'intensità del sisma, non è stato diffuso l'allarme tsunami dato che l'epicentro è stato localizzato su terraferma. Crollati centinaia di edifici tra cui una banca, gli ospedali sono pieni di feriti. La terra ha tremato in gran parte dell'Indonesia e anche nella vicina Malaysia. A Singapore diversi edifici sono stati evacuati. Tre persone sono morte in una scuola elementare andata a fuoco a Solok, nell'isola di Sumatra: tra loro anche due bambini. Altre tre persone sono morte in un rogo all'ospedale militare.

«Il nostro ufficio sul posto ci ha comunicato 82 morti, ma il bilancio continua a crescere d'ora in ora», ha affermato il portavoce dell'Unicef Damien Personnaz. Il terremoto ha colpito Padang, seconda città di Sumatra che conta circa un milione di abitanti, ma «anche numerosi villaggi nei dintorni», ha aggiunto. «Sono state distrutte scuole ed edifici pubblici e saranno necessari rifugi e materiale sanitario», ha precisato il portavoce. L'Unicef prevede che i bisogni saranno ingenti, poichè la regione colpita è «relativamente popolata». Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ha già inviato nuovo personale sul luogo del sisma.

Le autorità hanno ordinato l'evacuazione di tutte le scuole e gli edifici pubblici di Padang. La gente si è radunata nei parchi e in altri luoghi all'aperto, nel timore di crolli o di nuove scosse. «Il numero delle vittime potrà aumentare perché diverse zone non hanno inviato il loro rapporto - ha detto il sindaco di Padang, Fauzi Bahar -. Molte persone si sono calmate e stanno tornando a casa, ma si possono vedere ancora molti ingorghi di traffico». «La nostra priorità è per ora di trattare i feriti e le loro famiglie. Abbiamo sei tende e un campo di calcio come aree di emergenza» ha aggiunto il sindaco di Solok, Syamsu Rahim.

La scossa è stata registrata alle 10,49 locali (le 4,49 italiane) con epicentro nel mezzo dell'isola di Sumatra, a una profondità di 30 km, in un'area a 50 km dalla città di Padang, dove gli strumenti dell'agenzia meteorologica e geologica hanno registrato una magnitudo di 6,6 gradi - 6,3 quella registrata dall'istituto di geofisica statunitense (Usgs). Un paio d'ore più tardi è stata registrata sul posto una seconda scossa, di magnitudo 6. L'epicentro si trova a 650 a sud-est di quello del devastante terremoto che scatenò lo tsunami del 26 dicembre 2004, che provocò almeno 170 mila morti solo in Indonesia.

Pubblicato su l'Unità

Al Qaeda vuole rapire il principe Harry in Iraq

Agghiacciante il messaggio: "Il principino sarà inviato in Iraq dove troverà la morte per mano dei musulmani, possa Allah dargli ciò che merita". Un esperto britannico: "Per i terroristi sarebbe un colpo grosso"

Al Qaeda vuole rapire o uccidere il principino Harry che, come confermato lo scorso 22 febbraio dal ministro della Difesa britannico Des Browne, tra due mesi andrà a combattere nel sud dell'Iraq al seguito del suo reggimento dei 'Blues and Royals'.
Le minacce contro il 22enne secondogenito di Carlo e Diana - secondo quanto scrive stamane il 'Sun' - sono comparse su diversi siti web dell'estremismo islamico.
Il tabloid inglese afferma inoltre che Harry (non a caso), nel corso di questa settimana, parteciperà ad una simulazione di sequestro, con tanto di blitz delle forze speciali 'Sas' che lo liberano dalla progionìa.

«Il principino Harry sarà inviato in Iraq, dove troverà la morte per mano dei musulmani», e «Possa Allah dargli ciò che mertita, alla pari dei suoi confratelli crociati», sono soltanto due dei tanti messaggi di minacce rivolti ad Harry, terzo nella linea di successione al trono d'Inghilterra.
Un ufficiale dei 'Blues and Royals', coperto dall'anonimato, ha riferito al tabloid britannico che «ufficialmente Harry sarà trattato come tutti gli altri soldati ma, in realtà, tutti sanno che gli insorti faranno di tutto per mettergli le mani addosso».

Neil Doyle, un esperto britannico di siti internet di matrice terroristica, ha affermato senza mezzi termini: «Harry sarebbe il colpo grosso per qualsiasi gruppo dei ribelli». «Una sua possibile uccisione o cattura varrebbe oro per quanto pesa ai fini della propaganda terroristica», ha aggiunto Doyle.

Harry verso la fine di maggio dovrebbe guidare una pattuglia di 12 uomini in operazioni di ricognizione nella zona di Maysan, vicino al confine con l'Iran, a bordo di blindati 'Scimitar'.

Pubblicato su Quotidiano.net

Vietato spiare sistematicamente i dipendenti online

Lo chiedevano i lavoratori e molti imprenditori ed ora il Garante per la privacy ha deciso di mettere ordine sul delicatissimo fronte del monitoraggio delle attività Internet dei dipendenti pubblici e privati.

Con un provvedimento ad hoc, spiega lo stesso Garante, viene stabilito che i datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di Internet ma sono modalità che dovranno sempre e in tutti i casi tener conto "dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali".

Il provvedimento, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vuole essere una sorta di guida alle regole. "La questione - ha spiegato Mauro Paissan, relatore del provvedimento - è particolarmente delicata, perché dall'analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori".

Non ci sono novità sostanziali rispetto a quanto già espresso in passato dal Garante ma c'è una nuova chiarezza. Alle imprese, ad esempio, viene fatto carico di "informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli". Ma è fuori discussione la possibilità di leggere e registrare sistematicamente le email dei dipendenti o di monitorare sistematicamente la navigazione web. Sono casi nei quali si realizzerebbe, spiega il Garante, "un controllo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori".

Ciò che le aziende pubbliche e private devono fare è dunque dar vita ad un disciplinare interno, un documento realizzato anche assieme ai sindacati, "nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di Internet e della posta elettronica".

E, proprio per evitare usi impropri di Internet, al datore di lavoro viene ascritto il compito di minimizzare il rischio, ricorrendo a strategie e tecnologie dedicate.
Il Garante fa qualche esempio, per quanto riguarda la navigazione:
"- individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa;
- utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file musicali o multimediali."

Per quanto riguarda l'email, invece, l'azienda:
- renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza;
- valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad un uso personale;
- preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi;
- metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all'attività lavorativa.

"Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli da parte del datore di lavoro - sottolinea il Garante - devono essere effettuati con gradualità. In prima battuta si dovranno effettuare verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro, in modo da individuare l'area da richiamare all'osservanza delle regole. Solo successivamente, ripetendosi l'anomalia, si potrebbe passare a controlli su base individuale".

Nel provvedimento sono anche dettagliate tutele specifiche per categorie particolari di lavoratori, come quelli che sono tenute al segreto professionale.

Pubblicato su Punto Informatico

Turista italiano muore in cella

Simone Renda, un trentenne in vacanza a Cancun, è morto in circostanze poco chiare. Era stato arrestato per ubriachezza ed è stato trovato senza vita la mattina seguente, forse stroncato da un malore.

Un italiano di 35 anni, Simone Renda, che stava trascorrendo un periodo di vacanza in Messico, è morto in circostanze poco chiare nella cella del commissariato di Cancun dove era stato rinchiuso per ubriachezza molesta.

Il decesso è stato confermato dalla Farnesina. Renda doveva rientrare in Italia giovedì scorso, primo marzo, e aveva dato disposizioni in albergo di essere svegliato in mattinata. Visto che non rispondeva alle chiamate né al personale dell'albergo che continuava a bussare alla porta della sua stanza, dall'hotel hanno chiamato la polizia che ha aperto la camera con un passepartout, trovando il giovane uomo in stato confusionale, probabilmente causato dall'alcol.

Per via delle sue reazioni scomposte, Renda è stato arrestato , processato per direttissima e condannato a 36 ore di detenzione: è stato trovato morto in cella il giorno dopo. Le cause del decesso non sono ancora state chiarite, i familiari della vittima si stanno recando a Cancun.

Pubblicato su Quotidiano.net

lunedì 5 marzo 2007

CINEMA: APERTE LE ISCRIZIONI ALL'ISCHIA FILM FESTIVAL

Fissati al 31 marzo 2007 i termini per partecipare all'Ischia Film Location Festival. Per ricevere il regolamento e l'entry form del concorso, dedicato alle location ed aperto a lungometraggi, cortometraggi e documentari italiani e stranieri, e' possibile scrivere a segreteria@ischiafilmfestival.it. Sara' il suggestivo borgo antico dell'isola, tra il Castello Aragonese e la cinquecentesca Torre di Michelangelo e la colombaia, dimora storica di Luchino Visconti a Forio d'Ischia, a fare da scenario alle proiezioni della quinta edizione festival in programma dal 24 al 30 giugno.

Sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, la kermesse premia, come da tradizione, i registi, gli autori della fotografia e gli scenografi che hanno maggiormente valorizzato le location utilizzate. Tra i propri obiettivi il festival si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica, tramite la cinematografia, al rispetto dell'ambiente e delle ricchezze artistiche del nostro Paese e soprattutto alla salvaguardia dell'identita' culturale di ciascun luogo.

Oltre al concorso cinematografico l'Ischia Film Location, consta di un 'mercato' che rappresenta l'unico appuntamento in Europa per l'incontro tra Film Commission, produttori cinematografici, enti territoriali e tour operator per stabilire nuovi accordi di produzione e co-produzione cinematografica nonche' per approfondire attraverso il convegno nazionale sul cineturismo le tematiche legate al 'destination management' attraverso l'audiovisivo.

Pubblicato su Italy Global Nation

Daniel Radcliffe: Harry Potter fino alla fine.

La notizia era praticamente scontata, ma l'ufficialità è arrivata soltanto sabato scorso: Daniel Radcliffe vestirà i panni di Harry Potter anche negli ultimi due film della saga.

Il giovane attore inglese, che compirà 18 anni il prossimo luglio, fu scritturato per la prima volta nel lontano 2000: al suo attivo ci sono già quattro film di Harry Potter, il quinto ("Harry Potter e l'Ordine della Fenice") uscirà nelle sale statunitensi e britanniche in estate.

Per quanto riguarda invece le ultime due avventure del popolarissimo maghetto ("Harry Potter and the half-blood prince" ed "Harry Potter and the Deathly Hallows"), stando alle indiscrezioni che giungono dagli Stati Uniti si dovrà attendere ancora qualche anno: l'uscita dell'ultima pellicola sembra addirittura programmata per il 2010.

Ancora sconosciuti i termini finanziari dell'accordo tra i produttori e l'attore inglese, così come ancora non si sa se anche tutti gli altri membri "storici" delle prime pellicole (tra i quali Emma Watson e Rupert Grint) saranno confermati ai loro posti.

Pubblicato su Zapster.it

Oppio afghano a fini terapeutici

La proposta di Rifondazione, Verdi e Rosa nel Pugno da inserire nel decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan

Rifondazione Comunista, Verdi e Rosa nel Pugno chiedono che insieme al rifinanziamento della missione in Afghanistan si possa avviare una sperimentazione per l'acquisizione dell'oppio afghano ai fini terapeutici. È questo il senso della conferenza stampa che si è tenuta nella sala stampa di Montecitorio per presentare l'ordine del giorno, nel quale c'è scritto che il governo deve «sostenere, nell'ambito della progettata conferenza internazionale di pace, il progetto di trasformare l'oppio afghano in morfina e codeina al fine di soddisfare la domanda a livello internazionale, in gran parte inevasa, di farmaci per la terapia del dolore».

LE RICHIESTE DELLA SINISTRA RADICALE - Anche su questa proposta potrebbe giocarsi l'appoggio della sinistra radicale al decreto di rifinanziamento delle missioni militari, Afghanistan compreso, decreto oggi in discussione nell'Aula della Camera prima del voto, previsto per domani. Il centrodestra considera fondamentale il provvedimento per mettere di nuovo alle corde la maggioranza di governo. Maggioranza che alla Camera non dovrebbe avere problemi, ma che quando arriverà al Senato sarà di nuovo in bilico.

Il ddl è sbarcato a Montecitorio in un'aula semideserta che ancora non si scalda mentre purtroppo si è scaldato il clima politico a seguito del raid aereo della Nato su Kabul, che ha causato nove vittime tra i civili afghani. La sinistra radicale mostra qualche distinguo. «La decisione del gruppo di Rifondazione Comunista è quella di votare il decreto. Naturalmente con alcuni emendamenti - ha spiegato il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena -: la conferenza internazionale di pace, l'osservatorio di monitoraggio delle missioni militari, un passaggio più forte sul finanziamento della cooperazione civile rispetto a quella militare e un ordine del giorno sull'oppio. Molto importante per i contadini, per non farli catturare dall'egemonia talebana. Su questi punti l'accordo si può trovare» assicura.

Pubblicato su Corriere della Sera

Xbox Live Arcade: troppo successo, Microsoft aggiorna memorie e line-up

Il successo di Xbox Live Arcade, il portale per il download di videogiochi su Xbox 360, ha imposto a Microsoft di aggiornare la sua linea hardware e le sue direttive riguardo i videogiochi scaricabili. La società di Redmond ha annunciato ieri il prossimo lancio di una Memory Unit per Xbox 360 da 512 MB e l'incremento della dimensione massima ufficiale dei titoli Xbox Live Arcade (XLA), che passa da 50 MB a 150 MB. Un nuovo corso che, nei prossimi mesi, farà convergere sul portale progetti più complessi e "ambiziosi".

La nuova Memory Unit da 512 MB sarà disponibile in tutto il mondo dal 3 aprile, ad un prezzo di 49,99 dollari per il Nord America, che dovrebbero tradursi in circa 40 euro in Europa. La precedente versione, da 64 MB, subirà invece un abbassamento di prezzo, passando da 39,99 a 29,99 dollari. Nel periodo di lancio, la nuova unità di memoria conterrà, pre-caricato al suo interno, il gioco Geometry Wars: Retro Evolved, sviluppato da Bizarre Creations, ad oggi uno dei maggiori successi di Xbox Live Arcade.

Da ieri è stata incrementata anche la dimensione massima dei titoli XLA, passata ora a 150 MB. Un'esigenza nata qualche settimana fa, quando i vertici del portale avevano annunciato il progetto di convertire Castlevania: Symphony of the Night, un gioco pubblicato originariamente su PlayStation e di dimensioni maggiori rispetto ai limiti consentiti. Una scelta che aprirà il campo, tra l'altro, alla conversione di titoli più recenti per XLA, come l'annunciato Rez, uscito solo pochi anni fa per Dreamcast e PlayStation 2.

In occasione della Game Developers Conference, Microsoft ha anche illustrato i futuri piani per il suo Xbox Live Arcade, annunciando alcuni nuovi titoli con cui conta di rispondere all'esordio, il prossimo 23 marzo, del PlayStation Network di PlayStation 3, che offrirà un simile servizio di download. In prima fila, un nuovo progetto di Bizarre Creations, intitolato Boom Boom Rocket, all'insegna dei fuochi d'artificio e della prontezza di riflessi, incrocio ideale tra Fantavision e Dance Dance Revolution.

A Boom Boom Rocket si aggiungeranno altri titoli di richiamo, tra cui Jetpac Refuelled, remake di un gioco Rare del 1983; Eets: Chowdown, conversione di un famoso videogioco indipendente per PC, e Wing Commander Arena, titolo multiplayer per 16 giocatori ispirato all'universo, molto noto tra i giocatori di vecchia data, di Wing Commander.

Pubblicato su LaStampa.it

domenica 4 marzo 2007

Prodi: "Solo con un accordo si può sospendere il referendum"

«Non è la trattativa che sospende il referendum, ma l’accordo»: il presidente del Consiglio, Romano Prodi rispondendo nella sua Bologna ad una domanda dei giornalisti ha spiegato la sua posizione circa l’ipotesi di una sospensione del referendum per la riforma della legge elettorale. Con riferimento a quanto affermato dal presidente del Comitato promotore del referendum Giovanni Guzzetta, Prodi ha detto: «Quando parlo di un rinvio del referendum elettorale, non è che voglia dire che il referendum non è un grande strumento, perchè ogni volta in cui si richiama la società civile si fa un passo in avanti. Però - ha chiarito - se c’è un accordo alto è chiaro che ci sono gli elementi per sospendere il referendum; non è la trattiva che sospende il referendum ma l’accordo».

BERTINOTTI: RAGIONEVOLI LE PAROLE DI PRODI
«Mi pare molto ragionevole». Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti commenta la posizione espressa oggi dal presidente del Consiglio Romano Prodi sul rinvio del referendum sulla legge elettorale solo se c’è un’intesa tra le forze politiche sulla riforma elettorale. «Penso che la legge elettorale richieda per sua natura il più largo consenso possibile», ha detto Bertinotti a margine della conferenza internazionale sul ruolo dei parlamenti nello sviluppo della società dell’informazione. «Si può litigare molto, ma non sulle regole del gioco - ha aggiunto - Le regole del gioco devono essere condivise affinchè la conclusione della partita possa essere considerata legittima e quindi compiuto lo sviluppo del processo democratico». «Penso che il Parlamento - ha ribadito il presidente della Camera - sia la sede vocata per fare la legge elettorale e per farla con il massimo di consenso». E rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se ritiene che le condizioni ci siano, Bertinotti ha risposto: «Intanto bisogna investire sulle possibilità di farcela. Questo - ha concluso - è il momento della speranza dell’investimento»

CALDEROLI: PRODI E BERLUSCONI ALLEATI SULLA LEGGE ELETTORALE
«Berlusconi e Prodi oggi dovrebbero essere veri alleati, perchè il vero nemico è il tentativo di ritorno della Prima Repubblica che, come l’ Idra, spinta dai poteri forti, cerca sempre di risollevare la testa»: lo afferma il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, intervenendo sulla questione della legge elettorale. «Oggi è il momento della chiarezza - aggiunge il coordinatore delle segreterie leghiste - la vuol fare Prodi, non più disponibile a subire i ricatti o le ipocrite pressioni della sua maggioranza, ma la deve fare anche Berlusconi».

FASSINO: RINVIO REFERENDUM SE SI AVVIA PERCORSO REALE
Se dovesse concretamente aprirsi un «cantiere» in Parlamento per la riforma della legge elettorale sarebbe «ragionevole» chiedere ai promotori del referendum di aspettare un anno. Lo dice il segretario Ds, Piero Fassino, a margine del congresso della Sinistra giovanile, precisando che comunque non c’è l’intenzione di imporre scelte a nessuno. «Se si avvia un cantiere che è finalizzato a fare una nuova legge elettorale - dice Fassino - poiché saranno essenziali anche alcune riforme costituzionali strettamente collegate come i poteri dei presidenti del Consiglio, il superamento del bicameralismo e il completamento del federalismo, e siccome il processo di revisione della Costituzione richiede certi tempi, sarebbe ragionevole, se il percorso si avvia, chiedere a coloro che hanno proposto il referendum di procrastinare di un anno il loro lavoro».

Pubblicato su LaStampa.it

Terrorista liberato, Zapatero in discussione

Zapatero nell’occhio del ciclone per la libertà vigilata al terrorista dell’Eta Iñaki de Juana Chaos. Il 60% circa degli spagnoli disapprova la concessione a favore del ’pistolero etarra e la destra, accusata dal resto dei partiti di elettoralismo in vista delle prossime consultazioni amministrative, sferra un duro attacco al governo.

Il terrorista aveva già scontato una pena per l’assassinio a nome dell’Eta di 25 persone. Ma la redazione di 2 articoli sul quotidiano basco Gara, giudicati minaccia terroristica, gli sono costati una condanna a ulteriori 12 anni di prigionia. De Juana non si è rassegnato preferendo una possibile morte per inedia alla permanenza in carcere ed ha iniziato uno sciopero della fame «ad oltranza». Una situazione che ha fatto temere alle autorità spagnole di dar vita ad un ’martire indipendentistà. Ma, dopo il ricovero in ospedale e l’alimentazione forzata decretata dai giudici, una sentenza giudiziaria ha ridotto la pena lasciando all’esecutivo la decisione sul regime carcerario del terrorista.

Il governo del premier Jose Luis Rodriguez Zapatero ha adottato la misura della libertà vigilata. E De Juana ha, in conseguenza, interrotto uno sciopero della fame durato 115 giorni. Il Partito Popolare (Pp) all’opposizione contesta il provvedimento cavalcando l’indignazione diffusa tra la maggioranza della popolazione. E accusa il premier di «manifesta incapacità di difendere lo stato di diritto» e di «cedere al ricatto dell’Eta».

Il resto dei partiti dell’arco costituzionale spagnolo sostengono la scelta del governo. Ma le inchieste pubblicate oggi fotografano un malcontento che si insinua nelle stesse file dell’elettorato progressista: circa il 50% dei votanti socialisti non approverebbe la misura adottata dall’esecutivo di Zapatero. Entusiasti della soluzione della vicenda, al contrario, i dirigenti separatisti. Arnaldo Otegi, leader del braccio politico dell’Eta, il partito fuorilegge Batasuna, ha dato segnali di un mutato atteggiamento rispetto alla lotta armata, ma non ha ancora condannato l’uso della violenza a scopi politici come richiesto da Zapatero. Un cambio di rotta che permetterebbe al governo di poter contare su di un interlocutore legale. Perché Batasuna potrebbe presentare le proprie liste alle prossime elezioni e contare su rappresentanti eletti.

La situazione, allo stato attuale, si prospetta comunque estremamente negativa per le sorti dei socialisti al prossimo test elettorale. Eppure, un cambio radicale dell’Eta o, più verosimilmente, di Batasuna, con l’abbandono della difesa della lotta armata, potrebbe cambiare la prospettiva degli spagnoli sulla strategia del governo. Zapatero, ha difeso la concessione della libertà vigilata a De Juana dichiarando che «eviterà altre morti»: un’osservazione che per alcuni opinionisti proverebbe le intenzioni negoziatrici del premier, che potrebbe attendersi un ’risultatò dalla decisione assunta. Anche se, osservano altri politologi iberici, i timori di dar vita ad un mito dell’indipendentismo basco si sono già avverati: De Juana è infatti già un ’eroè capace da solo di dividere in un confronto dai toni esasperati il Parlamento di Madrid e la sua vicenda dominerà probabilmente la prossima campagna elettorale di maggio.

Pubblicato su LaStampa.it

Ad aprile si torna a monitorare i cetacei

L'istituto Tethys propone un'esperienza straordinaria che richiede entusiasmo, spirito di gruppo e voglia di avvicinarsi ai mammiferi marini dei nostri mari

Si allunga la stagione di raccolta dati sui cetacei condotta da Tethys, l'Istituto di ricerca che da oltre 20 anni si occupa dello studio e della tutela di questi animali in Mediterraneo: già dal 25 aprile si apriranno i campi di osservazione e studio in Mar Ligure. La ricerca sarà dedicata in particolare alla raccolta di dati sulle balenottere comuni, che in primavera fanno ritorno nelle acque del Santuario per nutrirsi di minuscoli gamberetti. È un'occasione unica per ammirare in natura questi straordinari e giganteschi animali contribuendo in prima persona alla loro salvaguardia. I volontari, infatti, partecipando ai campi di osservazione e affiancando i biologi nelle attività di raccolta dati, possono vivere un'incredibile esperienza e partecipare attivamente alla ricerca.

Tre progetti a cui è possibile partecipare
Nel Santuario «Pelagos» dei Cetacei, in Mar Ligure
Il Santuario Pelagos, creato a partire da una proposta dell'Istituto Tethys, possiede una delle più alte concentrazioni di cetacei di tutto il Mediterraneo. A bordo della confortevole «Pelagos», un motorsailer di 21 metri dotato di sofisticati strumenti di ricerca, i ricercatori, assistiti dai partecipanti ai campi, studiano il comportamento della maestosa balenottera comune e della vivace stenella striata, ascoltano con l'idrofono i suoni del grande capodoglio e fotografano, allo scopo di identificare i vari individui, altri cetacei meno conosciuti come il globicefalo, il grampo e il misterioso zifio. Oltre ai cetacei, non è difficile avvistare creature marine tra cui pesci luna, mobule, tartarughe e uccelli. A bordo, avventura e ricerca si alternano a momenti di relax e a lezioni «mirate» sulla biologia dei cetacei.

Presso l'Isola di Kalamos, nella Grecia Ionica
Kalamos è una piccola isola non ancora raggiunta dal turismo di massa, dove i ricercatori dell'Istituto Tethys studiano da 15 anni tursiopi e delfini comuni allo scopo di conoscere le loro abitudini e le minacce a cui sono sottoposti. I biologi, dopo aver constatato il declino del delfino comune nell'area di studio, causato da una drastica riduzione delle loro prede, hanno fatto in modo che la popolazione mediterranea venisse inserita nella Lista Rossa dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (Iucn) tra quelle in pericolo di estinzione. I ricercatori sono ora impegnati a studiare una comunità residente di tursiopi, ancora in buona salute, e a monitorare gli ultimi delfini comuni presenti nella zona. I partecipanti ai campi di ricerca alloggeranno in una caratteristica casa locale in mezzo al verde e usciranno in mare a bordo di gommoni a chiglia rigida. A volte, tra un delfino e l'altro, si può incontrare una foca monaca, un pesce spada o una tartaruga marina.

Nel Golfo di Napoli, a Ischia, in collaborazione Delphis mdc
Le acque di Ischia rappresentano un'area ideale per lo studio dei cetacei poiché vi si registra la presenza regolare di cinque diverse specie del Mediterraneo: stenella striata, delfino comune, tursiope, grampo e balenottera comune. Globicefalo e capodoglio sono ospiti occasionali. Priorità del team di ricerca è la salvaguardia del raro delfino comune. I partecipanti saranno ospitati a bordo del magnifico veliero-laboratorio «Jean Gab», un cutter oceanico di 17,7 metri che naviga prevalentemente a vela ed è attrezzato con idrofoni e telecamere subacquee per documentare il comportamento dei delfini.

I campi inizieranno il 25 aprile in Mar Ligure (con una pausa tra il 2 e il 20 maggio) e il 27 maggio in Grecia e avranno la durata di 6 giorni. Il costo varia da 575 a 880 Euro a seconda del periodo scelto e della località e include vitto, alloggio, assicurazione e quota sociale. Sconti speciali per gli studenti sotto i 26 anni. Per gli studenti universitari l'esperienza può valere come credito formativo.

I campi Tethys sono inclusi nel prestigioso programma «Out of the Blue» della Whale and Dolphin Conservation Society, che offre una selezione dei migliori campi di osservazione e studio dei cetacei in tutto il mondo.

(Info: Istituto Tethys - Viale Gadio 2, 20121 Milano - Tel 02 72001947, 02 72601446 – fax 02 86995011 - ufficio_stampa@tethys.org - tethys@tethys.org - www.tethys.org)

Pubblicato su Villaggio Globale.it

PER L'ITALIA!!: Le Iene cercano che Lippi compia la promessa

Il Trio Medusa delle Iene giovedì mattina ha tentato di tagliare un ciuffo di capelli a Marcello Lippi, ex ct della Nazionale campione del mondo, arrivato all’università di Firenze per un incontro con gli studenti. Il tentativo è fallito perché il tecnico è riuscito a dribblare il Trio, sia all’arrivo all’Ateneo sia all’uscita. Le Iene si sono presentate con una sedia di plastica e un asciugamano da barbiere, per chiedere a Lippi di mantenere la promessa di un taglio di capelli che l’ex ct avrebbe fatto riguardo la vittoria del mondiale tedesco. Lippi ha scherzato con gli inviati della trasmissione di Italia1, ma è scampato all’assalto. Ma le Iene sono andate a stanare anche Massimo Moratti e l’hanno messo di fronte al fatto compiuto: la musica dell’inno Pazza Inter sembra abbastanza copiata da Baila Morena di Zucchero.

Pubblicato su CalcioDoc.com


Accordo tra Bbc e YouTube

Sul portale di video compariranno tre nuovi canali, autogestiti dal gruppo britannico. Due sono già attivi: musica e news

Bbc più YouTube, o, se preferite, YouTube più Bbc. L’annuncio è appena comparso, ovviamente, sul sito dell’emittente inglese . L’accordo è firmato e già attivo. Sul famoso portale di video che Google acquistò per 1,6 miliardi di dollari l’anno scorso, compariranno tre nuovi canali, autogestiti dal gruppo britannico. Due sono già attivi, Bbc e Bbc Worldwide, mentre il terzo, BBC News, partirà nei prossimi mesi. Il primo ha soprattutto lo scopo di accrescere l’audience dei programmi della televisione, con trailer e spezzoni che incuriosiscano e convoglino il pubblico davanti allo schermo.

CLIP MUSICALI - Il secondo è fatto soprattutto di clip musicali, presi dagli archivi, reimpaginati per il web, e accompagnati da pubblicità. Le News invece saranno appunto filmati di notizie fresche, una ventina al giorno. Va ricordato che l’emittente inglese ha già un servizio via satellite che copre con le sue news tutti gli angoli del globo, ma questo ovviamente procede a nastro, venendo ripetuto più volte durante il giorno. La fruizione via Internet-YouTube permette invece di cliccare in qualsiasi istante sul servizio giornalistico preferito, senza attendere che il nastro torni al punto giusto. Che si tratti di un colpo clamoroso non c’è dubbio, non tanto per gli aspetti economici, che non sono per ora stati resi noti, quanto per il prestigio e il gioco di squadra di due marchi famosi della comunicazione.

LE POTENZIALITA' - YouTube sigla una collaborazione importante con una premiata ditta televisiva, superando di slancio le difficoltà che aveva conosciuto nei mesi scorsi con i grandi network americani, da un lato tentati dall’idea di essere anche loro in quel luogo famoso della rete, e dall’altro insoddisfatti, pare, per il non eccessivo compenso finanziario che YouTube offriva. Per parte sua la Bbc conferma e accresce la sua fama di televisione-Internet forse la più dinamica e avanzata al mondo. Rapida nelle decisioni e nell’aprirsi nuove strade. Già l’anno scorso, quando il fenomeno Second Life era appena agli inizi, la rete inglese affittò un’isola in quel mondo virtuale per farvi un concerto parallelo e identico a quello che si stava svolgendo nel mondo reale.

ALTRI ACCORDI - Malgrado le difficoltà con le grandi televisioni, un servizio del New York Times segnalava come YouTube, in questi ultimi mesi, abbia stretto accordi con molti gruppi importanti. Sono un migliaio circa che vanno dal Sundance Festival (cinema), alla federazione del basket Nba, alla Ford. La corsa agli accordi per la Tv Internet si è dunque accelerata di colpo e il modello YouTube va cambiando di conseguenza: da luogo di deposito di video amatoriali, giovanilistici e magari copiati abusivamente, a insieme di centinaia di canali prodotti da specialisti e per nicchie verticali.

Pubblicato su Corrierie Della Sera

Festival di Sanremo, il trionfo di Baudo: 54,27% di share e oltre 10milioni di spettatori

Il festival di Pippo Baudo e Michelle Hunziker chiude in bellezza confermando quel trende di grande rirpresa rispetto allo scorso anno che si era gia' evidenziato nei giorni scorsi. La media complessiva della serata finale e' stata del 54,27% di share con 10.580.000 spettatori (+6% sul 2006).

E nella prima parte i telespettatori sintonizzati su Raiuno per seguire la gara dei Big sono stati 12.408.000 con il 48,79% di share.

La seconda parte poi e' stata quesi da record con una grande tenuta fino alla fine del festival, intorno alle 1.20: ben 9.143.000 telespettatori con il 61% di share.

I picchi d'ascolto sono stati registrati alle 21.23 con 13.672.000 spettatori e all'1.17 con il 77,66%.

Pubblicato su RomagnaOggi.it

Irrompe la 'Generazione Y', tutta web sms e video

Sul pianeta giovani irrompe la generazione Y, la nuova generazione ''tutta virtuale'': il suo universo è infatti il web, il linguaggio è fatto di nuovi segni e nuove parole all'insegna, quasi esclusivamente, della realtà virtuale. I ragazzi fra i 18 e i 25 anni vivono di sms e di webcam, sono assidui frequentatori delle più famose communities online, come MySpace e SecondLife, non si perdono un video su YouTube, per loro Skype non rappresenta problemi, hanno un blog come diario virtuale e utilizzano curiosi nickname al posto del loro vero nome. E' la 'Y Generation', il target privilegiato dalle più grandi aziende che operano nel settore della comunicazione, della tecnologia, della moda, dell'entertainment. In questo contesto Calvin Klein Profumi, che ha svolto la ricerca, ha fatto del termine Technosexual, icona della Y Generation in quanto nuova frontiera del comunicare piacere e seduzione, un vero e proprio marchio registrato.

Ma chi sono veramente i ragazzi e le ragazze della Generazione Y, definita negli USA ''post-generation''? Sono la generazione che, frutto degli anni Ottanta, ha vissuto in prima persona l'evoluzione dei costumi sociali e familiari (divorzi in aumento nelle famiglie, donne sempre più lavoratrici e meno ''casalinghe'').

La Generazione Y, secondo la ricerca, possiede a tutti gli effetti un considerevole potere d'acquisto, un'approfondita conoscenza dei prodotti nonostante la giovane età e comportamenti d'acquisto molto diversi da quelli dei genitori, dato che si tratta di consumatori più ''infedeli'' della media. Hanno vissuto in maniera assolutamente mediatica la Guerra del Golfo, sono cresciuti a base di telefonini e computer, sono abituati a comunicare con un nuovo linguaggio fatto di segni sintetici che esprimono emozioni, vivono in ambienti metropolitani all'insegna della multietnicità, sono poco inclini all'impegno politico e poco interessati ai grandi temi sociali, spesso il loro mondo ''digitale'' si dipana fra chat, blog, Ipod, DVD, BlackBerry e webcam. Ma non per questo si deve pensare a una generazione apatica o priva di emozioni, quanto piuttosto a giovani che si pongono come ''meri osservatori'' dei fenomeni sociali stessi, a cui si adattano e adeguano.

E anche il modo in cui sperimentano sesso e amore, per esempio, ne evidenzia una profonda emotività, sebbene quest'ultima rimanga celata in un universo multimediale: è come se l'uno potesse vivere senza l'altro, come in un videogioco, dove realtà quotidiana e dimensione virtuale si alternano senza soluzione emotiva, anche se solo all'apparenza.

Solo negli Stati Uniti il quotidiano 'Usa Today' ha stimato che i giovani della 'Y Gen' sono all'incirca 70 milioni: tutti ragazzi sotto i 30 anni che hanno un rapporto assolutamente confortevole con le tecnologie più avanzate e che rappresentano la forza lavoro e il know-how del nostro immediato domani. Una ricerca della 'Harris Interactive' ha evidenziato che la Generazione Y - solamente negli States - spende 172 miliardi di dollari all'anno, influenzando anche gran parte delle decisioni d'acquisto di un pubblico più adulto, genitori in testa.

Sul fronte italiano in particolare, una ricerca realizzata dall'Istituto B&F per conto di Tequila-Italia (che prende in esame un campione di 400 ragazzi fra i 18 e i 25 anni) ha rilevato che Internet - sa va sans dire - è il mezzo di comunicazione più seguito in questa fascia d'età (95% del campione), seguito da radio (70%), tv classica (64%), l'emittente musicale MTV (29%), Sky (7%).

I siti più visitati, secondo questo studio, sono quelli di musica (43%), seguiti da quelli di sport e calcio (24%), informazione (20%), viaggi e aerei (17%). E fra i brand online? Il più noto - sempre secondo la ricerca - è YouTube (per il 64% degli intervistati), seguito a ruota da MySpace (36%). Quanto agli sms, il 42% dei ragazzi interpellati dice di inviarne da 10 a 19 al giorno, il 40% ne invia da 1 a 9.

Pubblicato su Italy Global Nation

Email: in Italia ormai 2 su 3 sono spam, dice ricerca Cnr

Tra i messaggi di posta elettronica in circolazione in Italia, due su tre rappresentano spam e messaggi indesiderati. E' quanto ha accertato un'indagine statistica dell'Iit-Cnr, secondo la quale si sono di molto ridotti i virus, mentre impazza il phishing, messaggi trappola inviati nel tentativo di dirottare gli utenti su pagine web fasulle, per carpire eventualmente i loro dati personali.

Lo studio, di cui il Centro Nazionale delle Ricerche ha dato notizia in una nota, ricorda che ogni giorno in Europa circolano 61 miliardi di messaggi spam, quasi il 90% del totale delle email scambiate, con costi annui che, secondo la Commissione Europea, sfiorano i 39 miliardi di euro.

Ma anche in Italia la diffusione dello spam ha ormai raggiunto e superato il livello di guardia. E le statistiche raccolte dall'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) documentano una situazione che va peggiorando, anche se è decisamente migliore rispetto agli indici americani.

"Da un'analisi statistica sui server di posta elettronica dell'Iit emerge che, nel 2006, il tasso di spam medio è stato di circa il 66%", osserva Stefano Ruberti, responsabile della posta elettronica dell'Iit-Cnr e del Registro del ccTLD .it, organismo che assegna i domini internet `.it'".

A fronte di 2.846.282 messaggi di posta ricevuti, il sistema ne ha classificati come `clean', puliti, poco meno di 970.000 (34%). Ben 1.876.511 email erano invece spam o virus: in particolare, 614.772 (32,7% del totale dei messaggi-spazzatura) sono state etichettate come spam ma recapitate comunque all'utente per evitare `falsi positivi' e 504.408 (26,8%) bloccate e poste in quarantena perché spam acclarato.

Altri 732.000 messaggi sono stati bloccati dai sistemi di controllo Rbl, che identificano indirizzi noti come mittenti di spamming: un numero enorme, se si considera che tali controlli sono in funzione solo dall'8 novembre scorso. Infine, 25.477 email sono state classificate come portatrici di virus (appena l'1,3%): a dimostrazione di come le infezioni abbiano ceduto il passo ad attività truffaldine ben più remunerative.

Tra queste, dice la ricerca, nel 2006, spicca il "`phishing", il tentativo di dirottare gli utenti su pagine web fasulle che ricordano quelle di banche o portali per l'acquisto di prodotti online al fine di carpire password e codici di autenticazione".

A riprova di quanto lo spam ostacoli la normale attività di rete, per analizzare tutti i messaggi infetti, il server Iit ha impiegato oltre 1.315 ore di lavoro.

DUECENTO SPAM GANG INTERNAZIONALI

"La tendenza"è in costante crescita: gli indici di gennaio 2007 parlano già di un tasso di spam superiore al 72%. Le tecniche, del resto, sono sempre più raffinate. L'ultimo nato è l'image spam: messaggi che non contengono più testo ma immagini digitali, più difficili da analizzare, che secondo la società americana Ironport hanno raggiunto il 25% del totale, a fronte del 4,8% dell'ottobre 2005 (più 421%). A mettere in ginocchio la posta elettronica, dice la ricerca, sono circa 200 "spam gang", non più di 600 professionisti che producono l'80% del traffico mondiale di spam.

Il più noto spammer, Jeremy Jaynes, classe 1974, arrestato e condannato a 9 anni di carcere, ha accumulato un patrimonio personale di 24 milioni di dollari.

Ma i tentativi di repressione si scontrano con l'uso di società e server e normative non sempre adeguate: la culla dello spamming è negli Stati Uniti, ma Cina, Russia, Giappone e Corea del Sud avanzano a grandi passi.

"E' sufficiente che pochi destinatari abbocchino, poiché i costi sono prossimi allo zero.Ma l'obiettivo è mettere in ginocchio i sistemi di posta e non è escluso che chi propone (a pagamento) sistemi anti spam abbia contribuito alla sua diffusione: un sistema già sospettato nella prima, massiccia ondata di virus per computer", conclude Ruberti.

Pubblicato su Reuters Italia

Chavez, Bush e gli utili idioti

Vargas Llosa, Mendoza e Montaner pubblicarono dieci anni fa un famoso libro, "Il manuale del perfetto idiota latino-americano", nel quale difendevano le idee liberali e accusavano la “destra incolta” e “la sinistra sciocca” di non capire che il progresso economico e civile richiedeva inscindibilmente la contemporanea presenza della libertà politica e di quella economica. In questi giorni gli stessi autori hanno pubblicato Il ritorno dell’idiota, nel quale viene esaminato il ritorno, appunto, di una sinistra militante, con Chavez che vorrebbe prendere il posto del morente Fidel Castro. Ma il libro spiega, in stile schematico, la presenza attualmente di due tipi di sinistra, chiamate in America Latina “vegetariana” la nuova e “carnivora” quella classica.

Vegetariani e carnivori
Nel gruppo dei vegetariani troviamo i cileni Lagos e Bachelet, il brasiliano Lula, l’uruguaiano Vasquez, il peruviano Garcia e il nicaraguense Ortega, l’ex-comunista che ora, osservano maliziosamente gli autori, abbraccia il suo antico nemico, cardinale Obango, prendendo l’ostia consacrata direttamente dalle sue mani. Costoro ritengono che il modello di socialismo latino-americano classico, dittatura politica ed economia di Stato, mantiene la popolazione nel sottosviluppo e nella miseria.

I “carnivori”, ancora legati a ricette di statalismo, sono innanzitutto Chavez, forse Correa appena eletto in Ecuador, e poi Morales. Quest’ultimo costituirebbe un caso a parte, quello della sottospecie ”indigena” che predica la liberalizzazione dei quechua e aymara dai 500 anni di razzismo bianco. Il che per gli altri paesi con i medesimi indigeni non ha senso perché in Bolivia, Perù, Ecuador, Guatemala e Messico la popolazione è meticcia, indios e bianchi puri sono ormai minoranze. Inclassificabile, infine, sarebbe il Presidente argentino, Kirchner.

Varga Llosa è uno scrittore di grande valore nel panorama letterario latino-americano, che gioca il ruolo politico ricoperto nella cultura francese da Raymond Aron. E’ stato occasionalmente anche un politico, nel 1990 si presentò e perse le elezioni presidenziali in Perù contro Fujimori. La sua critica è però di parte, quella su Hugo Chavez particolarmente feroce. In effetti il vero pericolo rappresentato da Chavez in Venezuela non deriva dalle sue confuse idee e contraddittorie azioni in campo economico, ma consiste nella sua costante marcia verso la creazione di uno Stato autoritario. Per quanto riguarda però l’America Latina in generale e la egemonia Usa in particolare, molto è fiammeggiante retorica e poca la sua capacità di azione.

Dopo la vittoria nelle elezioni di dicembre, 63% dei voti, il Parlamento gli ha concesso il diritto di legiferare per decreto nei prossimi 18 mesi. La Banca Centrale ed il Fondo per lo Sviluppo Nazionale dovrebbero perdere completamente la loro autonomia e la disponibilità dei loro ragguardevoli fondi. Inoltre è in preparazione una Costituzione che dovrebbe affermare la natura “socialista” dello Stato venezuelano e permettere al Presidente, tra l’altro, di farsi rieleggere indefinitamente. Infine il piatto forte nel discorso presidenziale di insediamento è stato l’annuncio della nazionalizzazione dell’industria elettrica e delle telecomunicazioni, società con capitali americani. Ma gli espropriati dovrebbero essere rimborsati e molti dei mali sociali che egli vuole affrontare sono reali. Comunque tutti sanno che la fortuna politica di Chavez e la sua influenza nella regione è legata all’aumento straordinario della rendita petrolifera del paese. Questo è dunque il dato da analizzare.

Rispetto all’Iran, il Venezuela ha infrastrutture meno precarie e una situazione economico-sociale difficile ma non della stessa gravità del paese mediorientale. Tuttavia anche in Venezuela la metà delle entrate dello Stato dipendono dal petrolio. Da quando Chavez arrivò al potere nel 1999, il prezzo del petrolio è aumentato sei volte e anche l’aumento della produzione è stato notevole. Ma adesso si prevede un marcato rallentamento di questo aumento, mentre il prezzo stesso del petrolio è recentemente calato. Il budget dello Stato venezuelano registra regolarmente dei deficit e le previsioni per il 2007 si basano su un disavanzo del 3%. Ma si riferiscono a una produzione di petrolio stimata a 3,4 milioni di barile al giorno, giudicata irrealistica dalla stessa OPEC, che indica invece una cifra di 2,5 milioni di barili. Forse anche con il semplice mantenimento del prezzo del petrolio registrato nel 2006 il Presidente venezuelano avrà delle difficoltà a mantenere le promesse elettorali e la politica di aiuti ai paesi della regione. Da qui l’annuncio, per la prima volta nella sua storia politica, di un prossimo aumento del prezzo del petrolio in vendita nel paese. Segnaliamo che sino a metà 2006, nel corso dell’attuale mandato di Chavez il valore reale degli stipendi in Venezuela si era ridotto del 25%. I venezuelani, infine, hanno sì votato massicciamente per Chavez nelle ultime elezioni, ma curiosamente un sondaggio ha rilevato che solo un quarto di loro si considera schierato a sinistra.

Gli schieramenti politici regionali
Comunque non sono i 100.000 barili di petrolio all’anno inviati a Cuba, praticamente donati, né la costruzione di 200.000 case promesse al Nicaragua o il miliardo di dollari prestati all’Ecuador che possono cambiare il quadro politico degli altri paesi della regione, di gran lunghi più importanti e più prudentemente realisti in economia. A parte la Colombia che sta faticosamente uscendo da situazioni di guerriglia, gli altri paesi latino-americani mantengono una immagine “di sinistra”, in fondo inevitabile in un continente dove circa 145 milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno. Tuttavia, sia pur cercando di intervenire nei casi più estremi di povertà ed emarginazione sociale, i governi etichettati come “socialisti vegetariani” cercano di mantenere i conti macroeconomici in ordine, facilitati dall’aumento dei prezzi delle materie prime di cui sono produttori.

Sono così tre anni che nella regione si registra uno sviluppo economico medio del 4,5%. Parallelamente l’organizzazione cilena, Latinobarometro, che effettua regolari sondaggi di opinioni in 18 paesi latino-americani, ha rilevato nel 2006 un aumento di coloro che considerano la democrazia il migliore sistema di governo. Attualmente sono il 58%.

Lo stesso sondaggio segnala che in grande maggioranza essi non amano il Presidente Bush ed il Presidente Chavez, più o meno in eguale misura. Questo porta alla questione del rapporto dei paesi latino-americani con gli Stati Uniti. A livello popolare i sentimenti ostili agli americani del nord sono una costante storica in quel continente. Sul piano governativo il quadro è variato in relazione a questo aspetto. Ma, certo, anche i paesi socialisti moderati si allontanano dalle posizioni nord-americane in politica estera, fenomeno sostanziato nel rifiuto o accettazione solo parziale degli accordi commerciali proposti da Washington. Gli Stati Uniti, da parte loro, non esistendo più pericoli di fondo di un loro passaggio ad alleanze politiche con poderosi governi ostili o di adozione di ideologie estremiste, reagiscono alle azioni o intemperanze verbali “anti-gringos” con una moderazione non usuale nella politica dell’attuale governo nord-americano.

Carlo Calia (carlo.calia@fastwebnet.it) è stato ambasciatore in Costa d'Avorio, Libano e Kenia.

Pubblicato su Affari Internazionali.IT