mercoledì 25 aprile 2007

Francia, Bayrou sceglie: ''Non sosterrò né Royal né Sarkozy''

La decisione del leader centrista: ''Nessuna indicazione di voto da parte mia. I miei elettori sono liberi di scegliere''. Poi annuncia: ''Fonderò il Partito Democratico'' ascolta la notiziaascolta la notizia

Parigi - ''Nessuna indicazione di voto da parte mia''. Francois Bayrou ha mantenuto le promesse, e in una attesissima conferenza stampa a Parigi ha detto che non intende chiedere ai suoi elettori di sostenere nessuno dei due candidati al voto di ballottaggio del sei maggio.

Bayrou ha piuttosto anticipato la sua intenzione di fondare un nuovo partito di ispirazione socialdemocratica che prenderà il nome di ''partito democratico'', una forza ''libera e indipendente'' che agirà come ''contropeso di chiunque sarà eletto'' all'Eliseo e ''cambierà definitivamente la scena politica francese''.

Nicolas Sarkozy e Segolene Royal aggraveranno entrambi, se eletti Presidente, i problemi di cui soffre la Francia, ha ribadito il leader dell'Udf. ''Penso che i francesi che mi hanno votato sono dei cittadini liberi delle loro scelte'', ha dichiarato indirizzandosi al 18,6 per cento di elettori che lo hanno sostenuto domenica scorsa. Il primo appuntamento del nuovo partito, le prossime elezioni legislative.

Fonte: Italy Global Nation

Cori contro la Moratti e Bertinotti

Urla, fischi, slogan sono esplosi in piazza Duomo non appena il sindaco Letizia Moratti ha preso la parola sul palco. I centri sociali hanno inneggiato slogan anche contro il presidente della Camera e Diliberto

Milano - Urla, fischi, slogan che chiedono la liberazione del mediatore di Emergency, Rahamatullah Hanefi, ancora detenuto in Afghanistan, sono esplosi in piazza Duomo a Milano non appena il sindaco Letizia Moratti ha preso la parola sul palco per la manifestazione organizzata per festeggiare il 25 aprile

L'intervento del sindaco di Milano dal palco è letteralmente sovrastato dai fischi e dai cori della folla che assiepata sulle transenne grida: "Fascista, vergogna". Il nucleo della contestazione viene proprio dalle prime file di chi sta assistendo ai comizi finali in piazza Duomo, mentre sventolano cartelloni a supporto di Emergency e bandiere rosse. Ben poco del discorso istituzionale del sindaco è risultato intellegibile, anche se Moratti nonostante i fischi ha proseguito a leggere il discorso a voce alta.

I centri sociali intervenuti alla manifestazione milanese per il 25 aprile non risparmiano neanche Oliviero Diliberto e Fausto Bertinotti. Il più attivo è senza dubbio il Gramigna di Padova, che oltre a manifestare per la Liberazione dei brigatisti arrestati il 12 febbraio scorso se la prende contro il governo e contro il Presidente della Camera. Sia per lui che per Diliberto lo stesso slogan: «servo dei padroni prima scendi in piazza poi firmi le missioni». E anche «Bertinotti sei peggio dell'antrace».

Fonte: Quotidiano.net

martedì 24 aprile 2007

Federfarma: spesa farmaceutica febbraio –8,5% rispetto al 2006

Prosegue anche a febbraio 2007 il calo di spesa farmaceutica netta a carico del Ssn, che nel mese di febbraio è diminuita del -8,5% rispetto allo stesso mese del 2006. Prosegue quindi, secodno i dati Federfarma, il calo di spesa già fatto registrare negli ultimi mesi del 2006 e a gennaio 2007 (-6,7%). Ancora in aumento, invece, il numero delle ricette, che nel mese di febbraio 2007 ha fatto segnare un incremento del +5% rispetto a febbraio 2006.

Il calo di spesa, spiega Federfarma, è dovuto alla riduzione del valore medio di ciascuna ricetta (-12,8%), a seguito degli interventi sui prezzi dei medicinali varati dall’Agenzia del Farmaco (taglio selettivo dei prezzi dei farmaci a maggior impatto sulla spesa, in vigore dal 15 luglio 2006, e ulteriore taglio generalizzato del 5% dei prezzi di tutti i medicinali, in vigore dal 1° ottobre 2006).

Complessivamente, nel periodo gennaio-febbraio 2007 la spesa farmaceutica netta Ssn ha fatto registrare un calo del -7,6% rispetto al primo bimestre 2006, attestandosi a circa 1.991 milioni di euro, con una spesa pro-capite di 34,41 euro. Nel primo bimestre 2007 è aumentato, invece, il numero delle ricette (+6%), che si è attestato a oltre 89 milioni, pari a 1,55 ricette per ciascun cittadino italiano. Il valore medio di ciascuna ricetta è di 22,27 euro.

A seguito della reintroduzione del ticket in Abruzzo e in Campania dal 1° gennaio 2007, risale l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico del cittadino (relative sia al ticket che alla differenza rispetto al prezzo di riferimento), che è passata dal 3% del primo bimestre 2006 al 3,8% del primo bimestre 2007. Il ticket incide sulla spesa lorda in Abruzzo il 3,1% e in Campania il 4,7%. Nelle Regioni che non applicano ticket (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa) le quote di partecipazione incidono tra lo 0,8% e l'1,1% e nelle Regioni con ticket più incisivo tra il 6,8% e il 7,8% sulla spesa lorda.

Fonte: IlBisturi.it

Presidenziali Francia: Royal e Sarkozy a caccia dei voti di Bayrou

Non si ferma il duello a distanza tra Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy. Nella corsa all'Eliseo, i due, che si affronteranno al ballottaggio il prossimo 6 maggio, sono a caccia dei circa sette milioni di voti di François Bayrou. La candidata socialista, da Valenza tende la mano al leader centrista: "Se François Bayrou vuole un dialogo su questo patto presidenziale, sui valori di cui ho parlato è il benvenuto, così come tutte le persone che durante la campagna elettorale hanno detto di essere contrarie al progetto di Sarkozy sono benvenute, purché il dibattito sia pubblico e trasparente".

E da Digione, roccaforte socialista, Sarkozy incalza con un discorso che fa eco alla strategia volta a generare consenso su temi quali il lavoro, l'autorità, il meirito e il tema dell'identità nazionale. Non senza una vena di polemica: "Credo che tanto odio sia dovuto al fatto che io dico ad alta voce quello che la gente pensa e basta".

Un copione simile a quello del 1993, quando lui e Royal si incontrarono durante un dibattito televisivo: Allora disse: "Permettetemi di affermare che è stato un discorso di odio che non posso accettare perché ci insulta e insulta i nostri elettori". Affermazione che la Royal respinse con forza. Intanto, l'appuntamento è per il dibattito televisivo del due maggio prossimo.

Fonte: EuroNews

Google, brand più potente di Coca-Cola

La nuova classifica dei marchi di Millward Brown promuove il colosso di Mountain View, che ha superato anche la rivale Microsoft: tra le due una distanza di più di 11 miliardi di dollari/immagine

Washington - Il brand più potente del mondo è Google. Nel 2006 BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands aveva eletto Microsoft,con un "valore" superiore ai 62 miliardi di dollari; oggi Google domina con 66,4 miliardi di dollari, e stacca l'avversario di 11,4 miliardi di dollari.

Secondo la particolarissima classifica di Millward Brown Optimor, che si basa su ricerche di mercato, dati finanziari e popolarità, il colosso di Mountain View ha mantenuto le promesse dello scorso anno e ha praticamente raddoppiato il suo peso di "visibilità" - contro Microsoft che ha perso per strada circa l'11%.

"Google è certamente un brand fenomenale, nel senso che è molto chiaro a cosa si riferisca ed è percepito come vincente nonché come simbolo di innovazione", ha dichiarato Peter Walshe, direttore della multinazionale della consulenza e del marketing Millward Brown.

Nel ranking si distinguono per numero le società finanziarie, seguite a ruota da quelle ICT e dalla grande distribuzione. Ma, secondo Walshe, l'elemento più importante per un brand è senza dubbio l'innovazione, a prescindere dal settore di applicazione. "Alle persone piacciono molto i marchi tecnologici, li considerano eccitanti e li ammirano", ha aggiunto l'esperto.

Dietro alla cronaca del premio, però, si nascondono interessi finanziari ben più importanti. Di fatto, Millward Brown cerca di proporre agli investitori i brand che nel tempo potranno dare maggiori soddisfazioni. Google è una conferma. Perché, come sostiene l'editorialista finanziario Steven Pearlstein sul Washington Post, è "la quintessenza di una storia finanziaria di successo".

"Due brillanti giovani hanno iniziato con un'idea, e costruito un'azienda che è stata fatta crescere fino a diventare un juggernaut da 150 miliardi di dollari che ora domina Internet", ha scritto Pearlstein. I risultati finanziari del primo trimestre hanno dimostrato ancor di più la solidità di questo strapotere: una crescita dei profitti del 69% e un incremento delle vendite del 63%. Il tutto mentre un valido antagonista come Yahoo annaspa in Borsa con un -12%.

Ecco la classifica completa dei primi 10 marchi al mondo per valore, secondo Millward:

1. Google - $66.4bn
2. General Electric - $61.9bn
3. Microsoft - $55bn
4. Coca-Cola - $44.1bn
5. China Mobile - $41.2bn
6. Marlboro - $39.2bn
7. Wal-Mart - $36.9bn
8. Citi - $33.7bn
9. IBM - $33.6bn
10. Toyota - $33.4bn

Fonte: Punto Informatico

Kamikaze uccide 9 soldati Usa a Baquba

Un attentatore suicida alla guida di un'autobomba ha causato la morte di nove soldati americani e il ferimento di 20 altri in una base Usa nei pressi di Baquba: si tratta della peggiore strage di soldati statunitensi in Iraq sin dal primo dicembre 2005, quando a Falluja furono uccisi 10 marines e 11 altri furono feriti, con un'ordigno artigianale fatto esplodere al loro passaggio.

L'attentato e' stato rivendicato dal gruppo legato ad al Qaeda "Stato islamico dell'Iraq". "Dio ci ha guidato nell'impiego di nuove tecniche esplosive, cosi' come ci ha aiutato a centrare l'obiettivo nemico", si legge nel comunicato firmato dal gruppo terrorista.

L'attentato, che porta ad oltre 3.330 il numero dei soldati americani uccisi in Iraq dall'inizio del conflitto nel marzo del 2003, e' avvenuto ieri, ma se ne e' avuta notizia solo oggi, quando il comando Usa a Baghdad ha diffuso un comunicato dal titolo 'Attaccata la base della Tesk-force Fulmine', nella provincia di Diyala.

Nel breve e scarno testo si forniscono pochi dettagli, ma si precisa che 15 dei 20 feriti non sono gravi, poiche' sono gia' tornati in servizio, dopo le cure mediche ricevute sul posto. Altri otto soldati e un civile feriti sono stati invece trasportati in un altro ospedale piu' grande.

La provincia di Diyala e' abitata sia da sunniti che da sciiti ed e' una delle piu' violente e pericolose dell'Iraq. Nel suo capoluogo, Baquba, ieri c'e' stato anche un attentato
contro un commissariato in cui e' rimato ucciso il capo della polizia locale, Safaa al Timimi, insieme a nove agenti, mentre dieci altri sono rimasti feriti.
Oggi, invece, un commando di uomini armati con indosso uniformi dell'esercito iracheno ha attaccato alcune abitazioni in una zona periferica della citta', uccidendo sei persone e ferendone altre 15. Prima di dileguarsi hanno inoltre dato alle fiamme diverse case.

Ritrovati 15 cadaveri a Baghdad
Nella capitale, la giornata e' invece iniziata con una serie di esplosioni - una quindicina - che si sono udite prima dell' alba, probabilmente un duello a colpi di mortaio da un quartiere all'altro. Alcune ore dopo, la polizia ha poi fatto sapere che almeno 15 cadaveri sono stati ritrovati nelle ultime 24 ore in zone diverse della citta'. Come sempre, i corpi avevano le mani legate dietro la schiena e evidenti segni di torture.
Poi e' cominciato lo stillicidio delle autobomba: in un parcheggio davanti all'ambasciata iraniana ne sono esplose due, che hanno provocato il ferimento di quattro persone.

Autobomba a Hilla, 3 morti
Una autobomba e' esplosa anche ad Hilla, ad un centinaio di chilometri a Sud di Baghdad, causando la morte di tre persone e il ferimento di altre otto, mentre ancora piu' a Sud, nei pressi della citta' santa sciita di Kerbala, tre soldati iracheni sono morti in seguito all'esplosione di un ordigno fatto detonare al loro passaggio.

Fonte: RAINEWS 24

Una nuova guerra dell’Ogaden?

All’alba di martedì, 200 uomini armati hanno attaccato un’istallazione petrolifera cinese nella zona di Abole, località a circa 120 chilometri da Jijiga, capoluogo della regione orientale del Somali.

Il bilancio finale di questo raid è pesantissimo: 74 dipendenti uccisi, di cui 9 cinesi e 65 etiopi. Altri sette cinesi e un numero imprecisato di etiopi sono stati rapiti. A nulla è servita la resistenza opposta dai soldati dell’esercito etiope di guardia al complesso.
Il governo di Addis Abeba ha immediatamente inviato rinforzi militari nella zona.

Effetto della guerra in Somalia. Berekat Simon, portavoce del primo ministro etiope Meles Zenawi, ha dichiarato che l'attacco è stato opera di “terroristi” legati ai ribelli separatisti somali del Fronte Nazionale di Liberazione dell'Ogaden (Onlf) che dagli anni Novanta lottano per l’indipendenza di questa regione, abitata da somali di religione islamica.
Il gruppo non ha rivendicato l’azione, ma più volte in passato l’Onlf aveva minacciato il governo etiope di colpire le compagnie petrolifere straniere che sfruttano i ricchi giacimenti petroliferi locali.
Non è un caso che abbia deciso di farlo proprio ora che l’Etiopia, su richiesta di Washington, è intervenuta militarmente in Somalia contro le Corti Islamiche. Corti che sono in contatto con l’Onlf e che, tramite esso, hanno voluto colpire il nemico etiope sul suo territorio.

Indietro di trent’anni. Questo sanguinoso attacco rischia di far propagare in Etiopia l’incendio che già brucia in Somalia, riproponendo in chiave “anti-terrosirmo” la Guerra dell’Ogaden che Etiopia e Somalia combatterono nel 1977-’78, in piena guerra fredda, con un costo di oltre centomila morti.
In seguito a quel conflitto “nazionalista”, scatenato e perduto dalla Somalia di Siad Barre (che chiamava l’Ogaden “Somalia Occidentale”), l’indipendentismo somalo nell’Ogaden rimase come movimento politico. Quando però l’Onlf, negli anni ’90, organizzò e vinse elezioni regionali autonome, il governo di Addis Abeba reagì militarmente scatenando l’esercito non solo contro l’Onlf, ma contro l’intera popolazione dell’Ogaden. Una pressione militare che il regime di Zenawi ha aumentato negli ultimi anni, in coincidenza con l’inizio delle prospezioni petrolifere condotte in questa zona da compagnie malesi e ora soprattutto cinesi.

Fonte: Peace Reporter

Emergenza siccità al centro del prossimo Consiglio dei ministri

Il Governo è al lavoro sull’emergenza siccità. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri. Oggi la riunione Protezione civile e Regioni, poi, nei prossimi giorni, il punto dell’unità di crisi (Protezione civile e ministeri Ambiente, Sviluppo economico e Agricoltura. Sarà il Consiglio dei ministri di venerdì 4 maggio a discutere la procedura per dichiarare lo stato di emergenza. Anche perché, osserva, in questo campo «la prevenzione é fondamentale». Di parere opposto il ministro per la Giustizia Clemente Mastella «C'é qualche esasperazione al riguardo - sottolinea il Guardasigilli - c'é un problema serio, ma nessuna emergenza: non é che siamo senz'acqua all'improvviso».
Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio ha sottolineato che oggi in Consiglio dei ministri si è svolta «una prima riflessione. Vogliamo che la task force istituita tra i ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico e dell'Agricoltura definisca le modalità si un eventuale stato di emergenza che oggi riguarda l'agricoltura e in parte l'industria. Non ci sono ancora problemi per gli usi domestici».

Pecoraro Scanio ha aggiunto che «si sta lavorando in sede tecnica per affrontare il tema al prossimo Consiglio». La questione idrica, ha sottolineato il ministro, che oggi riguarda innanzitutto il settore agricolo e non coinvolge i consumi domestici, sarà comunque affrontata nella prossima Finanziaria «così come nella Finanziaria scorsa si é affrontato il tema dell'energia». L'augurio del ministro è che nella prossima Finanziaria «si faccia sull'acqua quello che quest'anno abbiamo fatto con l'energia».

Le misure riguarderenno il riciclo dell'acqua, i grandi depuratori, il risparmio idrico nell'edilizia, la messa in sicurezza degli acquedotti. «L'Italia ha consumi idrici tra i più alti pro capite - sottolinea Pecoraro Scanio - e il livello di dispersione é molto elevato». Si attendono dalla protezione civile dati ufficiali per definire la situazione reale.

Fonte: Il Sole 24 Ore

lunedì 23 aprile 2007

Madonna, con Guy Ritchie è gelo

E' sempre più crisi fra Madonna e il marito Guy Ritchie. Reo agli occhi della cantante di non averla accompagnata in Malawi, ora Guy è anche colpevole di darsi con troppo entusiasmo alla vita notturna londinese. Secondo il Sunday Mirror, Guy sarebbe andato da solo a un party privato e la popstar, furiosa, l'avrebbe tempestato di sms. Solo una serata tra amici, dicono i più. Ma c'è chi l'ha visto con una brunetta.

I due non hanno ancora ritrovato armonia dopo la decisione di Lady Ciccone di adottare un bambino del Malawi, scelta che è stata fortemente criticata, anche sulla stampa, proprio da Ritchie. Ma mentre la cantante 48enne, furiosa, è appena partita dall'Africa, Guy, sempre rimasto a Londra, esce con gli amici: un comportamento che non aiuterà la star a perdonare il marito.

Così, qualche sera fa, non avendolo trovato in casa, Madonna ha iniziato a tempestare Guy di telefonate e messaggi. "Gli squillava il telefono ogni due minuti - racconta al Sunday Mirror un amico di Ritchie, presente al Mahiki, il locale preferito anche da William d'Inghilterra e dalla ex Kate Middleton - ma lui voleva soltanto bere un paio di birre in compagnia. Lei è ancora offesa dal fatto che Guy non sia andato in Malawi e vuole fargliela pagare a tutti i costi".

La versione della serata, però, secondo alcuni discosterebbe di qualche piccolo ma intrigante dettaglio, che forse Madonna non conosce neppure: "Guy è uscito per rilassarsi con dei conoscenti intenzionati a fare serata - ha spiegato una fonte al Daily Record - e all'inizio era anche un po' rigido. Sembrava semplicemente deciso ad affogare nell'alcol i suoi dispiaceri. Poi, però, ha conquistato la pista da ballo e ha messo gli occhi su una brunetta. Tra loro sembrava esserci intesa. Dopo aver iniziato a parlare, hanno iniziato a ballare molto stretti. Non hanno lasciato insieme il locale, ma erano davvero vicini sulla pista da ballo".

Qualunque sia il resoconto della serata, Guy era al Mahiki e Madonna in Malawi, con un diavolo per capello. Ora non resta che aspettare il ritorno in patria della cantante e vedere cosa riserverà l'incontro fra i due coniugi, che già una volta erano andati dallo psicoterapeuta per cercare di salvar la coppia.

Fonte: TGCOM

La tua vita online a portata di Google

Vuoi recuperare un articolo che hai letto su Internet, ma non ricordi dove e quando? Adesso c’è un nuovo servizio di Google che ti viene in aiuto. Si chiama Web History ed è l’evoluzione diretta del vecchio Search History, uno strumento che ti permetteva di analizzare tutte le tue ricerche effettuate sul motore di ricerca. Web History fa qualcosa di più: tiene in memoria tutti i siti visitati durante le tue navigazioni e ti aiuta a organizzarli, recuperarli, analizzarli.

Per accedere al servizio sono necessari tre requisiti. Primo, bisogna avere un account Google (quello di GMail va benissimo). Secondo, si deve scaricare la Google Toolbar, la barra di pulsanti che si lega al browser e si apre ogni volta che accedi a Internet. Terzo, si deve essere d’accordo nel concedere all’azienda americana un’altra bella fetta della propria vita online.

Semplice e geniale, come praticamente tutto ciò che è uscito negli ultimi cinque anni dal quartier generale di Mountain View, Web History solleva infatti alcune perplessità relative alla presenza sempre più invasiva di Google nella vita quotidiana dei cittadini del Web. Il primo grande colosso industriale dell’era di Internet ormai sa tutto di noi. Nei suoi server sono archiviate tonnellate di informazioni provenienti dai suoi svariati servizi: le email di GMail, ma anche i dati del motore di ricerca, di Blogger, di Google Talk, di AdSense. Con Web History, la mappatura della nostra identità online diventa ancora più precisa e minuziosa.

E’ vero che nessuno è obbligato a usufruire del servizio. Anche chi ha già scaricato la Google Toolbar può decidere in qualsiasi momento di attivare o disattivare la tracciatura di Web History. Ed è anche vero che in fondo alla privacy ormai stiamo rinunciando volontariamente giorno per giorno. Un pezzetto se ne va quando descriviamo la nostra vita su blog e forum. Un altro quando pubblichiamo le foto delle vacanze su Flickr o i video del matrimonio su YouTube. Un altro quando utilizziamo servizi online per condividere la musica che stiamo ascoltando (Last.fm), i libri che stiamo leggendo (LibraryThing), i blog che ci piace consultare (Bloglines). E si tratta di concessioni che facciamo ben volentieri.

Ma con Google c’è un elemento di dubbio in più, quello che suona come un campanello d'allarme per molti commentatori e attivisti digitali: il rapporto con la pubblicità. Tra Mountain View e gli inserzionisti esistono liaisons sempre più strette e pericolose. Le pubblicità di AdSense sono la gallina dalle uova d’oro di Google e appena una settimana fa l’azienda ha annunciato l’imminente acquisizione (per oltre tre miliardi di dollari) di DoubleClick, storica società di banner e servizi promozionali assortiti. E agli inserzionisti pubblicitari non possono che fare gola le informazioni sulle nostre abitudini raccolte tramite la Web History.

Per statuto, Google è nata con intenti benefici. “We don’t make evil” è il suo slogan più famoso, ben evidente sul sito ufficiale. A proposito di Web History, la società si è premurata di confermare le sue attuali rigide linee guida: i dati degli utenti non verranno forniti a terzi, se non in forma aggregata o per rispondere a richieste delle autorità. Tuttavia, su Internet inizia a circolare una sottile inquietudine. Google è ancora vista con una generale benevolenza: i suoi servizi funzionano, sono in gran parte gratuiti e il suo approccio al mondo di Internet risulta tuttora più fresco e simpatico di quello di molti rivali. L’ombra di quei server nascosti nei bunker dell’azienda, pieni zeppi di informazioni personali e dati sensibili, sta diventando però sempre più lunga.

Fonte: La Stampa.it

Baghdad, polemiche per muro che proteggerà minoranza sunnita

BAGHDAD - Il piano dei soldati Usa di proteggere una minoranza sunnita a Baghdad attraverso la costruzione di un muro è piombato nel caos oggi dopo che il primo ministro Nuri al-Maliki ne ha bloccato la costruzione.

Molti abitanti della zona di Adhamiya -- area arabo sunnita che confina su tre lati con le comunità sciite -- lamentano il fatto che la barriera di cemento lunga cinque chilometri li isola dalle altre comunità, inasprendo le tensioni interconfessionali.

Né l'ambasciatore Usa in Iraq né un alto portavoce dell'esercito Usa dicono se i lavori verranno interrotti.

Il portavoce iracheno per il giro di vite sulla sicurezza a Baghdad, che ha avuto il sostegno degli Usa, ha lasciato intendere che i lavori continueranno, dicendo nel corso di una conferenza stampa che la "costruzione di barriere per la sicurezza a Baghdad proseguirà senza eccezioni".

Nello stesso incontro, il portavoce dell'esercito Usa Mark Fox ha detto che l'innalzamento di barriere nei mercati e nei quartieri di Baghdad ha ricevuto l'approvazione del governo iracheno.

"Queste barriere per la sicurezza sono un'iniziativa del governo di Baghdad e sono state approvate dal governo iracheno ... Queste barriere sono scudi temporanei per proteggere la gente irachena dagli attentatori che cercano di far entrare autobombe ne i loro quartieri", ha aggiunto.

Come l'ambasciatore Usa Ryan Crocker nel corso di una precedente conferenza stampa a Baghdad, Fox ha evitato la domanda diretta se i lavori ad Adhamiya si fermeranno o no.

Il portavoce dell'esercito iracheno, il generale Qassim Moussawi, ha detto che generalmente gli abitanti vogliono la costruzione di barriere che li proteggano.

Oggi, centinaia di abitanti del quartiere sono scesi in piazza ad Adhamiya contro il muro di cemento, che sarà alto 3,5 metri.

Fonte: Reuters Italia

Siccità, si va verso dichiarazione stato di emergenza

ROMA - La siccità potrebbe presto portare il governo a dichiarare lo stato di emergenza, come è emerso da una riunione tra i soggetti interessati svoltasi stamattina presso il ministero per lo Sviluppo economico. Lo riferisce una fonte vicina all'incontro.

"Quello che è emerso stamattina è che si va verso la dichiarazione dello stato di emergenza", ha detto la fonte, precisando che il Consiglio dei ministri può procedere a dichiarare lo stato di emergenza, solo se le Regioni avanzano una richiesta in tal senso.

"Si pensa a rilasci controllati di acque" dai grandi laghi e dagli invasi alpini, ha aggiunto la fonte.

Inoltre, per evitare il rischio di blackout, si sta valutando "il distacco delle utenze industriali cosiddette 'interrompibili' e il maggior acquisto [di energia] dall'estero".

Il contingentamento delle risorse idriche, che potrebbe consentire di superare la carenza di acqua nel periodo tra maggio e agosto, non riguarderebbe comunque le utenze domestiche, precisa la fonte.

Fonte: Reuters Italia

Russia: morto l'ex presidente Boris Eltsin

Fu presidente della Russia dal 1991 al 1999 quando lasciò la carica a Vladimir Putin

MOSCA
- L'ex presidente Boris Eltsin è deceduto all'età di 76 anni per arresto cardiaco. Lo ha annunciato un portavoce del Cremlino. Eltsin soffriva da tempo di problemi cardiaci. Era nato il 1° febbraio 1931 presso Sverdlovsk, fu presidente della Russia dal 1991 al 31 dicembre 1999, quando lasciò la carica ad interim all'allora primo ministro Vladimir Putin.

PROTAGONISTA DEL CROLLO SOVIETICO - Eltsin fu tra i protagonisti del crollo dell'Unione sovietica. Da presidente del presidium del soviet supremo della Repubblica socialista federativa russa, nel giugno 1990 proclamò la sovranità della Russia (iniziando un conflitto di potere devastante con il Cremlino retto da Gorbaciov) e il 12 giugno dell'anno dopo con il 57% dei voti venne eletto presidente della Rep. russa. In agosto ci fu il tentativo di colpo di Stato degli apparati del Partito comunista sovietico con alcune frange militari, e la figura di Eltsin divenne di colpo famosa in tutto il mondo quando salì su un carro armato dei ribelli per arringare la folla davanti alla Casa Bianca (il Parlamento russo) ed evitare in questo modo un bagno di sangue. Alla fine del 1991 Michail Gorbaciov, ultimo presidente sovietico, rassegnò le dimissioni, venne ammainata dal Cremlino la bandiera rossa con la falce e il martello, e al suo posto venne alzata quella a strisce bianca, rosso e blu della Russia. Al posto di Gorbaciov, salì al potere Boris Eltsin che firmò il decreto di scioglimento dell'Unione sovietica.

CECENIA E ALCOL - All'inizio il suo potere fu molto contrastato, specie dal Parlamento. Da presidente Eltsin non esitò a inviare i carri armati a bombardarne la sede per rimettere i deputati sotto la sua autorità provocando decine di vittime. Fu Eltsin inoltre a iniziare nel 1994 la disastrosa guerra in Cecenia, fu riconfermato al potere nelle elezioni del 1996 sconfiggendo il candidato comunista Zhuganov. Nell'estate 1998 la Russia fu travolta da una disastrosa crisi economica, che Eltsin da presidente non seppe fronteggiare. Come non fu in grado di fronteggiare il saccheggio dell'industria e delle immense risorse naturali della Russia, che dopo la caduta dell'Unione sovietica caddero preda di rapaci speculatori, che in breve tempo si trasformarono in oligarchi plurimiliardari, in grado di condizionare la sua stessa presidenza. Da sempre «amante» dell'alcol, negli ultimi tempi al potere fu spesso trovato ubriaco in diverse occasioni pubbliche. Ebbe però il merito di trasformare un'immenso Paese sotto la dittatura comunista in una nazione in cui vigono, più o meno, regole democratiche e l'economia di mercato.

Fonte: Corriere della Sera

venerdì 20 aprile 2007

Abolito il limbo per i bimbi morti senza battesimo

La decisione del Vaticano perché la visione tradizionale è ''eccessivamente restrittiva della salvezza e ci sono serie basi teologiche e liturgiche per sperare che questi bambini siano salvi''
Il Vaticano ha deciso di abolire il limbo per i bambini morti senza battesimo in quanto questa visione tradizionale del concetto di limbo riflette una ''visione eccessivamente restrittiva della salvezza''. E' quanto riporta l'agenzia cattolica americana 'Catholic news service' (Cns) in un lungo servizio pubblicato oggi

Il Cns fa riferimento alla riunione della Commissione teologica internazionale che in un documento pubblicato oggi afferma come, dopo diversi anni di studio, ci siano buone ragioni per sperare che i bambini appena nati, e che sono morti senza ricevere il battesimo, vadano in Paradiso.

Tra le motivazioni contenute nel documento della Commissione teologica vaticana al quale il Pontefice ha dato la sua approvazione, la considerazione che il numero dei bambini che muoiono senza ricevere il battesimo è in crescita, inoltre l'amore di Cristo per i più piccoli non è adeguatamente rappresentato dalla scelta di lasciare nel limbo proprio quei bambini incolpevoli di non essere stati battezzati.

Il punto d'arrivo cui giungono gli esperti della commissione è delineato con certezza: ''La nostra conclusione è che i molti fattori che abbiamo considerato danno serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi''.

Fonte: Italy Global Nation

Gates taglia i prezzi nei paesi poveri

Pechino - Dalla capitale cinese Bill Gates annuncia il taglio dei prezzi dei suoi software per i governi dei paesi in via di sviluppo che forniscono computer gratis agli studenti.

Nel suo intervento al forum tenutosi ieri a Pechino, il presidente di Microsoft afferma che la tecnologia farà sempre meglio ed il miglioramento nei chip e nei software non è destinato a rallentare, almeno nei decenni che abbiamo davanti.

Nel futuro, i libri di testo degli studenti saranno rimpiazzati da tavolette elettroniche che saranno economiche, multimediali e connesse a Internet, prevede Gates, che ora si pone l’obiettivo di raddoppiare a due miliardi di persone gli utilizzatori di computer entro il 2015.

Per raggiunge la meta prefissa, il suo gruppo di Redmond intende offrire per tre dollari un software chiamato «Microsoft Student Innovation Suite» ai governi che acquisteranno con il suo sistema operativo Windows per fornirlo agli studenti dalla scuola elementare alle superiori.

In diversi paesi emergenti Microsoft soffre una forte pirateria sui propri software, e ha più volte ribadito che l’industria tecnologica deve adattare il proprio modello di business ai paesi in via di sviluppo.

Fonte: La Stampa.it

Una proteina del sangue potrebbe bloccare l'HIV

La risposta alla lotta contro il virus dell’AIDS potrebbe essere dentro di noi . Non si tratta di un’introspezione new age, ma di una proteina contenuta nel sangue che riesce a bloccare l’infezione da HIV. Lo sostiene uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Cell e condotto da Frank Kirchhoff e dal suo gruppo della University of Ulm in Germania.

La molecola, ribattezzata VIRIP, acronimo inglese che sta per peptide inibitore del virus, si lega alla glicoproteina di membrana gp41 che rappresenta, anche con la sua forma a punta, il secondo cuneo che il virus usa, a mo’ di ariete, per entrare nelle cellule; il primo è costituito da un’altra proteina di membrana chiamata gp120. Il VIRIP, una proteina costituita da 20 aminoacidi, si lega in maniera specifica al gp41 e ne impedisce l’azione.

I ricercatori tedeschi hanno isolato questa proteina dopo aver fatto uno screening tra campioni di sangue umano cercando quali sostanze endogene avessero la capacità di inibire il virus. Già da tempo, infatti, sia Kirchhoff che altri scienziati avevano dimostrato l’esistenza di inibitori naturali del ceppo HIV-1 del virus, che è localizzato prevalentemente in Europa e America (il ceppo HIV-2 si trova per lo più in Africa e Asia). L’intuizione che ci potessero essere inibitori naturali è stata, come spesso accade in medicina, frutto della serendipità, un misto cioè di casualità e capacità di interpretare il fenomeno scientifico osservato.

Bloccare l’azione di gp41 equivale a bloccare l’infezione del virus. I ricercatori, inoltre, hanno modificato la proteina VIRIP riuscendo a rendere la sua azione più efficace di un fattore 100; conoscere l’azione di questo peptide potrebbe portare allo sviluppo di una nuova classe di antiretrovirali e quindi a nuove terapie.

Fonte: Yahoo Notizie Italia

Grande Stevens: "La Juve non può essere riprocessata"

"La bocciatura di Euro2012 incide anche sui conti della Juve"

«La Juve non può essere riprocessata. "Ne bis in idem" dice la legge. I fatti che stanno emergendo rientrano tutti totto l’articolo 6 del codice di giustizia sportiva, proprio quello per cui la Juve è stata già condannata».

Così Franzo Grande Stevens, presidente onorario della Juventus, ha commentato gli ultimi sviluppi di calciopoli, a margine di un convegno che si svolge a Torino su "Le Fonti di Energia" presso l’Accademia delle Scienze.

«Viene confermata un’altra volta l’esistenza di un sistema che eliminava l’imparzialità. Un sistema estraneo alla presidenza della Juve ed alla sua proprietà che infatti, in otto mesi di intercettazioni, non vengono contattate neanche una volta. La proprietà, una volta venuta a conoscenza del sistema, reagì comunque con la massima celerità possibile azzerando il consiglio di amministrazione».

Sulle conseguenze della decisione Uefa riguardo alla Coppa Europa assegnata a Polonia e Ucraina, Grande Stevens ha poi detto: «Non mi aspettavo la bocciatura dell’Italia per l’assegnazione degli Europei del 2012. Certamente tutto ciò incide anche sui conti della Juve. Sarà necessario un secondo aumento di capitale per finanziare la ristrutturazione e l’ammodernamento del Delle Alpi di cui la Juve è proprietaria? No si troverà una soluzione».

Fonte: La Stampa.it

Hanefi: "non ha rispettato la legge"

Roma. - Il governo afghano spera in un rapido rientro di Emergency nel Paese ed assicura che il procedimento contro Rahmatullah Hanefi, il collaboratore dell'ong in carcere dal 20 marzo, sta procedendo nel rispetto delle garanzie della difesa. Hanefi è stato arrestato il 20 marzo perchè sospettato dai servizi di intelligence afghani di essere un fiancheggiatore della guerriglia. In realtà nessuna accusa è stata ancora formalizzata. Per protestare contro il prolungamento dell'arresto e contro quelle che ha definito le aggressioni di membri influenti delle istituzioni afghane, Emergency ha deciso, una settimana fa, di ritirare dal Paese il suo staff internazionale.

L'ambasciata afghana in Italia ha espresso "sincera gratitudine" verso l'organizzazione ed ha dichiarato che "il governo e il popolo afghano si augurano che questa attività umanitaria [...] riprenda le sue funzioni il prima possibile". Per quanto riguarda Hanefi viene precisato che in Afghanistan "tutti sono innocenti fino ad una provata colpevolezza", e che "il signor Hanefi è sotto interrogatorio per non avere rispettato la legge".

Ancora una volta pero' non sono precisate le accuse mosse contro l'uomo, ma l'ambasciata assicura che "gli interrogatori proseguono in accordo con le disposizioni delle leggi afghane" e che "l'esito finale delle interrogazioni del signor Hanefi sarà rivelato non appena il procedimento legale avrà terminato il suo percorso dovuto". D'Alema ha assicurato che il governo italiano farà pressioni perché siano rese note le accuse.

Emergency è presente da molti anni in Afghanistan ma nei giorni scorsi è stato duramente criticato da alcuni esponenti afghani con l'accusa di essere contigua con i talebani. L'ostilità verso l'ong deriva dal fatto che i due afghani rapiti con Mastrogiacomo sono stati entrambi uccisi, mentre l'unico ad essere liberato è stato un cittadino straniero, grazie ad uno scambio con almeno due prigionieri talebani.

Il presidente afghano Karzai ha fatto sapere che non consentirà più scambi di guerriglieri detenuti con ostaggi in mano ai talebani. Al momento altri due cooperanti francesi sono nelle mani dei talebani.

Fonte: La Voce d'Italia

Rutelli: noi mai nel Pse ma innovativi

Francesco Rutelli parla al congresso del suo partito subito dopo Prodi e sembra riprendere il discorso appena interrotto. Rutelli parla infatti proprio a Berlusconi, e a tutti i dirigenti del centrodestra, molti dei quali sono proprio seduti di fronte a lui. Dice, il presidente Dl di non vedere «chiarezza strategica nelle forze dell'altro campo politico» ma gli rivolge un invito: «Noi vi tendiamo la mano, perché vorremmo che questa legislatura fosse l'ultima di una contrapposizione senza quartiere. La prima di un confronto ordinato, regolato, civile. Senza fare commistioni di ruoli: così si fa l'interesse del popolo italiano».

Il leader Dl ha poi sottolineato «che la nascita del Partito democratico ci attribuirà la leadership dell'innovazione politica», «ci farà guidare la riorganizzazione del sistema» e «indurrà il centrodestra a inseguire». Ricorda le tappe che hanno portato al progetto del Pd, i dieci anni passati sul cammino dell'Ulivo, la collaborazione elettorale, i gruppi unici in Camera e Senato, il dialogo tra i migliori riformismi e la fine di ogni proposito di egemonia in questo Paese si sono sprigionate nuove energie. Quindi anche lui riprende il discorso sulla collocazione internazionale del nuovo partito, l'approdo. Anche Rutelli considera «impossibile» «l'ingresso nel Pse», impossibile «per la Margherita». «Ma noi - continua - vogliamo allearci con il Pse; insieme con il Pse vogliamo portare le forze europeiste, riformiste, innovatrici verso un nuovo orizzonte. Dopo questo congresso avremo due anni di tempo per costruire questo nuovo e più largo approdo».

Del resto ricorda il ministro dei Beni culturali, c'è già una crisi dei vecchi soggetti politici anche a livello europeo. Ricorda il costante «decremento» dei gruppi del Pse e del Ppe a Strasburgo e «l'ascendente presenza dell'Eldr, oggi Adle». Serve qualcosa di nuovo, ed è il Pd il soggetto dell'innovazione, argomenta. «Sono certo - aggiunge - che la crescente collaborazione con i Democratici americani, con il Partito del Congresso indiano e con altre forze riformatrici che non aderiscono all'internazionale socialista rafforzerà i pilastri delle libertà e delle battaglie per un mondo sicuro, pacifico, giusto». E precisa: «Noi non abbiamo chiesto, e non chiederemo mai alla sinistra democratica di rinunciare ai propri valori e al proprio legittimo orgoglio per le tante conquiste assicurate al popolo italiano. Se lo facessimo, faremmo un torto all'Italia e un danno a noi tutti». Solo con il dialogo si arriverà a una sintesi nuova, è la sua tesi, che evoca dunque una fase di transizione non corta in cui le due anime del partito democratico nascente - quella socialista e quella popolare - continueranno a mantenere un diverso aggancio a livello europeo. Quindi un percorso che seguirà due piste, una più lunga e complessa a livello europeo. Del resto se ieri a Firenze Piero Fassino aveva fatto l«in bocca al lupo» a Segolene Royal, Rutelli rispetto al voto di domenica in Francia menziona il candidato centrista Francois Bayrou.

Nell'immediato comunque tutto è puntato sui risultati del governo Prodi, risultati che - avverte il vicepremier- «sono in rapporto strettissimo» con ciò che succederà ai due principali partiti di governo, i Ds e i Dl e il parto della loro unione. Quindi si mette a entrare nel dettaglio della politica governativa. Il risultato del migliore andamento delle entrate - il "tesoretto" - e quello dell'avanzo primario vanno per lui destinati al miglioramento dei conti pubblici e al risanamento del deficit. Ma servono comunque delle misure di redistribuzione. Così si ipotizza «qualche rigore in più» sui mega compensi dei manager, incluse le stock option «che talvolta appaiono fuori controllo e indifferenti alle fortune di azionisti e dipendenti». E ridurre la pressione fiscale» è la priorità dei prossimi mesi, a cominciare dall'Ici. Sulla riforma elettorale la Margherita esprime una preferenza di massima per un sistema maggioritario a due turni basato sui collegi uninominali, ma l'importanza è prima di tutto l'intesa parlamentare per «abolire la pessima legge Calderoli».

Fonte: L'Unità

giovedì 19 aprile 2007

Maradona, la situazione si normalizza

Il medico dell'ex fuoriclasse, Alfredo Cahe annuncia la seconda fase della recupero ed annuncia una situazione migliore: ''E' più comunicativo e comincia ad accettare le cose, a prendere coscienza della gravità del suo stato. A partire a ora le cure si concentreranno soprattutto sulla sua dipendenza dall'alcol''

BUENOS AIRES - Diego Armando Maradona sta meglio, ma la via d'uscita dal tunnel sembra ancora lunga. Secondo quanto dichiarato dal medico personale dell'ex fuoriclasse, Alfredo Cahe, Maradona "sta prendendo coscienza della gravità del suo stato e la settimana prossima, lunedi o martedi, sarà trasferito in una clinica psichiatrica". Quindi, dopo il periodo trascorso nell'ospedale De los Arcos, a Buenos Aires, per una ricaduta dopo la cirrosi epatica che lo aveva costretto a passare 13 giorni in una clinica sempre della capitale argentina, Maradona si curerà nella clinica Abril dove ci sono medici di sua "fiducia", ha spiegato Cahe a Radio Uno.

Cahe ribadisce come lo stato di Maradona sia soddisfacente rispetto ai giorni passati. "Le analisi mostrano che lo stato di Diego si va lentamente normalizzando. Prima non aveva idea di dove lo stava portando l'alcol, ora invece è più comunicativo e comincia ad accettare le cose, a prendere coscienza della gravità del suo stato e lo stiamo convincendo ad andare in una clinica psichiatrica. E' chiaro che non si può persuaderlo in un giorno, ma a partire a ora le cure si concentreranno soprattutto sulla sua dipendenza dall'alcol".

Fonte: Kataweb Sport

Messi, il nuovo Maradona

Il talento argentino emula la prodezza di Diego al Mundial '86 e gli dedica il gol.

Come in Messico '86 - Di presunti nuovi Maradona il panorama mondiale, in particolare quello argentino, è stata sempre pieno: Ortega, Aimar, Saviola, Riquelme, solo per citarne alcuni. Ma di fronte a Leo Messi, talento mancino del Barcellona di presunto c'è ben poco. 19 anni e classe da vendere lo rendono davvero il possibile futuro erede del Pibe de Oro. Quanto accaduto ieri sera al 29' di Barcellona-Getafe (semifinale di Coppa del Rey) ne è la più chiara dimostrazione. Palla presa a centrocampo, avversari saltati come birilli, la rete che si gonfia ed applausi a scena aperta del Camp Nou. Per alcuni istanti la memoria è tornata indietro di vent'anni, a quell'Argentina-Inghilterra del mondiale messicano dove Maradona realizzò il gol più bello di tutti i tempi. Per la cronaca la partita è finita 5-2 per i "blaugrana"grazie a una doppietta proprio di Messi e alle reti di Xavi, Gudjohnsen ed Eto'o per i catalani, di Guiza e Nacho per i madrileni. Ritorno in programma il 9 maggio.



Dedica speciale - "Il mio gol è per Diego Armando Maradona e spero che si curi". Sono le parole di Lionel Messi, stella del Barcellona paragonato al Pibe de Oro. Ieri sera, nell'andata della semifinale di Coppa del Re vinta dalla squadra di Frank Rijkaard 5-2 contro il Getafe, la prima rete dell'argentino ha ricordato molto lo "storico" gol di Maradona ai Mondiali dell'86 contro l'Inghilterra. Spagna impazzita per l'eccezionale prodezza di quello che proprio Maradona aveva eletto suo successore nel corso del programma televisivo "La noche del 10". Oggi la stampa iberica esalta la prodezza del suo piccolo "Re". "Diego Armando Messi", "Diego Messi fa soffrire il Getafe", "Da che pianeta sei venuto?", "Si, è Maradona". Questi i titoli di Periodico de Catalunya, As, Marca, El Mundo. "Sono molto felice - spiega Messi- ma sono tranquillo. Forse la giocata è stata simile a quella del gol di Diego, ma ora dobbiamo andare avanti", minimizza l'argentino. "Non avevo in mente - continua - di andare in porta. Ho mirato Eto'o ma quando ho visto lo spazio ci ho provato". Entrato in area l'attaccante non ha tirato subito in porta ma ha prima smarcato il portiere: "Ho pensato di tirare prima ma non ho voluto rischiare l'intervento di un difensore. Sono molto felice e ringrazio Dio - conclude Messi - ma ora andiamo avanti".

Fonte: Sky Sport

Abu Mazen: il giornalista della Bbc e' vivo

Il giornalista della Bbc Alan Johnston, sequestrato dalle milizie palestinesi nella Striscia di Gaza, e' vivo: lo ha affermato il presidente palestinese Abu Mazen, citando fonti dei servizi segreti dell'Anp.

Papa Benedetto XVI ricevera' il presidente dell'Autorita' Nazionale Palestinese, Abu Mazen, il prossimo 24 aprile. L'udienza e' fissata per le 12:00 in Vaticano. Abu Mazen si trovera' quel giorno a Roma per incontri con le autorita' politiche italiane.

La notizia e' stata confermata da fonti ufficiali della Santa Sede. Si tratta del
secondo incontro tra Benedetto XVI e il presidente palestinese.
Abu Mazen fu ricevuto una prima volta in Vaticano il 3 dicembre 2005. In quell'occasione l'esponente dell'Anp invito' Ratzinger a "visitare Gerusalemme e tutti i luoghi santi" e gli dono' un passaporto emesso dall'Autorita' Nazionale Palestinese, come esortazione particolare a recarsi a Betlemme.

Fonte: RaiNews 24

Staminali: Mario Negri, Proteggono Da Ischemia Dopo Ictus

ROMA- Le cellule staminali proteggono dal danno causato da ischemia cerebrale, in seguito a ictus . E' questo il risultato di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori coordinato dalla dottoressa Maria Grazia De Simoni dell'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con l'Istituto Neurologico Besta di Milano e con l'Universita' di Losanna. Lo studio e' stato pubblicato oggi sulla rivista scientifica PloS ONE.

''L'ictus - afferma De Simoni - provoca la morte di molte cellule nervose e le cellule staminali in teoria potrebbero sostituirle. Qualche studio ha mostrato che queste cellule possono essere efficaci, tuttavia molti problemi sul loro utilizzo e molte domande sul meccanismo con cui inducono protezione erano ancora senza risposta''. ''Il nostro studio - spiega ancora De Simoni - ha evidenziato un possibile meccanismo d'azione. Una volta introdotte nell'area cerebrale colpita da ischemia le cellule staminali inducono la produzione di fattori protettivi da parte del tessuto stesso''. ''Non e' quindi necessario, - prosegue - come e' stato in passato sostenuto, che le cellule staminali si trasformino in neuroni per proteggere dai danni dell'ischemia e restaurare le funzioni cerebrali. E' sufficiente la loro presenza nel tessuto cerebrale per provocare in questo una reazione protettiva''.

A tale reazione partecipano peraltro diverse cellule, tra cui la microglia, che tradizionalmente si riteneva avere solo un ruolo tossico e infiammatorio. ''Noi invece suggeriamo che la microglia abbia anche una funzione protettiva - afferma De Simoni - Dalle nostre ricerche emerge che queste cellule restano nel cervello solo per pochi giorni e poi vengono eliminate. Questo e' un aspetto fondamentale, vista la potenziale capacita' delle cellule staminali di trasformarsi in cellule tumorali''.

L'ictus e' la prima causa di invalidita' permanente e la terza causa di morte nei Paesi industrializzati. Nonostante i progressi recenti nella gestione dei pazienti ischemici (diagnosi precoce, trombolisi, creazione di stroke unit e riabilitazione), l'ictus rappresenta ancora un problema medico irrisolto.

Fonte: Yahoo Italia Notizie

Medicina Online. I navigatori alla ricerca di salute

I navigatori esplorano la Rete alla ricerca di informazioni di qualità, con la tendenza a preferire i siti specializzati. Secondo una ricerca condotta dall'Istituto di Ricerca privato Millward Brown su un campione di 800 internauti, tre su quattro interrogano Internet per ottenere informazioni sulla salute e il web finisce per diventare il «medico» preferito da chi naviga soprattutto per quanto riguarda le malattie meno gravi.

I dati raccolti mettono in rilievo che il 78% dei 20 milioni di navigatori del nostro paese ha cercato almeno una volta (ma la media è 4,4) nell’ultimo anno informazioni su malattie e farmaci. Rispetto all’utilizzatore «generico» del web, che è in prevalenza maschio, in questo campo sono leggermente di più le donne.

Il 66% degli intervistati ha dichiarato di usare Internet come fonte d’informazione sulla salute, mentre il 54% chiede al medico e il 53% si rivolge al farmacista (in media ogni intervistato ha dichiarato di utilizzare 2,7 fonti d’informazione). Crolla invece l’influenza della tv, indicata come fonte d’informazione solo dal 25% degli intervistati.

In testa alle malattie più "cliccate" ci sono i problemi relativi al peso e all’obesità(32%), seguiti dal mal di schiena (25%), dal mal di testa (23%) e dalle malattie stagionali. Al sesto posto si piazzano contraccezione e gravidanza. La classifica si inverte quando si parla di ricerche di informazioni sui farmaci: al primo posto malattie stagionali e mal di testa (18%), seguiti da peso e mal di schiena (15%).

Nel sondaggio è stato anche chiesto ai navigatori che tipo di siti viene visitato: ne è emersa una preferenza marcata per i siti specializzati rispetto a quelli «generalisti» e ai portali.

Fonte: La Stampa.it

Torino: donna aggredita da due rottweiler

I due cani sono saltati in strada da un furgone e hanno azzannato e ferito alle gambe una donna di 55 anni. Poi sono scappati

TORINO -
Il giorno dopo la tragica morte di Alessia, la bimba di 8 mesi, uccisa da due rottweiler, nel Torinese, si è verificata un'altra aggressione dello stesso tipo. Questa volta a essere assalita e ferita alle gambe è stata una donna di 55 anni, morsicata da due cani della stessa razza che poi sono scappati. L'episodio è avvenuto questa mattina a Borgaro Torinese, in via Lanzo.

La donna stava camminando per strada quando da un furgone sono improvvisamente saltati fuori i due animali che le si sono avventati addosso azzannandola alle gambe. La signora è riuscita fortunatamente a liberarsi facendo fuggire i cani che sono ora in giro liberi. Sulla vicenda sono al lavoro i carabinieri e gli agenti della polizia municipale.

Fonte: Corriere della Sera

Bagdad, giornata di sangue: 170 morti in 5 attentati

Colpiti i quartieri sciiti. Al Maliki: "Entro dicembre tutte le province sotto il controllo iracheno"


Bagdad – Quella di ieri è stata una giornata di sangue a Bagdad. Cinque attentati, avvenuti in diversi quartieri sciiti ad un breve intervallo l’uno dall’altro, hanno causato la morte di almeno 170 persone e ne hanno ferite alcune centinaia, anche se il bilancio è drammaticamente destinato a restare provvisorio, perché, secondo i soccorritori, sotto le macerie degli edifici crollati ci sarebbero ancora molti corpi. Attentati che avevano come obiettivo la popolazione civile, e, infatti, la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. “La strada è stata trasformata in una piscina di sangue”, sono state le parole del testimone di un attentato, Ahmed Hameed. Un altro testimone, citato dalla Reuters, ha dichiarato: “Ho visto decine di cadaveri . Alcune persone sono state bruciate vive all'interno di alcuni minibus dato che nessuno è stato in grado di soccorrerle dopo l'esplosione”.

Il più grave degli attentati, tutti causati dallo scoppio di alcune autobomba, è avvenuto nel mercato di Sadriya, un quartiere popolare della capitale, dove fonti della polizia parlano di “almeno 120 morti e 140 feriti”, ma anche in questo caso si tratta solo di un bilancio provvisorio. Poco prima nel quartiere di Karrada era saltato in aria un minibus carico d’esplosivo, che secondo il ministero dell’Interno avrebbe ucciso 10 persone e ne avrebbe ferite 12. Un’ora prima un kamikaze aveva guidato un’autobomba contro un posto di blocco della polizia all’ingresso del quartiere sciita di Sadr City. In questo caso, stando al bilancio fornito dalle forze di sicurezza locali, i morti sarebbero stati 30 (tra cui 5 agenti) e i feriti 45. Di 11 morti e 13 feriti è invece il bilancio dell’esplosione di un’auto posteggiata vicino ad un ospedale privato sempre nel quartiere di Karrada, mentre nella zona Risafi sono morte 4 persone e 6 sono rimaste ferite.

Nell’attentato di ieri al mercato di Sadriya hanno perso la vita anche alcuni operai che stavano lavorando alla ricostruzione di un edificio distrutto lo scorso 3 febbraio dall’esplosione di un camion-bomba che, nello stesso luogo di ieri, aveva causato la morte di 135 persone e il ferimento di altre 300, il maggior numero di vittime in una sola esplosione dall'inizio della guerra. Pochi giorni dopo era cominciata un’operazione antiterrorismo che vede la collaborazione di forze statunitensi ed irachene, per un totale di 90mila uomini, con l’obiettivo di ristabilire la sicurezza nel paese, per evitare lo scatenarsi di una vera e propria guerra civile. Se inizialmente le violenze erano diminuite, la la giornata di ieri è stata la più sanguinosa dall’adozione di queste misure.

Proprio ieri, in occasione del passaggio in mano alle autorità locali della provincia meridionale di Maysan, finora controllata dalle forze britanniche, il premier Nuri al Maliki aveva affermato, in un discorso letto dal consigliere per la sicurezza nazionale, Moaffaq al Rubei, che le autorità irachene hanno intenzione di assumere il controllo della sicurezza in tutto il paese entro la fine dell’anno. Maysan è la quarta delle 18 province irachene a tornare sotto il controllo di Bagdad dopo Al Muthanna, Dhi Qar e Najaf. Nel discorso si legge che il mese prossimo dovrebbe toccare alle tre province del Kurdistan, e inseguito a quelle di Serbala e Wassit, fino a giungere – entro dicembre – al passaggio di tutte le province in mano irachena.

Il leader radicale sciita Moqtada al Sadr continua intanto a fare pressione su al Maliki affinché fissi un calendario per il ritiro dei circa 150mila soldati statunitensi dispiegati nel paese. Per sostenere questa richiesta, lunedì sei ministri di al Sadr si sono dimessi dal governo. Il premier continua a ripetere che le truppe statunitensi lasceranno il paese quando le autorità di Bagdad saranno in grado di assumere la responsabilità della sicurezza in Iraq. Gli attentati di ieri da una parte dimostrano che le autorità sono ben lontane dall’avere il controllo della sicurezza, dall’altra potrebbero riaccendere le violenze interconfessionali e provocare una reazione da gruppi armati come quello guidato dallo stesso al Sadr, che può contare su decine di migliaia di fedeli ed è considerato da Washington l’ostacolo più grosso alla pacificazione del paese.

Fonte: La Voce d'Italia

Sette arbitri sospesi

Gianluca Paparesta, Paolo Bertini e altri cinque arbitri sono stati sospesi in via cautelare dal presidente dell'Aia Cesare Gussoni. Sospensione anche per i due assistenti Ambrosino e Baglioni

Sette arbitri e due guardalinee sono stati sospesi in via cautelare al termine delle indagini preliminari emesse dalla procura di Napoli, in quello che è stato definito il secondo filone di 'Calciopoli'.

Dopo aver incontrato sia il presidente della Figc Giancarlo Abete e che il capo dell'ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli, il presidente dell'Aia Cesare Gussoni ha pertanto disposto ufficialmente la sospensione cautelare degli assistenti Marcello Ambrosino e Duccio Baglioni e degli arbitri Paolo Bertini, Stefano Cassarà, Antonio Dattilo, Marco Gabriele, Gianluca Paparesta, Tiziano Pieri e Salvatore Racalbuto e degli assistenti Duccio Baglioni e Marcello Ambrosino.

Tra gli arbitri solo tre sono ancora in attività, Bertini, Paparesta e Pieri, mentre per gli altri quattro, Dattilo, Cassarà, Gabriele e Racalbuto, che hanno già lasciato l'attività, ma sono ancora associati, la sospensione si riferisce ad ogni tipo di attività associativa.

"La decisione - ha spiegato Gussoni in conferenza stampa - é stata adottata alla luce degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla procura di Napoli. Avendo preso atto che in relazione ai suddetti associati sono elevate ipotesi accusatorie in relazione a delitti ho ritenuto che gli addebiti ascritti possano per loro natura arrecare pregiudizio all'immagine della Figc e dell'Aia, nonché alla credibilità delle funzioni affidate agli associati coinvolti".


Fonte: EuroSport -IT.com

mercoledì 18 aprile 2007

Retina: trapianto di cellule embrionali una strada da percorrere

Il tema . La cecità è spesso causata da condizioni fisiopatologiche in cui le cellule della retina vanno incontro prima a degenerazione e poi a morte. Questo è ciò che accade, per esempio, nel caso della retinite pigmentosa o della degenerazione maculare correlata all’invecchiamento. Le cellule fotorecettrici della retina, coni e bastoncelli, smettono di dividersi alla nascita per cui la loro degenerazione e morte può essere rimpiazzata solo grazie ad un trapianto. La ricerca di base negli ultimi anni ha dimostrato, in modelli animali prima e in alcuni esser umani per la prima vola nel 1996, come il trapianto di cellule embrionali non ancora differenziate possa essere una via terapeutica per il ripristino della funzionalità della retina. Il tema è affrontato anche nell’ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine nella sezione "Clinic implications of basic research".

Tra ricerca e applicazione clinica. Il trapianto di cellule embrionali della retina è già stato effettuato sia in modelli animali che nell’uomo. Inizialmente sembrava che le cellule trapiantate non potessero stabilire connessioni funzionali con il resto delle cellule ospiti. Si è scoperto poi che cellule embrionali, di età compresa tra le 11 e le 15 settimane di gestazione, erano in grado di stabilire contatti con le cellule circostanti e recuperare l’attività cellulare anche delle cellule della retina parzialmente degradate. Pazienti in cui sono state trapiantate questo tipo di cellule hanno recuperato la capacità di distinguere gli oggetti, le forme e talvolta una visione più che parziale. L’effetto tempo però è determinante: cellule isolate due giorni prima o due giorni dopo l’intervallo ottimale non hanno lo stesso tipo di effetto.
Questa tecnica presuppone l’uso tessuti fetali umani che però è soggetto a regolamentazioni etiche e legislative diverse nelle varie parti del mondo. Quella che potrebbe essere una via percorribile in fase sperimentale può incontrare delle riserve e imbattersi in ostacoli. Per ovviare a questo problema negli ultimi è in corso di sperimentazione una via alternativa: incubare cellule embrionali umane e farle crescere in coltura per poi impiantarle nel ricevente. In questo caso, dunque, si potrebbero usare delle cellule embrionali che si differenziano in seguito alle stimolazioni tessuto specifiche. Ma queste cellule riuscirebbero a risanare completamente il tessuto? È questo uno degli interrogativi a cui la ricerca vorrebbe dare una risposta.

Fonte: Yahoo Italia Notizie

Huntington: nuove speranze per una malattia oggi inguaribile

La malattia di Huntington è una malattia del sistema nervoso, a carattere ereditario, nella quale la presenza di un gene difettoso dominante provoca la distruzione di particolari cellule del cervello. Attualmente non esistono terapie né possibilità di impedirne il manifestarsi progressivo.

Uno studio italiano, guidato dal neurologo e ricercatore Andrea Ciammola dell’Istituto Auxologico Italiano, Centro Dino Ferrari, e pubblicato dall’American Journal of Medical Genetics, evidenzia una carenza di una neurotrofina a vari stadi della malattia, aprendo la strada a diagnosi tempestive e maggiori possibilità di cura.

Nello sviluppo della patologia infatti svolge un ruolo centrale il Brain Derived Neurotrophic Factor (BDNF), una molecola fondamentale per la sopravvivenza di quella struttura cerebrale, il corpo striato principalmente danneggiata dalla malattia di Huntington.
La ricerca ha evidenziato diminuiti livelli di BDNF nel siero dei pazienti con malattia di Huntington: l’identificazione di questo deficit apre la strada a nuove strategie terapeutiche che mirano principalmente al ripristino dei livelli di normalità della neurotrofina stessa: una prima strada è l’ identificazione di molecole in grado di far aumentare la produzione di BDNF endogeno, una seconda opzione potrebbe essere la somministrazione intratecale (nel fluido cerebro-spinale che porterebbe la molecola al cervello) della neurotrofina stessa, oppure un' ulteriore possibilità potrebbe essere rappresentata dalla terapia genica o del trapianto di cellule geneticamente modificate per produrre BDNF.

La ricerca è stata possibile grazie alla collaborazione con l’unità di Neurogenetica diretta dal dottor Ferdinando Squitieri, IRCCS Neuromed di Pozzilli (IS) e al supporto delle Associazioni dei pazienti (Associazione Mauro Emolo O.N.L.U.S. e Associazione Italiana Corea di Huntington Neuromed).

Fonte: Sanihelp.it

Il governo vuol statalizzare il lavoro privato dei medici

I medici ospedalieri potranno continuare a visitare i pazienti privatamente. Anche nei loro studi professionali se non saranno messi a disposizione altri spazi. Ma sarà l’azienda pubblica dalla quale dipendono a gestire direttamente il lavoro svolto al di fuori delle mura delle strutture sanitarie: prenotazioni, incassi e tributi insomma saranno amministrati dalle Regioni.

Questa la soluzione dell’insolubile problema dell’esercizio della libera professione per i medici dipendenti del servizio pubblico e dunque tenuti all’esclusività uscita dal cappello del sottosegretario alla Sanità, Serafino Zucchelli, ex segretario generale dell’Anaao Assomed. Zucchelli, che assicura il pieno accordo col ministro della Salute, Livia Turco, intende così venire incontro alle preoccupazioni della categoria sul piede di guerra in vista della scadenza del decreto che consente l’intramoenia allargata. Ovvero l’esercizio della libera professione anche negli studi e nelle cliniche private. Il decreto già più volte rinnovato scade il 31 luglio prossimo e il ministro aveva promesso: non ci saranno altre proroghe. Una situazione di incertezza insostenibile per i circa centomila camici bianchi del settore pubblico, che avevano infatti già annunciato lo sciopero contro il governo per il prossimo 4 maggio.

In vista di questa scadenza e per ribadire che il diritto all’esercizio della libera professione è inalienabile il dipartimento Sanità di Forza Italia ha indetto un convegno organizzato da Domenico Di Virgilio, responsabile per la sanità e capogruppo azzurro in commissione Affari Sociali alla Camera. Presenti anche i sindacati medici come Carlo Lusenti, Anaao, e Giuseppe Garraffo, Cisl, Giuseppe Ricciardi. Cimo.

E proprio durante questo convegno Zucchelli ha deciso di dare l’annuncio del provvedimento allo studio del governo. «Il 31 luglio è vicino ma sole poche regioni hanno aziende sanitarie attrezzate con spazi adeguati all’esercizio dell’intramoenia - spiega il sottosegretario -. Dato che è impensabile che si faccia in pochi mesi quello che non si è fatto negli anni e che non vogliamo procedere a una semplice proroga abbiamo trovato una strada alternativa». In sostanza, prosegue Zucchelli, «dopo il 31 luglio scatterà l’obbligo della gestione diretta del fenomeno da parte delle Regioni che dovranno trovare spazi adeguati: che li affittino, che le convenzionino. A noi non interessa». Al governo interessa soltanto che sia l’amministrazione pubblica a gestire il processo, ovvero prenotazioni, riscossione e pagamento delle tasse in piena trasparenza.
Si tratta di una proposta «gattopardiana» secondo l’azzurro Giuseppe Palumbo. «Si cambia tutto per non cambiare nulla. Prima si dice no alla proroga poi lo stesso Zucchelli promette che saranno dati tempi ragionevoli, un anno, due, alle Regioni, per l'attuazione della norma, ovvero in pratica una proroga», osserva Palumbo che sottolinea pure quella che è «una novità assoluta: alle Regioni e alle Asl saranno demandate l'organizzazione e il controllo degli ambulatori privati dei medici mentre rimarranno a carico del medico le spese di gestione per la struttura». Per Di Virgilio «la proroga per l’intramoenia allargata per i medici è una strada da seguire, non ci sono al momento altre possibilità».

Fonte: Il Giornale.it

Muore bimba di 8 mesi azzannata da 2 rottweiler

Torino. - Non ce l'ha fatta la piccola Alessia, la bimba di 8 mesi aggredita questa mattina da due rottweiler a Rivara, in provincia di Torino. Alessia è morta in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. Non sono serie le condizioni della nonna, 68 anni, ricoverata all'ospedale Cto di Torino con una ferita lacero contusa al braccio destro.

Secondo una prima ricostruzione pare che Alessia fosse in braccio alla nonna mentre usciva di casa quando i due animali si sono rivoltati contro di loro nel cortile. La donna ha tentato disperatamente di soccorrere la piccola dall'aggressione dei due animali, forse del padre.

La piccina "è arrivata in ospedale già in condizioni drammatiche - ha spiegato Massimo Uberti, direttore sanitario dell'Asl 9 dal quale dipende l'ospedale di Cuorgnè - i medici hanno fatto il possibile per rianimarla. Purtroppo tutto è stato inutile". I genitori al momento della tragedia si trovavano al lavoro. Sono intervenuti sul posto i carabinieri e il magistrato. I due cani sono stati posti sotto sequestro.

Fonte: La Voce d'Italia

Strage Virginia, le vittime

Washington. - E' stata Emily Hilscher, una ragazza di appena 19 anni che studiava veterinaria, la prima vittima della furia di Cho Seung Hui che ha fatto una strage uccidendo 33 persone due giorni fa nell'università della Virginia. Alla ragazza il quotidiano britannico 'Times' dedica un ritratto, raccontando come la descrivono i suoi amici su internet, sotto una foto che la ritrae sorridente e la scritta "perché Emily era più in gamba di me".

Sono oltre 200 i tributi alla memoria della giovane, un tipo mai a corto di amici, brillante studentessa che amava andare a cavallo nel tempo libero dagli studi in veterinaria. "Sono i miei amici che mi fanno essere sorridente", scriveva Emily nel suo blog dove aveva deciso di chiamarsi 'the Pixie', il folletto, e dove raccontava con entusiasmo che usciva con un nuovo 'boyfriend'. Proprio il giovane che l'aveva riaccompagnata all'università poco prima della strage, hanno raccontato gli amici di Emily al college.

Tra i primi a morire anche Liviu Librescu il professore 'eroe' del massacro. Israeliano di origine rumena, aveva 76 anni. Scampato all'Olocausto, ha bloccato l'accesso all'aula per permettere ai suoi studenti di fuggire, prima di essere raggiunto dal fuoco dei proiettili sparati da Cho attraverso la porta. Il professore verrà sepolto nel cimitero di Raanana in Israele: ad accompagnare la salma sul volo in partenza oggi da New York e in arrivo domani a Tel Aviv sarà la moglie Marilena.

E di seguito l'elenco di alcune delle vittime:

- Ryan Clarck: studente dell'ultimo anno di biologia, filologia inflese e psicologia. Nato a Martinez, in Georgia, 22 anni, era noto ai suoi amici come 'Stack'. Faceva parte della 'Marching Virginia', la banda del campus.

- Mary Karen Read: 19 anni, nata in Corea del Sud da un militare americano di stanza in quel Paese, aveva vissuto in California e Texas. All'inizio, ha raccontato la zia, aveva avuto difficolta' ad adattarsi alla vita del campus, ma adesso si stava inserendo.

- Leslie Sherman: studente dell'ultimo anno di Storia internazionale.

- Erin Peterson: studente del primo anno.

- Kevin Granata: professore del dipartimento di Ingegneria e Meccanica, prima di dedicarsi all'insegnamento aveva lavorato come specialista di ortopedia in ospedale. E' stato uno dei primi cinque ricercatori di biomeccanica negli Stati Uniti con studi sulla paralisi cerebrale.

- Austin Cloyd: studente

- Brian Bluhm: studente

- Rachael Hill: 18 anni, diplomata alla scuola cristiana di Grove Avenue, era una studentessa del primo anno di biologia.

- Gv Loganathan: professore di 51 anni, specializzato in Ingegneria civile e ambientale, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua attività accademica. Di origini indiane - era nato nello stato del Nadil Tamu - nel 1977 era emigrato negli Stati Uniti. Insegnava al Virginia Tech dal 1982.

- Juan Ramon Ortiz: 26 anni, studente portoricano di Ingegneria civile. Era sposato con Liselle Vega Cortes.

- Matthew La Porte: 20 anni, originario di Dumont, nel New Jersey, era al primo anno di università, dopo essersi diplomato all'Istituto militare 'Carson Long' di New Bloomfield, in Pennsylvania.

- Christopher James Bishop: 35 anni, professore di lingue e letteratura straniera, è stato uno degli organizzatori del programma di scambio tra il Virginia Tech ed alcune università tedesche.

- Reema Samaha: studentessa al primo anno, era una bravissima ballerina. Di origine libanese, aveva 19 anni.

- Daniele Perez Cueva: 21 anni, di origine peruviana, studiava Relazioni internazionali.

- Maxine Tuner: studentessa dell'ultimo anno di chimica.

- Henry Lee: originario della Virginia, studiava informatica.

- Jocelyne Couture-Nowak: originaria del Canada, era professoressa di francese. Il marito, Jerzy Nowak, era direttore del dipartimento di Orticultura. Madre di due bambini, negli anni Novanta aveva creato a Truro, nella Nuova Scozia, la prima scuola di lingua francese.

- Jarrett Lane: studente di ingegneria civile, suonava il trombone, giocava a football e a pallacanestro.

- Ross Alameddine: 20 anni, di origine libanese, viveva nel Massachusetts. Era studente del secondo anno di Filologia inglese.

- Caitlin Hammaren: 19 anni, studente del secondo anno di Relazioni internazionali.

- Jeremy Herbstritti: studente di 27 anni, era originario della Pennsylvania.

- Daniel O'Neil: 22 anni, studente di ingegneria, suonava la chiatarra e scriveva canzoni.

- Lauren McCain: 20 anni, studentessa del primo anno, e' stata uccisa mentre era nella classe di tedesco.

- Julia Pryde: 20 anni, studentessa del primo anno, originaria del New Jersey.

- Nicole White: 20 anni, studiava Relazioni internazionali.

Fonte: Italy Global Nation

Attacco a casa editrice cristiana. Sgozzate tre persone in Turchia

Oltre alle vittime, ci sarebbero anche due feriti: uno era saltato dalla finestra per fuggire agli aggressori, l'altro è stato accoltellato alla gola. Fermati alcuni sospetti

Istanbul - Tre persone sono state uccise e due sono rimaste ferite oggi in un attacco contro gli uffici di una casa editrice Zirve a Malatya, in Turchia. La casa editrice, accusata di pubblicare e distribuire la Bibbia, era stata recentemente bersaglio di manifestazioni e proteste a matrice nazionalistica.

Il governatore di Malatya, Ibrahim Dasoz, ha rivelato che tre delle vittime sono state ''legate, bendate e sgozzate con coltelli'', mentre un'altra persona creduta morta dopo essere caduta da una finestra è in fin di vita ed un'altra è grave dopo essere stata accoltellata alla gola.

Le vittime, secondo il governatore, sono una persona di origine tedesca, un turco e uno di origini imprecisate. Dasoz non ha escluso che si sia trattato ''non di un attacco'', ma di uno ''scontro interno'' alla casa editrice, e ha confermato che sono stati fermate quattro persone. ''Non escludo lo scontro interno. Potrebbe non essersi trattato di un attacco. Stiamo cercando di capire. Le indagini proseguono'' - ha affermato il governatore.


Quattro persone sono state fermate dalla polizia e vengono interrogate come sospette per l'attacco armato di stamani alla casa editrice cristiana di Malatya che ha provocato 4 morti. Lo ha reso noto l'agenzia Anadolu mentre vengono interrogate altre 10 persone come testimoni.

Tra i sospetti vi sono quasi certamente esponenti del gruppo islamo-nazionalista dei ''lupi grigi'' che gia' in passato avevano minacciato la casa editrice Zirve (ex Kay-Ra) che pubblicava libri come la Bibbia e ''Realtà dell'incarnazione''.

Il direttore della casa editrice, Hamza Ozant, in seguito al reiterarsi delle minacce, stava per chiedere una protezione alla polizia.

Fonte: Quotidiano.net