sabato 7 aprile 2007

Salute: Rapporto Onu, Cambiamento Clima La Sta Gia' Danneggiando

Gas serra e polveri sottili minacciano non solo l'ambiente, ma anche la nostra salute. Nessun dubbio al riguardo nel Quarto rapporto tecnico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa dei mutamenti ambientali. All'Ipcc aderiscono oltre 130 Paesi e lavorano circa 2.500 scienziati.

Il documento 'Cambiamento Climatico 2007', che ha ottenuto oggi a Bruxelles l'approvazione dei principali Paesi del mondo, attesta che l'impatto sulla salute umana è uno degli effetti più importanti del cambiamento climatico in atto. Il rapporto servirà come guida per i governi di tutto il mondo, per definire la politica ambientale dei prossimi decenni e per lavorare alla riduzione dei gas serra dopo il 2012, quando scadranno i termini previsti all'interno del protocollo di Kyoto. Rispetto al precedente rapporto, pubblicato dall'Ipcc nel 2001, quello attuale è molto più allarmante e affronta il riscaldamento globale non più come una vaga minaccia per un futuro lontano, ma come un fenomeno che sta già producendo i suoi effetti. "Oggi - scrive in una nota l'Oms Europa, che ha coordinato il capitolo sulla salute del Rapporto Ipcc - sperimentiamo su scala minore quello che accadrà in futuro. Le 35 mila morti dell'ondata di calore dell'estate 2003 ne sono il primo esempio allarmante. Gli impatti futuri oggi possono essere pronosticati con un'attendibilità elevata (80%) e molto elevata (90%) e colpiranno la salute di milioni di persone in tutto il mondo con: l'aumento della malnutrizione e dei relativi rischi di malattie infettive e respiratorie, implicazioni per la crescita e lo sviluppo dei bambini. E ancora: aumento delle morti, delle malattie e degli incidenti causati da eventi climatici estremi più frequenti e intensi (alluvioni, tempeste di vento, siccità e ondate di calore); aumento delle malattie diarroiche e di altre malattie legate al cibo e all'acqua; aumento della frequenza delle malattie cardio-respiratorie causate da un'alta concentrazione di ozono sulla superficie terrestre; cambiamento della distribuzione geografica di alcune piante e vettori e delle relative malattie; diminuzione della mortalità in alcune aree dovuta alla minore esposizione al freddo".

"Le diverse zone del mondo, inclusa l'Europa, saranno colpite in modi diversi - scrive l'Oms Europa - e anche la distribuzione degli effetti sulla salute è destinata a cambiare nel tempo con il continuo aumento delle temperature".

"Di grande importanza - prosegue l'Oms Europa - saranno i fattori che influenzano l'impatto del cambiamento climatico sulla salute delle popolazioni, come ad esempio l'educazione, l'accesso alle cure, le infrastrutture di sanità pubblica e lo sviluppo economico. A lungo termine, gli effetti sanitari e socio-economici del cambiamento climatico, insieme all'aumento delle migrazioni e degli spostamenti dei popoli, graveranno soprattutto sulle generazioni future. Non c'è dubbio che il mondo ha urgente bisogno di impegnarsi a trovare una via d'uscita. Le attuali misure di mitigazione (la riduzione dell'esposizione), per contenere il fenomeno e limitare i suoi potenziali effetti nocivi sulla salute attraverso la riduzione delle emissioni dei gas serra, sono un contributo importante per rallentare i cambiamenti. Nonostante questo, un certa dose di cambiamento climatico resta inevitabile". I Paesi del mondo, secondo l'Oms Europa, hanno una sfida da affrontare: "Pianificare misure di adattamento di sanità pubblica, per aiutare i cittadini a fronteggiare le nuove minacce. Il settore sanitario ha un ruolo importante nel fornire queste misure, in maniera da anticipare e prevenire nuovi danni alla salute causati dal clima". Azioni testate e risultate efficaci sono già disponibili, assicura l'Oms Europa.

Un esempio? "Il raggiungimento e il mantenimento dei più elevati standard di controllo e sorveglianza lungo la catena alimentare e l'aumento della vigilanza locale e globale delle malattie attraverso l'implementazione del nuovo Regolamento sanitario internazionale (2005)".

Secondo l'Oms Europa, "se il settore sanitario intende influenzare la risposta della società nel suo complesso, deve lavorare con tutti gli altri settori e stabilire collaborazioni efficienti con climatologi, progettisti del territorio e urbanisti, protezione civile e servizi sociali. Lo sviluppo e l'implementazione di sistemi d'allerta precoci per gli eventi estremi come le ondate di calore, insieme a piani di emergenza efficaci, hanno già contribuito alla riduzione delle malattie nei Paesi che hanno adottato questo approccio. La raccolta e la disseminazione sistematica delle informazioni sui potenziali rischi e danni, insieme ai consigli sul modo migliore per proteggersi e la risposta medica per affrontare i cambiamenti del clima, possono contribuire alla gestione efficace dei rischi. Dopo anni di ricerca, abbiamo oggi un maggiore e più affidabile insieme di conoscenze. Questi dati devono essere utilizzati ora il più possibile per implementare misure di adattamento, specialmente a supporto delle popolazioni povere più a rischio. Identificare in anticipo i potenziali rischi e fornire risposte tempestive aiuta a prevenire morti e malattie. Per far fronte a un ambiente che cambia, l'approccio deve essere propositivo, non reattivo. E - conclude l'Oms Europa - deve essere adesso".

Fonte: Yahoo Italia

La marcia di Pasqua contro la pena di morte. In piazza anche Prodi e 16 ministri

Il giorno di Pasqua ci saranno due messe in piazza San Pietro. Quella sacra, con la benedizione urbi et orbi di Benedetto XVI. E quella laica di chi concluderà nella piazza la marcia perché le Nazioni Unite sospendano con una risoluzione le esecuzioni capitali ovunque nel mondo, dalla Cina agli Stati Uniti.

Sarà una strana domenica in piazza San Pietro. L'iniziativa di Nessuno Tocchi Caino, Comunità di S.Egidio, Partito radicale non violento transnazionale e Radicali italiani lanciata dal ministro Emma Bonino e dal leader radicale Marco Pannella in sciopero della fame dal 21 marzo, sta trascinando politici e artisti, cittadini e personalità.
A partire dal presidente della Repubblica Giorgnio Napolitano che ha fatto arrivare il suo messaggio di "sincera adesione e simpatia" all'iniziativa. E dall'impegno di Romano Prodi, impegnato in prima persona sul tema e che ha comunicato la sua presenza al corteo.

Ad aderire all'appello radicale anche il sindaco di Roma Walter Veltroni che nella notte tra sabato e domenica farà illuminare il Colosseo. Lo ha seguito l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni. E poi è stato un diluvio di partecipazioni. Ci sono i partiti, l'Unione in blocco, dall'Italia dei Valori a Rifondazione comunista passando per l'Udeur, ma tra le adesioni si fanno notare anche quelle di Margherita Boniver, Cosimo Ventucci e Ida Vitale di Forza Italia e di Forlani (Udc). E poi le associazioni e le personalità, da Luciana Littizzetto a Sabrina Ferilli, da Daria Bignardi a Alessandro Haber. Ma, quello che più conta, insieme a Prodi ci saranno ben tredici ministri della Repubblica: Emma Bonino, vannino Chiti, Rosy Bindi, Luigi Nicolais, Arturo Parisi, Paolo Gentiloni, Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Fabio Mussi, Cesare Damiano. In queste ore si è aggiunto il prodiano Giulio Santagata. Qualcuno di loro sarà in marcia in carne ed ossa, altri solo a distanza. Ma condividono tutto, punto per punto.

Una battaglia nazionale e trasversale che Palazzo Chigi e il premier Prodi ha fatto sua impegnandosi a far discutere la questione all'assemblea generale delle Nazioni Unite prima che si concluda questa sessione. Cioè entro maggio.

Storia antica, questa della moratoria, tredici anni di tentativi, speranze, sconfitte e che il Parlamento ha rilanciato nella scorsa estate votando all'unanimità una mozione presentata dal radicale Sergio D'Elia. L'impegno è stato poi più volte ribadito in questi mesi, da Prodi e dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Sul sito del partito è disponibile un dossier di 54 pagine con la cronistoria degli insuccessi di una battaglia di civiltà. Una prima bocciatura c'era stata nel 1994: per la prima volta l'Assemblea generale delle Nazioni Unite stava per votare - anche allora su proposta del governo italiano - una bozza di risoluzione per una moratoria universale. Non passò per otto voti. Ci ha riprovato nel 1999 la Finlandia che aveva la presidenza di turno del semestre ma poi
proprio il Consiglio Affari generali della Ue ordinò di ritirarla.

I veti scattano per via di delicati equilibri diplomatici. Questioni che ovviamente nulla hanno a che fare con la pena di morte come la partecipazione dell'Italia al neonato Consiglio Onu per i diritti umani. Insomma, sarebbe un successo diplomatico troppo "grande" per l'Italia incassare adesso il risultato di una moratoria. Alcuni paesi, come la Gran Bretagna in posizione filo-americana, oppure l'Olanda e la Danimarca preferirebbero una semplice emeno impegnativa dichiarazione contro la pena di morte.

Prodi, che due giorni fa ha incontrato per tre ore Pannella e Bonino, ha ribadito "l'impegno mio e del governo per arrivare a una moratoria sulle esecuzioni capitali". La marcia di domenica può essere l'ultima chance per uno scatto decisivo nell'assemblea del Palazzo di Vetro. Ha scritto Adriano Sofri nella sua Piccola Posta di giovedì. "Ci sarà una domenica di resurrezione, una marcia contro la pena di morte, il Colosseo illuminato, i radicali e gli altri in piazza San Pietro, la benedizione papale, semel in anno licet rinsavire".


Il filorusso Yanukovich contro Yuschenko: "Il Parlamento non si scoglie"

Viktor contro Viktor. Così si è svegliata ieri l’Ucraina. Due anni e mezzo dopo il grande scontro, vinto dall’attuale capo di stato Yuschenko, a Kiev si consuma un altro braccio di ferro con l’allora sfidante presidenziale Yanukovich, oggi primo ministro.


La «misura estrema», ovvero il decreto presidenziale con cui Yuschenko ha sciolto la Rada, il Parlamento, indicendo nuove elezioni il 27 maggio, rischia di innescare la peggior crisi politica dalla Rivoluzione Arancione. Il passo, «incostituzionale» per la Rada, ha messo in subbuglio la diplomazia europea e ha già riversato nelle strade almeno 5mila manifestanti. I fedeli all’esecutivo hanno circondato il Parlamento, gli adepti della «pasionaria» Yulia Timoshenko l’edificio della commissione elettorale.

Dopo il silenzio dei media - che hanno costretto Yuschenko a creare il «Bollettino ufficiale» per mettere in vigore il decreto - è arrivato quello dei parlamentari. La Rada ha infatti posto il veto sui finanziamenti per il voto, ha congelato la commissione elettorale e ha investito la Corte costituzionale del caso. La sentenza dei giudici arriverà entro 5 giorni.

Di fatto la crisi riflette un paese diviso tra le forze filoccidentali, fedeli a Yuschenko, e quelle filorusse, dalla parte di Yanukovich. Una skizofrenia istituzionale che ha congelato la politica per mesi. Intanto perché Yuschenko controlla i ministri della Difesa e degli Esteri, mentre Yanukovich quello degli Interni. E poi perché rispecchia la composizione del paese, nella lingua e nel pensiero ancora diviso tra l’Est, filorusso, e l’Ovest, ucraino. Ben 8 milioni, su una popolazione di 47 milioni, si sentono russi e, a proposito, la Crimea si è già schierata con Yanukovich. Va poi considerato che le liti in casa arancione hanno fatto vincere le elezioni legislative del 2006 al Partito delle Regioni di Yanukovich. Il tutto, grazie anche al salto della quaglia in cambio della poltrona di presidente della Rada del socialista Moroz. A spaccare il muro contro muro è stato il recente trasformismo di 11 deputati arancioni finiti nelle file della maggioranza. Consuetudine governativa che ha riavvicinato Yuschenko e la Timoshenko, secondo gli analisti la vera regista della crisi con mire governative.

Dal fronte russo Sergei Lavrov, capo della diplomazia non ha dubbi: «L’ultima parola spetta all’Ucraina, ma se Kiev chiederà una collaborazione, la Russia sarà pronta». L’Unione Europea, «preoccupata», ha chiesto che «prevalga il senso di responsabilità», la Commissione ha invece sottolineato «l’importanza della stabilità politica per le riforme sostenuto finanziariamente da Bruxelles».

Al termine di un lungo incontro avvenuto ieri tra i «due Viktor», il premier ha minacciato una procedura di impeachment. Yuschenko si è limitato a ribadire le sue posizioni. L’ultimo pensiero è stato per i manifestanti: «l’uso della forza sarebbe inammissibile».


Prodi: «Si rischia lo spezzatino messicano»

Sul caso Telecom il governo «non è né assente né reticente». Il presidente del Consiglio Romano Prodi, in un'intervista rilasciata al direttore del Sole 24 ore, Ferruccio de Bortoli, all'indomani delle dimissioni del presidente Rossi, spiega che il governo rispetta il mercato ma potendo farebbe molto di più. Cosa impossibile in Italia, sottolinea il premier, specie dopo il «caso Rovati», che definisce «un folle attacco al governo. Una vicenda infame, un attacco inqualificabile».


Perché in nessun altro Paese, così De Bortoli riassume il pensiero di Prodi, si farebbero portar via sotto il naso il principale operatore delle telecomunicazioni. Berlino per esempio tiene ben saldo il controllo, in mani pubbliche, di Deutsche Telekom. Per non dire di Parigi con France Telecom. Nel corso della giornata Prodi è tornato a parlare della società telefonica a Bologna, rispondendo alle domande dei cronisti. «Ho detto tutto quello che dovevo dire. Questa è l'unica cosa che posso aggiungere: troveranno una soluzione».


SOCIETA' DI GARANZIA - Una vicenda, quella di Telecom dopo le dimissioni di Guido Rossi, che dovrebbe essere affrontata secondo Prodi con la creazione di «una società di garanzia di transito». Il presidente del Consiglio si dice contrario a riportare la rete in mano pubblica, pensa invece a una rete che svolga un servizio pubblico nel senso di essere accessibile a tutti gli operatori, non di proprietà o di controllo statale. Lo schema, secondo l'interpretazione del direttore del Sole, sarebbe vicino al modello inglese Open Reach (una divisione di British Telecom non separata societariamente). Quindi, una società di garanzia di transito che metta a disposizione un monopolio naturale, un «sistema nervoso» più tecnologico ed efficiente di quello attuale, con l'obiettivo finale di offrire servizi e contenuti ai consumatori a costi concorrenziali senza per questo indebolire l'operatore principale.

RISCHIO SPEZZATINO - Per quanto riguarda gli investitori stranieri, Prodi dice di ritenere che la dichiarazione di interesse per Telecom non sia americana e messicana, ma soltanto messicana. E dettata quasi unicamente dall'interesse di Slim per Tim Brasile. E che alla fine il rischio di uno spezzatino sia tutt'altro che remoto. «A me lo spezzatino piace, ma solo a tavola» sottolinea il premier. Poi una stoccata ai capitalisti italiani. «Che cosa posso dire di quello che sta succedendo? Una sola cosa. Che bel capitalismo, complimenti. E dicono ancora "è il mercato, bellezza!" Ma c'è da morir dal ridere... È tutta una corsa a chiedere protezioni e favori». Per Prodi il bosco poco folto degli attori industriali italiani è un panorama desolante. «Avremmo bisogno - commenta il premier - di forti piante...».


IMPRESE ITALIANE - Prodi sottolinea infine che il governo sta facendo di tutto «seriamente e concretamente» per favorire le imprese italiane all'estero. Anche come azionista. Il riferimento all'Enel che «silenziosamente» sta conquistando Endesa in Spagna e, insieme all'Eni, parte delle attività Yukos in Russia. «Abbiamo fatto soltanto il nostro dovere - dice Prodi - ma lo abbiamo fatto». Il premier non si dice preoccupato per le dichiarazioni di Di Pietro e Giordano sulla vicenda Telecom. «Non le ritengo pericolose - dice Prodi -, è normale dialettica politica all'interno di un esecutivo e di una maggioranza che vanno avanti per la loro strada».


venerdì 6 aprile 2007

I talebani assumono controllo di un distretto

La scorsa notte le forze dei talebani hanno assunto il controllo del distretto di Khak, nella provincia afghana di Zabul. Lo denuncia il portavoce del governatore della regione situata nel centro del Paese, Gulab Shah Alikhail parlando con l'Agenzia di stampa cinese Xinhua. Oltre cento insorti hanno preso parte all'attacco del centro abitato, a circa 65 chilometri dalla capitale della provincia di Zabul, Qalat. Numerose unitá della polizia afghana dislocate a Zabul sono state costrette a lasciare la provincia di Zabul sguarnita, perché chiamate a rinforzare la presenza delle forze di sicurezza più a sud, nella provincia di Helmand.


In un attacco separato, ma sempre nella provincia di Zabul, fra la capitale Qalat e il distretto di Mizan, le milizie di insorti hanno preso di mira un cantiere, uccidendo cinque guardie e ferendone altre quattro. A denunciarlo, sempre il portavoce del governatore, Gulab Shah Alikhail.


Karzai incontra i talebani. Il presidente afgano, Hamid Karzai, ha incontrato alcuni rappresentanti dei talebani per discutere della pace nel Paese e per chiedere ai miliziani di deporre le armi. «Membri del governo afgano hanno incontrato diversi rappresentanti dei talebani», ha detto Karzai durante una conferenza stampa a Kabul. «Anche io ho incontrato alcuni talebani», ha aggiunto senza fornire dettagli sulle riunioni.
Karzai ha invitato i talebani a deporre le armi e a sostenere il suo governo e ha chiesto di interrompere tutti i rapporti con i militanti stranieri. «I talebani afgani sono sempre benvenuti, fanno parte di questo Paese... sono figli di questa terra» ha detto il presidente aggiungendo che sono loro stessi che «desiderano tornare a far parte del loro Paese».
Karzai ha puntato l'indice contro i militanti stranieri, in particolare provenienti dai Paesi vicini come il Pakistan, sostenendo che "dovrebbero essere annientati".
«Stanno distruggendo le nostre vite, uccidendo la nostra gente, non sono benvenuti e non ci saranno mai colloqui con loro» ha detto Karzai.



Kamikaze a Kabul. Un kamikaze si è fatto saltare in aria a pochi metri dalla sede del Parlamento a Kabul: sei i morti, tra cui un poliziotto. Il terrorista, al volante di un taxi, era stato bloccato dalla polizia, ma è riuscito lo stesso ad attivare il detonatore. Il bilancio sarebbe stato ancora più grave se non fosse stato compiuto all'alba e di venerdì, giorno di festa per i musulmani e quindi con poca gente in strada.

Clima: Venezia rischia di scomparire in pochi decenni

BRUXELLES - Gli esperti dell'Onu sul clima lanciano l'allarme Venezia: rischia di scomparire nel giro di pochi decenni. 'Nonostante gli sforzi per contenere l'innalzamento del livello delle acque, la situazione e' sempre piu' critica', ha spiegato il climatologo argentino Osvaldo Canziani.'Nei prossimi decenni - ha detto - nel nord del Mediterraneo le piogge aumenteranno dal 10% al 20% e l'acqua della laguna continuera' inesorabilmente a salire'.

Donne in gravidanza: troppi esami inutili

L’esperienza di 1691 mamme raccolta attraverso i questionari di Altroconsumo parla chiaro: la gravidanza oggi è eccessivamente medicalizzata, con una prescrizione in eccesso di esami, ecografie e integratori, ben oltre la necessità e l’utilità dimostrate . Tante attenzioni, in caso di maternità fisiologica, sono da evitare.

Dal quadro dell’inchiesta spicca il fatto che a circa metà delle donne intervistate sono state prescritte analisi del sangue oltre a quelle rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Risaltano quantità eccessive di esami di screening per rischi bassi (come l’amniocentesi in giovane età) e di integratori di vitamine e minerali consigliati (il 60 per cento dei casi) che normalmente sono inutili. Per ciascuna donna intervistata risulta una media di 6 ecografie, che va oltre le 3 previste dalle Linee guida nazionali, con il 20 per cento del campione che ne ha eseguito almeno 9.

Dall’inchiesta di Altroconsumo emergono dati che fotografano le scelte, sia di specialisti a cui rivolgersi, che di analisi da compiere: il 98 per cento del campione è stato seguito da un ginecologo e solo l’11 per cento riferisce di essere stato seguito anche da un’ostetrica. Altissima, il 70 per cento, la percentuale di donne che si fa seguire da un ginecologo privato, spendendo per la gravidanza in media quasi 600 euro: possibile spia di sfiducia e insufficiente informazione sul funzionamento delle strutture pubbliche. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell'8 per cento dei casi. Per la cronaca, tra i test più eseguiti risulta quello sulla toxoplasmosi (il 98 per cento), mentre tra i meno eseguiti c’è quello sulla sifilide (33 per cento).

Per Altroconsumo in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. Per fare ciò occorre un richiamo alla deontologia dei ginecologi e un’opera di informazione più puntuale rivolta alle donne, che a fronte di un iniziale costo produrrebbe benefici tangibili, sia sul piano educativo che economico, sul lungo periodo.

L’inchiesta rientra nella campagna Altroconsumo per la salute, attività di sensibilizzazione e informazione indipendente che l’associazione porterà avanti per tutto il 2007 sul tema della tutela della salute dei cittadini e della qualità offerta dal servizio sanitario. Il dossier è disponibile su www.altroconsumo.it.


Pasqua, cancelliere Merkel in vacanza a Ischia

Ischia (Napoli) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel è arrivata stamattina a Ischia dove trascorrerà un breve periodo di vacanza, in concomitanza con le festività pasquali.

La Merkel è giunta sull'isola verde intorno alle 10.15 dopo aver preso un aliscafo partito dal porto di Napoli alle 9.35. E' il decimo anno consecutivo che il cancelliere sceglie di trascorrere un periodo di relax sull'isola del Golfo di Napoli, il secondo da quando ricopre la prestigiosa carica.

La Merkel alloggerà al Parco Hotel Miramare, nella splendida baia di Sant'Angelo dove, da ieri, c'è un presidio da parte delle forze dell'ordine. Nel corso della settimana di vacanza non sono previsti impegni istituzionali anche se la concomitante presenza a Napoli del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non esclude un incontro tra le due autorità. E il cancelliere tedesco, che avrà a disposizione nella propria dependance una serie di attrezzature telematiche che le consentiranno di essere sempre operativa, potrebbe decidere di assistere questa sera alla rappresentazione della Passione di Cristo, Actus tragicus, prevista nel piazzale antistante la chiesa del Soccorso di Forio.

Fonte: Yahoo News Italia

OTTO MILIONI DI OPUSCOLI PER USARE BENE I FARMACI

ROMA - Se oggi si vive meglio e piu' a lungo di alcuni decenni fa, il merito e' anche dei farmaci, non ce ne sono di ''miracolosi'' e molto rimane da fare nel campo della ricerca, ma e' indubbio che, se utilizzati correttamente e solo quando sono veramente necessari, i medicinali possono essere preziosi alleati per mantenere o recuperare il nostro stato di salute: comincia cosi' l'opuscolo dell'Agenzia italiana del farmaco, in corso di pubblicazione, che sara' presto distribuito in 8 milioni di copie in farmacie, studi dei medici di famiglia e dalle associazioni di consumatori.

L'opuscolo e' indirizzato principalmente a donne e anziani, le due categorie che ne fanno maggior uso.
Fra i consigli contenuti nell'opuscolo ci sono le domande da fare al medico o al farmacista e una regola d'ora da non dimenticare ''In caso di qualsiasi dubbio o problema, non esitare a contattare il medico o il farmacista: meglio una telefonata che un errore''.

Questa una sintesi delle principali indicazioni.
Segnalare sempre al medico un fastidio dopo l'uso di un farmaco.
Usarli con attenzione e costanza quando si soffre di malattie croniche.
Esistono alcuni farmaci che non richiedono la prescrizione medica perche' sono adatti a curare disturbi lievi come, ad esempio, il raffreddore ma prima di prenderli, soprattutto se si stanno gia' assumendo altre medicine, e' bene chieda sempre al medico o al farmacista.
Ricordati di leggere e conservare sempre il foglietto illustrativo presente nella confezione. Il medico di famiglia rimane sempre il 'regista' della salute: deve essere informato di quanto viene prescritto da altri medici.


Anche i ''farmaci alternativi'', come gli omeopatici possono interagire con le cure: serve parlarne con il medico o con il farmacista. I farmaci vanno conservati in un luogo asciutto, non troppo freddo o troppo caldo; alcuni possono avere bisogno del frigorifero: serve verificarlo sul foglietto illustrativo. Ricorda anche la sicurezza dei bambini: tieni le tue medicine in un luogo per loro inaccessibile. Serve utilizzare e conservare con fiducia i farmaci equivalenti (i generici): consentiranno di risparmiare e di garantire cure innovative e purtroppo spesso molto costose.
Proprio su questo ultimo punto il direttore generale dell'Aifa, Nello Martini, spiega nella presentazione della pubblicazione i benefici dell'utilizzo dei farmaci a brevetto scaduto, noti anche come generici. ''Non e' ancora sufficientemente diffusa la convinzione che si tratta di un medicinale che equivale in termini di qualita', efficacia e sicurezza al corrispettivo medicinale di marca''. Il costo inferiore degli equivalenti, aggiunge Martini, permettete, inoltre, di utilizzare fondi e risorse per l'acquisto di farmaci innovativi e facilitano quindi l'accesso a nuove e costose cure terapeutiche.


giovedì 5 aprile 2007

Senza compensi i segreti di Microsoft

Si profila un nuovo smacco per Microsoft nella sua pluriennale contesa con la Commissione europea: Bruxelles intende costringere il colosso del software globale a rivelare «quasi gratis» alle società rivali alcuni dettagli chiave del sistema operativo Windows, in modo che queste possano sviluppare più facilmente programmi compatibili. Ma soprattutto a costi sostenibili, afferma oggi in prima pagina il Financial Times, citando un documento riservato della Commissione Ue.

La vicenda si inserisce in una diatriba tra Microsoft e l’antitrust Ue che si sta trascinando da tre anni. Tocca le pretese del gruppo di software americano per la concessione di licenze: alle società rivali chiede royalties pari al 5,95% dei ricavi realizzati su programmi che devono utilizzare licenze Microsoft, prosegue l’Ft. Troppo, secondo l’Ue, che al massimo consentirà a Microsoft di ottenere «una piccola frazione» di quanto chiede.

«Secondo i calcoli effettuati dall’esperto incaricato dalla Commissione, il professor Neil Barret, con le royalties chieste dal gruppo americano le rivali ci metterebbero sette anni per recuperare i costi di sviluppo. Anche una royalty sull’1% dei ricavi sarebbe inaccettabile - dice, secondo quanto riporta l’Ft -: per Barret sarebbe meglio una royalty dello 0%».

Paradossalmente, a promuovere la contesa di fronte alle autorità europee contro Microsoft sono altri tre colossi americani del software: Ibm, Sun Microsystems e Oracle. No comment ufficiale sulle indiscrezioni da parte della Commissione Ue, conclude l’Ft, mentre Microsoft - tramite un portavoce - ha assicurato che le sue richieste sono in linea con quanto precedentemente concordato con la stessa Commissione, annunciando inoltre una riposta più approfondita con una rapporto il prossimo 23 aprile.

Fonte: La Stampa

Eritrea mette al bando la circoncisione femminile

L'Eritrea ha vietato la circoncisione femminile -- la clitoridectomia--, una pratica tradizionale che mette a rischio la vita di chi la subisce e che i gruppi di cooperazione dicono colpisca circa il 90% delle donne eritree.

Un breve comunicato pubblicato oggi su un sito web del governo dice che chiunque richieda, prenda parte o favorisca la pratica subirà una multa o una condanna in carcere.

"La circoncisione femminile è una procedura che minaccia gravemente la salute delle donne, causa loro molto dolore e sofferenze minacciando le loro vite", si legge.

"Chiunque richieda, istighi o promuova la circoncisione femminile... sarà punibile con una multa e con la prigione". Il divieto è entrato in vigore dal 31 marzo, dice la nota, senza dare ulteriori particolari.

La clitoridectomia è molto diffusa nel Corno d'Africa e comporta l'asportazione del clitoride e di altre parti dei genitali femminili.

Ci sono diversi gradi di gravità e molti praticanti non sono esperti e usano strumenti rozzi.

Sono fino a 140 milioni nel mondo le donne che si stima abbiano subito la clitoridectomia, e le agenzie delle Nazioni Unite stimano che ci siano altri tre milioni di donne che ogni anno vengono sottoposte a questa pratica.

Fonte: Reuters Italia

Mafia, arrestato ex vicepresidente della Sicilia

Un ex vicepresidente della Regione Sicilia, l'ex direttore dell'Agenzia del Demanio di Trapani e altre quattro persone sono stati arrestati ieri nell'ambito di un'inchiesta su presunti contatti tra politica e Cosa nostra sugli appalti pubblici.

Tra i sei arrestati c'è Bartolo Pellegrino, 73 anni, ex vicepresidente della Regione Sicilia dal 1995 al 1996 ed ex assessore regionale tra l'altro, al Territorio e all'Ambiente: per lui l'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Secondo gli inquirenti, Pellegrino - al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari per l'età - avrebbe di fatto messo a disposizione di alcuni presunti boss mafiosi, tra i quali soprattutto Francesco Pace con cui aveva rapporti stabili, informazioni sugli appalti pubblici ottenute grazie alla sua carica istituzionale, e avrebbe anche concordato con il boss l'individuazione di eventuali candidati per le elezioni politiche.

Oltre a Pellegrino e allo stesso Pace - al quale il provvedimento di custodia cautelare è stato notificato in carcere - è stato arrestato anche l'ex direttore dell'Agenzia del Demanio, Francesco Nasca, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e altri tre imprenditori.

Nell'ambito dell'operazione antimafia, la polizia ha sequestrato società e imprese edili per per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro di proprietà dell'imprenditore Vincenzo Mannina, 46 anni, finito in carcere all'alba per associazione mafiosa. Il provvedimento è stato emesso dal gip Antonella Consiglio e riguarda, in particolare, quote sociali, impianti industriali di calcestruzzo e beni aziendali delle società Mannina Vito Srl, la Calcestruzzi e Asfalti Mannina Srl e la Asfalti Sicilia Srl.

«Gli arresti di oggi che coinvolgono tra gli altri anche un ex vicepresidente della Regione dimostrano ancora una volta la contiguità tra mafia e alcuni ambienti politici». Lo dice Rita Borsellino commentando l'operazione condotta dalla squadra mobile di Trapani e coordinata dai magistrati della Dda di Palermo. «La strategia della sommersione di Cosa nostra ha portato in questi anni a un rafforzamento della zona grigia della mafia - continua Borsellino -. Oggi paradossalmente lo Stato si trova a dover contrastare una "mafia più civile" e una società più mafiosa».

Fonte: Il Giornale.it

Iraq, uccisi quattro soldati britannici e quattro militari Usa

Quattro soldati britannici e un interprete iracheno sono stati uccisi oggi dall'esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nella città di Bassora, nel sud del paese. Lo riferiscono fonti militari britanniche.

L'attentato porta a sei il numero di soldati inglesi morti in Iraq questa settimana, che sta diventando una delle più sanguinose per l'esercito britannico dall'inizio della guerra nel 2003.
In altri due attacchi separati, all'interno e alle porte della capitale Baghdad, quattro soldati americani sono stati uccisi oggi dall'esplosione di ordigni nascosti lungo la strada.

Fonte: Reuters Italia

Giappone, famiglia mummificata. Sono morti da oltre 20 anni

I cadaveri ritrovati in un'abitazione apparterrebbero ad una coppia di coniugi e ai loro tre figli. Sarebbe stato l'ultimogenito ad abbandonare i parenti morti per cause naturali

TOKYO - Sarebbero morti da oltre 20 anni, i corpi mummificati di una famiglia scoperti in un appartamento a Fukuoka, nel sud del Giappone.

Il macabro ritrovamento è avvenuto all'alba da parte della polizia, allertata dai vicini di casa che da anni non avevano più notizie della famiglia.

I corpi, che si pensa appartengano a una coppia di coniugi e ai loro tre figli, si trovavano in stanze diverse sdraiati su materassi. Lo stato dei cadaveri ha per ora impedito di confermare l'identità e il sesso dei cadaveri, che saranno immediatamente sottoposti ad autopsia.

Secondo le indiscrezioni trapelate sulla stampa, il figlio più anziano della coppia, 69 anni, avrebbe dichiarato agli investigatori di aver riposto i corpi dei familiari "mettendoli a dormire", dopo il decesso naturale, in base a una non ben precisata credenza religiosa secondo la quale "le persone rinascono dopo la morte se lasciate in pace".

Le prime indagini confermerebbero il carattere esoterico-superstizioso della vicenda, dato che i corpi non presenterebbero segni che possano ricondurre a una morte violenta.


Telecom e Pirelli in luce su scontro vertici

Dopo i rialzi delle ultime sedute apertura poco mossa per le principali Borse europee, in scia alla debolezza dei mercati asiatici e in vista del ponte pasquale. Il Dax cede lo 0,03%, il Cac40 lo 0,2%, il Ftse100 lo 0,05%. A MIlano, dove il Mibtel segna un -0,07%, l'attenzione è ancora tutta per Telecom Italia (+1,22% a 2,43 euro) e Pirelli (+1,37% a 0,89 euro) all'indomani della presentazione delle liste per il Cda che sarà nominato in assemblea. Liste senza il nome del presidente Guido Rossi.

Generali (-0,21%) e Mediobanca (-0,33%) hanno comunicano, in una nota diffusa ieri in tarda serata, che la lista presentata da Olimpia per la nomina del consiglio Telecom Italia non è stata preventivamente condivisa nell'ambito del patto parasociale relativo alla partecipazione Telecom Italia stipulato con Pirelli & C., Edizione Holding e Olimpia il 18 ottobre scorso. Generali e Mediobanca hanno inoltre richiesto l'immediata convocazione della direzione del patto di sindacato di blocco azioni Pirelli & C.

Ma Pirelli & C. e Sintonia SpA/Sintonia SA hanno precisato che il patto parasociale relativo a Telecom Italia non prevede alcun obbligo per i partecipanti di consultarsi in merito alla indicazione di candidati al Cda della stessa Telecom. Il patto, infatti, prevede esclusivamente la consultazione prima di ciascuna assemblea di Telecom Italia sulle modalità di esercizio dei diritti di voto spettanti ai partecipanti al patto.

Hvb ritiene probabile, ma non certa, la rimozione di Rossi e questo secondo gli stessi analisti tedeschi rappresenta un segnala che la chiusura della transazione con At&t e America Movil sta diventando sempre più probabile nonostante l'opposizione del Governo italiano.

Le attuali discussioni sull'azionariato del gruppo, secondo Hvb, non i nfluiscono in maniera negativa sul merito di credito di Telecom Italia in quanto potrebbero portare ad un miglioramento e non certo ad un peggioramento dell'azionariato della società. Rating marketweight confermato.

Fonte: Tiscali.it

venerdì 30 marzo 2007

Pazzini alle Iene: sesso pre-partita

Il sesso fa male prima della partita? Chi lo sa...

Le iene - Lillo e Greg - Sesso in macchina

Lillo e Greg ci dimostrano come si fà sesso in una macchina piccola.

Ecco il video:


La mano argentina di Dio che vendicò le Malvinas

«Per l’Argentina! Per le Malvine!». Nello spogliatoio di Città del Messico, ai Mondiali 1986, quest’urlo è l'apice di Maradona.

La mano de Dios di Marco Risi. L'adolescente calciatore che, nel 1976 del golpe di Videla, ha sedici anni e non fa politica, fa l'amore (proprio mentre passa - in una scena - la tipica Ford Falcon della polizia segreta), dieci anni dopo guida la riscossa calcistica argentina sull’Inghilterra per la sconfitta militare del 1982 nell'arcipelago australe. E anche il titolo del film evoca il celebre goal di mano («La mano di Dio», dirà proprio Maradona). Così chi aveva dominato i mari con l'astuzia, con l'astuzia veniva umiliato sul mare d'erba dello stadio Azteca.


Un regista italiano alle prese con una coproduzione spagnola e immesso in un contesto argentino: come se cava? Bene. Cara al padre Dino fino dal Gaucho (1964) e a lui da Tre mogli (2001), l'Argentina di Marco Risi riesce meglio in Maradona, dove viene evocata con allusioni e col non detto, che quando viene scrutata da altri registi italiani, più problematici come Marco Bechis (Garage Olimpo).Erudito dal padre Dino, consapevole dal 1950 degli Eroi della domenica (da lui scritto) che «film sul calcio fa fiasco», Risi opta per il film sulla droga. Ma, per fortuna sua e dello spettatore, Maradona non è solo un drogato: è un eroe nazionale, che l’Argentina ama, come i Peròn e il Che (si veda Evita di Alan Parker e Comandante di Oliver Stone). Marco Leonardi già giovanissimo calciatore nell'indimenticato Ultimo minuto di Pupi Avati si conferma - nel ruolo di Maradona - il bravo attore che è e che, ora forse anche l'Italia, dopo Hollywood, riconoscerà come tale.


Salari, Italia maglia nera in Europa

Poveri italiani sempre più poveri. Siamo i «cenerentoli» tra i lavoratori europei dell’industria e dei servizi come peso della busta paga, sua rivalutazione nel tempo e per potere d’acquisto. A dirlo è uno studio Eurispes, che piazza l’Italia al quart’ultimo posto in Europa per l’ammontare dei salari lordi medi, con 22.053 euro l’anno, rispetto ai 42.484 della Danimarca, che guida la classifica. Dietro di noi solo Spagna, Grecia e Portogallo.

Colpa dell’inflazione, che ha avuto «un andamento decisamente superiore alla crescita dei salari lordi» e ha intaccato il potere d’acquisto (i nostri salari netti sono penultimi in Europa, con 16.242 euro, superiori solo a quelli portoghesi, di 13.136; i britannici primi con 28.007), ma anche dell’elevata pressione fiscale. Ci vede quarti in classifica - preceduti da Belgio, Svezia e Germania - con un aggravio del 45,85% per un lavoratore single a carico e del 36,6% per chi ha moglie e due figli a carico. In Irlanda un analogo padre di famiglia sopporta il 22%.

Infine, a pesare negativamente, c’è anche la contenuta dinamica salariale. Le nostre retribuzioni, dal 2000 al 2005, si sono rivalutate solo del 13,7%, percentuale che ci vede al terz’ultimo posto in Europa (prima la Gran Bretagna con +27,8%; la crescita comunitaria media è del 18%), seguiti da Germania (+11,7%) e Svezia (+7,7%), dove però gli stipendi sono già molto alti. Se poi andiamo a vedere l’incremento negli ultimi tre anni, sprofondiamo all’ultimo posto, con un +4,1%. C’è un bicchiere mezzo pieno? Le buste paga sempre più leggere risultano un vantaggio sotto il profilo della competitività. In termini di costo del lavoro la nostra ora media vale 21,3 euro, contro i 30,7 della Danimarca (dietro di noi Spagna, Grecia e Portogallo con 9,50 euro). Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, però, lo stesso bicchiere lo vede mezzo vuoto: sottolinea come l’Italia sia tra quei Paesi che negli ultimi anni hanno fatto registrare un aumento del costo del lavoro «particolarmente pronunciato» e ci invita alla moderazione salariale per «riguadagnare competitività».

Fonte: La Stampa

mercoledì 28 marzo 2007

«Life» vivrà solo su Internet

La casa editrice Time ha annunciato che chiuderà nuovamente la storica rivista «Life», che era stata rilanciata alla fine del 2004 come supplemento a numerosi quotidiani.

Time ha spiegato che continuerà ad utilizzare la testata «Life» per la pubblicazione di libri e su Internet, dove sarà lanciato un sito web con fotografie tratte dal suo enorme archivio di immagini.

Tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, la casa editrice ha citato il «declino del mercato editoriale» e la mancanza di inserzioni pubblicitarie. Negli ultimi tre anni, «Life» è stata allegata a 103 quotidiani, facendo concorrenza ad altri popolari inserti come «Parade» - della casa editrice Advance Publications - e «Usa Weekend» di Gannett.

Time aveva già interrotto la pubblicazione di «Life» altre due volte in passato. Lanciata nel 1936 come settimanale, la rivista fu fermata nel 1972, per tornare in veste di mensile sei anni dopo. Fu sospesa nuovamente nel 2000 e quindi rilanciata come supplemento nel 2004.

«Il mercato è cambiato notevolmente dall’ottobre 2004 e la prosecuzione di questa pubblicazione non è più opportuna» si legge nel comunicato diffuso dall’amministratore delegato di Time Ann Moore.

La società, un’unità del gruppo Time Warner, è una delle più importanti case editrici americane e pubblica, tra gli altri titoli, le riviste «People», «Sports Illustrated», «Time» e «Fortune». A gennaio aveva annunciato il taglio di 300 posti di lavoro e ceduto 18 riviste minori, tra cui «Popular Science», «Field&Stream» e «Parenting». Da allora ha avviato un processo di rilancio e riposizionamento di molti dei suoi prodotti per seguire lo spostamento dei lettori e della pubblicità dalla carta stampata a Internet.

Fonte: La Stampa.it

Tumore all'utero, nelle farmacie arriva il vaccino

Una «vera e propria rivoluzione per le donne» e una notizia che apre la strada alla messa a punto di altri vaccini contro varie forme di cancro. È salutato così l´arrivo nelle farmacie italiane del primo vaccino contro il papilloma virus (HPV), causa principale del tumore al collo dell'utero. L'annuncio ufficiale è stato dato in una conferenza stampa a Roma dove era presente anche l'oncologo Umberto Veronesi.

Tra le donne tra 15 e 44 anni, il tumore al collo dell'utero è la seconda causa di morte per tumore in Europa (il primo è il cancro al seno). Solo in Italia colpisce 10 donne ogni giorno Quello ora disponibile nelle farmacie è il primo vaccino contro una forma specifica di tumore mai messo a punto. L'indicazione alla vaccinazione è per le donne dai 9 ai 26 anni e l'Italia è il primo Paese europeo che, per decisione del ministro della Salute Livia Turco, concederà la vaccinazione gratuita alle ragazze dodicenni a partire dalla fine del 2007. Attualmente, il vaccino, prodotto dalla Sanofi Pasteur Msd, viene distribuito gratuitamente solo negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, dove è stato messo a punto. Il farmaco - prescritto dallo specialista - va somministrato in tre dosi da assumere entro sei mesi.

Veronesi ha invitato a vaccinare le bambine contro il cancro del collo dell'utero dal momento che il vaccino «è sicuro e non ha controindicazioni». «Nove milioni di nuovi casi di cancro nel mondo ogni anno - ha detto Veronesi -, circa 1,6 milioni sono causati da agenti infettivi e il Papilloma virus è quello che causa il maggior numero di tumori, cioè 550mila forme di cancro al collo dell'utero ogni anno. Secondo l'oncologo, la disponibilità del nuovo vaccino è dunque «una grande notizia per le donne, che per la prima volta potranno proteggersi dalla seconda causa di tumore femminile».

La componente della commissione Sanità del Senato Laura Bianconi ha annunciato che l'obiettivo per il prossimo futuro è estendere la vaccinazione gratuita contro il cancro al collo dell'utero anche ad altre fasce d'età della popolazione femminile. La spesa per questa misura rivolta alle ragazze di 12 anni, ha sottolineato la Bianconi, «è pari a 75 milioni di euro, ma già stiamo predisponendo emendamenti sulla prossima finanziaria - ha annunciato - perché il finanziamento sia aumentato proprio per allargare la possibilità di vaccinare gratis un maggior numero di donne. In altre parole, partiamo con le dodicenni, ma non ci vogliamo fermare qui e con le prossime finanziarie amplieremo i fondi, perchè, se si può riuscire a sconfiggere questa forma di tumore che colpisce 3.800 donne l'anno e ne fa morire 1.700, vogliamo certamente essere parte attiva».

Veronesi ha quindi annunciato che l'istituto europeo di oncologia contribuirà allo sviluppo del vaccino contro il Papilloma virus con uno studio per l'incremento della vaccinazione delle ragazze di 18 anni che verrà avviato prima dell'estate. «Si apre anche la strada per la messa a punto di vaccini per altre forme di tumore dovute a virus - ha sottolineato l'esperto -, come la leucemia, linfomi, tumori del fegato e della faringe. Infatti il 20% dei tumori sono appunto dovuti ad agenti virali. Questo - ha aggiunto - il momento importante per il mondo scientifico e il vaccino avrà un grande impatto sociale».

«Il nuovo vaccino però non deve far pensare che il pap test sia uno strumento superato. Il vaccino è importante, soprattutto per le generazioni future, ma il test aiuta sempre. Quello della lotta al tumore del collo dell'utero rimane un tema aperto: la vaccinazione per le donne tra i 20 e i 30 anni, più vicine alla soglia di età a rischio, è importante almeno quanto lo screening periodico del loro stato di salute».

Fonte: L'Unità

Preside rapisce 32 alunni per chiedere al governo case e scuole

L’uomo, che già in passato aveva sequestrato due sacerdoti, si è asserragliato con due complici in un autobus davanti al municipio di Manila con i suoi alunni, di età compresa fra i tre ed i cinque anni. Dopo una giornata di tensione, sono stati rilasciati.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Il preside di una scuola elementare filippina ha rapito questa mattina 32 suoi alunni (di età compresa fra i tre ed i cinque anni) e due insegnanti mentre, su un autobus, si recavano in gita a Tagaytay, località a sud di Manila. Alle 19 (ora locale), il gruppo è stato rilasciato.
Secondo il rapitore, il gesto serve per chiedere alle autorità di dare una scuola ed una casa a 145 bambini che vivono in un Centro di accoglienza di uno dei distretti più poveri di Manila, Tondo.
Il preside, che si è identificato come Jun Ducat, ha chiamato una stazione radio di Manila ed ha chiesto istruzione gratuita e case per 145 alunni di scuola media che al momento si trovano nel Centro di accoglienza Musmos Day, uno dei pochi istituti educativi del poverissimo distretto di Tondo.
Nel suo intervento radio, Ducat ha promesso di “arrendersi in maniera pacifica” se le sue richieste verranno: “Amo questi bambini, e loro sono il motivo per cui sono qui. Non inizierò certo a sparare”.
Il senatore Alfredo Lim, ex capo della polizia di Manila, ha spiegato che Ducat è conosciuto da tempo per essere un agitatore in cerca di attenzione: nel 1987, per una disputa legale, aveva rapito due sacerdoti cattolici dicendo di essere armato di granate, poi rivelatesi finte. Per questo, dice, “sono sicuro che tutto finirà per il meglio”.

Fonte: AsiaNews.it

Dico/ Nota della Cei: legalizzazione inaccettabile

La legalizzazione delle unioni di fatto è "inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo"; avrebbe effetti deleteri sulla famiglia perchè toglierebbe "al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro". E' quanto afferma la Nota del Consiglio Permanente della Conferenza episcopale italiana. "Un problema ancor più grave - sottolineano i vescovi - sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile".

"Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile". Lo scrivono i vescovi italiani nella "Nota Pastorale a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto".

Ogni cristiano "è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l'insegnamento del Magistero". E dunque nessun politico che si proclami cattolico "può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società".

Il no dei vescovi italiani alla legalizzazione delle coppie di fatto rappresenta "una parola impegnativa"
per i politici cattolici. Nella loro Nota Pastorale i vescovi si rivolgono "specialmente ai cattolici che operano in ambito politico" ai quali ricordano "l'insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis". "I politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale - ricordano i vescovi italiani - devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana", tra i quali rientra la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna".

"Comprendiamo - scrivono ancora i vescovi - la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica".

Anche se con fermezza la Nota della Cei definisce "incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto", il tono della dichiarazione è pastorale. "Non abbiamo - affermano infatti i vescovi - interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi. Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera".

"Ogni persona - ricordano - prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell'affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, à un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l'impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli".

Fonte: Libero.it

martedì 27 marzo 2007

Sfila Moratti, ma la vera star è Berlusconi

Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, in cappotto bianco molto elegante e senza fascia tricolore, è il simbolo della manifestazione. Lei l'ha voluta, lei ha aderito, lei parla dal palco. Ma è Berlusconi la star.

Dalle finestre di corso Buenos Aires a quelle di piazza Argentina, dagli attici di corso Venezia a quelli di via Palestro, o lungo il percorso, i milanesi presenti alla manifestazione per la sicurezza è a Berlusconi che riservano l'accoglienza più calorosa. «Silvio-Silvio» il grido sale a più riprese dal corteo, e lui non si nega: provocando non pochi problemi al più che rafforzato servizio d'ordine si ferma a stringere mani, a farsi fotografare, vorrebbe anche firmare autografi. Così quella che doveva essere solo una comparsata da «consigliere comunale che sostiene il suo sindaco», si trasforma per il leader di Forza Italia in una passeggiata trionfale per le vie del centro.

Stando alle dichiarazioni della vigilia quella di Milano non doveva essere una manifestazione politica. Così non è stato perchè dal palco ha parlato anche lui, Berlusconi. Perchè è stata la gente a chiedere un suo intervento. Così è stato all'urlo di "Silvio-Silvio" che Berlusconi da quel palco è stato, per così dire, "costretto" a prendere la parola. E le sue sono state parole esplicite: «Siamo qui per dire basta con questo governo, qui per dire che questo Governo si deve dimettere».
Prima, camminando per corso Buenos Aires protetto da un doppio cordone di servizio d'ordine e tra una ressa incredibile, si era concesso alle domande dei cronisti per quel che era possibile, date le condizioni. Annunciando che Forza Italia sul voto del rifinanziamento della missione in Afghanistan si asterrà. E replicando al sostituto pg di Milano che, poche ore prima, aveva chiesto per lui una condanna a cinque anni nei suoi confronti per la vicenda Sme: «Se credono di fermarmi con questi metodi, allora vuol dire che non mi conoscono».

Poi si è concesso alla gente. Come per esempio a Maddalena, una giovane donna di Sesto san Giovanni presente alla manifestazione nonostante sia costretta da anni su una sedia a rotelle per una malattia congenita. «Ho chiesto al presidente - ha detto Maddalena - che ci aiuti a far cadere questo Governo. Perchè questo Governo mi ha tolto la fisioterapia e le medicine». E lui? «Lui mi ha detto "brava, sei stata coraggiosa a venire"». Quindi, dal palco, ha ribadito la promessa fatta a Maddalena: «Questo Governo si deve dimettere».

Fonte: Libertà Online

Motociclismo: Locatelli fuori dal coma, tornerà in Italia oggi

Il centauro Roberto Locatelli è uscito dallo stato di coma farmacologico in cui era stato indotto e oggi dovrebbe fare rientro in Italia. Lo riferiscono i media spagnoli.

Il pilota della Gilera ha perso il controllo della sua moto sabato scorso, schiantandosi conto le protezioni del circuito di Jerez, durante le prove del Gran Premio spagnolo.

Locatelli è stato portato in ospedale dopo aver riportato un trauma cranico, fratture multiple al viso e alla clavicola sinistra, oltre ad una brutta frattura alla caviglia sinistra.

Il pilota bergamasco, intubato presso l'ospedale di Cadice, è stato sottoposto sabato ad un intervento chirurgico alla caviglia e dopo che ieri una tac ha dato esito negativo su possibili danni al cervello, è stato svegliato dal coma farmacologico.

Locatelli sarà trasferito all'istituto Bellaria di Bologna per essere sottoposto ad un intervento chirurgico al viso.

Fonte: Reuters Italia

Bagnasco e i Dico: "Pericolosi e inaccettabili"

Prima prolusione del nuovo presidente della Cei, dedicata per metà al tema della famiglia: sì all'appoggio dei vescovi alla manifestazione del 12 maggio

Il disegno di legge sui Dico è «pericoloso e inaccettabile»
. È quanto ha affermato nel pomeriggio di oggi il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Angelo Bagnasco nella sua lunga relazione, un testo atteso sia per l'intenso dibattito sulle coppie di fatto e sui «Dico» che ha caratterizzato la vita politica degli ultimi mesi, sia per comprendere il nuovo stile di governo della Chiesa italiana.

Già da questo esordio, si notano differenze tra lo stile di Bagnasco e quello del suo predecessore alla Cei, il card. Camillo Ruini. La prolusione dell'arcivescovo di Genova, 8 pagine in tutto, è divisa in due parti, una ecclesiale e l'altra dedicata al tema della famiglia.

Spariscono i temi della politica e dell'attualità, dell'economia e della politica estera, non c'è alcun riferimento alla situazione sociale del Paese. Un solo riferimento forte all'Europa: la richiesta rinnovata del riconoscimento pubblico delle radici cristiane del continente.Bagnasco ha ribadito che primo interesse della Chiesa è di difendere e tutelare la famiglia, e in «questa cornice si colloca ciò che è stato detto, dall'interno della comunità ecclesiale, nel corso delle ultime settimane, in riferimento al disegno di legge in materia di 'Diritti e doveri delle persone unite in stabile convivenza».

Il presidente della Cei ha spiegato di aver apprezzato quanto è stato fatto da parte del mondo cattolico in queste settimane su questo tema, impegnandosi «ad assumerlo e a svilupparlo». Quindi mons. Bagnasco ha affermato: «Desidero per un verso rilevare la convergente, accorata preoccupazione espressa dai vescovi su questo disegno legislativo inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale e educativo».

Allo stesso tempo, ha osservato l'arcivescovo di Genova in quello che sembra essere il passaggio forse più significativo della sua lunga relazione, «registro la preoccupazione che lo stesso provvedimento ha suscitato in seno al nostro laicato, nelle parrocchie come nelle aggregazioni. Mai come su questo fronte così esposto, loro intercettano ciò che il concilio Vaticano II dice sia a proposito del matrimonio e della famiglia, sia del dovere della partecipazione per una vita civile più equilibrata e saggia conosci che la famiglia è un bene della società nel suo insieme, non solo cristiani».

Bagnasco ha affermato che la sua preoccupazione per la famiglia è «per nulla politica ed eminentemente pastorale».

Il presidente della Cei ha riconfermato oggi l'appoggio dei vescovi italiani alla manifestazione del prossimo 12 maggio in favore della famiglia e ha anche spiegato che nel corso del Consiglio episcopale permanente verrà messa a punto «una nota pastorale che, ponendosi sulla stessa linea di ciò che è stato fatto in passato in altre cruciali evenienze, possa essere di serena, autorevole illuminazione sulle circostanze odierne».

Quanto alla manifestazione del prossimo 12 maggio dal titolo «Più famiglia», indetta dalle associazioni cattoliche ed ecclesiali, Bagnasco ha osservato: «È noto che proprio dall'interno delle aggregazioni laicali è scaturita l'idea di una manifestazione pubblica per il prossimo 12 maggio, che dia ragione della speranza che è in noi su questo nevralgico bene della vita sociale, quale è la famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una donna e aperta alla generazione e dunque al domani».

«Si tratterà, dunque - ha aggiunto - di una 'festa della famiglia', come è successo anche in altri Paesi. Come vescovi non possiamo che apprezzare questo dinamismo volto al bene comune».

Sul piano ecclesiale mons. Bagnasco ha espresso un lungo e sentito ringraziamento all'opera compiuta dal cardinale Camillo Ruini, quindi ha indicato nella collegialità la stella polare della propria azione di governo.

Fonte: Quotidiano.net

venerdì 23 marzo 2007

La Camera sfida Bush: via le truppe dall'Irak entro settembre 2008

Per appena sei voti la Camera dei rappresentanti ha approvato la mozione che collega l'approvazione dei 124 miliardi di dollari richiesti da George Bush per la guerra, al ritiro delle truppe di combattimento entro il settembre del 2008.

«Il popolo americano ha perso la fiducia nel modo in cui il presidente sta conducendo questa guerra» ha detto prima del voto la speaker Nancy Pelosi. «Il popolo americano vede la realtà della guerra, il presidente no» ha aggiunto.

La maggioranza democratica ha così ottenuto una vittoria nello scontro con la Casa Bianca sulla gestione del conflitto, sfidando Bush che ha affermato che un ritiro affrettato avrebbe conseguenze devastanti per la sicurezza dell'America e che ha già annunciato che metterà il veto su qualsiasi legge che il Congresso potrà approvare in questa direzione.

Fonte: Il Giornale.it

Fassino-Berlusconi, colloquio in Senato

I due avrebbero discusso di legge elettorale

Silvio Berlusconi ha mostrato in Senato a Piero Fassino i risultato di un sondaggio. E' successo durante la cerimonia a Palazzo Madama per il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma.

Mentre i presidenti dei Parlamenti d’Europa intervengono, il leader di Forza Italia si siede accanto al segretario dei Ds e con lui conversa per una buona ventina di minuti. E gli fa vedere un sondaggio tirato fuori da una cartellina. L’intestazione del foglio, pieno di grafici e tabelle, è «Silvio Berlusconi e Romano Prodi: la fiducia. Gennaio-marzo 2007». I due chiacchierano animatamente, Fassino annuisce e scuote la testa.

Ma Fassino e Berlusconi avrebbero parlato anche di legge elettorale. Lo si deduce dagli appunti presi dall’ex premier, immortalati con il teleobiettivo dai fotografi appostati in tribuna stampa, dopo che Fassino lascia l’Aula. In testa ad un foglio Berlusconi scrive «Fassino». E quindi tre paragrafi: «maggioranza nazionale», «no a preferenze», «sì a sbarramento». Probabilmente i punti su cui i due hanno discusso.

Fonte: La Stampa

Mullah Dadullah: “Ho rifiutato un milione di dollari”

Il mullah Dadullah ha rifiutato un milione di dollari offerti dall’Italia per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. E’ quanto sembra abbia dichiarato in una telefonata fatta al giornalista pachistano Rahimullah Yusufzai che, a sua volta, lo ha riferito al settimanale tedesco ‘Der Spiegel’.

“Abbiamo rifiutato la proposta dei diplomatici italiani, che ci avevano offerto un milione di dollari”, ha dichiarato Dadullah nella telefonata, perché “i talebani non si comprano”.
Poi ha aggiunto di aver personalmente comunicato all’ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, che nemmeno 10 milioni di dollari sarebbero stati sufficienti per la liberazione di Mastrogiacomo.
Ciò che voleva, ha ribadito, era il rilascio dei prigionieri talebani.

Nella stessa intervista il capo talebano avrebbe riferito che Adjmal Nashkbandi, l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, è ancora nelle mani dei sequestratori.
Le autorità afghane, ha detto Dadullah, non si sono preoccupato della sorte dell’interprete.
“Il governo Karzai era interessato solo all’italiano”, ha assicurato.
Ora, per liberare Adjmal, il mullah pretenderebbe il rilascio di Mohammed Hanif, cui Dadullah aveva rinunciato in cambio della liberazione di suo fratello.

Dadullah ha poi raccontato che lo scambio tra Mastrogiacomo e i cinque talebani è avvenuta nei pressi del fiume Helmand, nell’omonima regione meridionale del Paese.
“Un gran numero di nostri combattenti si sono recati sul luogo per salutare i compagni liberati”, ha riferito.
“Tutti hanno sparato in aria, è stata una festa enorme”.
Il capo talebano ha spiegato di aver “condotto” personalmente le trattative per il rilascio del fratello e l’esito dei negoziati “un importante successo” per la sua organizzazione, in particolare per il fatto che i due portavoce liberati sono “politicamente importantissimi”.
Gli altri tre talebani, invece, riprenderanno immediatamente a combattere nel sud dell’Afghanistan.

Yusufzai ha poi passato l’intervista di Dadullah anche al giornale inglese «The Guardian».
In essa, il mullah, come aveva già dichiarato in settimana dopo la liberazione di Mastrogiacomo, ribadisce l’intenzione di voler continuare a rapire giornalisti stranieri in Afghanistan.
Sarà “catturato” qualunque reporter si aggirerà nel sud del Paese senza l’autorizzazione dei taleban, ha annunciato.
Dopo la liberazione del fratello in cambio di Mastrogiacomo, asserisce Yusefzai, Dadullah “dice di sentirsi così felice che prenderà un pò di riposo e lascerà per un poco le redini a suo fratello”.

Fonte: noipress.it

Casalinghe (non più) disperate: in sei lezioni il computer è servito

Un grande schermo nero. Un groviglio di fili da districare per poter eliminare i batuffoli di polvere che si sono impigliati nei cavi. E poi come si riattaccano? La ventola che gira all’impazzata: come diavolo si spegne il computer? Scene di «lotta quotidiana», che vede contrapposti casalinghe e il pc, questo sconosciuto. A correre in aiuto delle 80mila casalinghe un libro, appena uscito «Il computer per casalinghe disperate» di Alessandra Samaritani Ruggiero, con la prefazione di Lina Sotis, e il progetto «Donne in rete» di Donneuropee Federcasalinghe, corso base di computer in 6 puntate, sostenuto dall’assessorato alle Pari opportunità di Palazzo Marino.

«Avvicinare le donne al computer è molto importante - sottolinea Mariolina Moioli, assessore a Pari opportunità, Famiglia e Politiche sociali del comune -. Una lenta trasformazione, quella tecnologica sta cambiando le nostre vite, forse non ci rendiamo ancora conto della sua portata, ma non possiamo certo rimanerne fuori. L’informatica migliora la vita, l’età non conta, si impara sempre. Per questo abbiamo deciso di sostenere il corso di computer organizzato da Federcasalinghe ed Excellent. Con il computer - continua la Moioli - potrete anche accedere ai servizi a disposizione sul sito del Comune, come la richieste di certificati o di documenti e alle informazioni a disposizione on line».

Il corso gratuito, che si terrà in più edizioni, comincerà il 12 aprile e si svolgerà in sei sedute settimanali di mezza mattinata ciascuna nella sede di Excellent in via Cibrario 4, (MM1 Rovereto) e di un laboratorio per fare pratica una mattina alla settimana nella sede di Federcasalinghe di via F. Sforza 19. Le lezioni si propongono di stimolare l’interesse per l’informatica e di fornire le nozioni base. Gli incontri, monotematici, affronteranno la struttura del computer, i principali programmi, i sistemi di elaborazione di testi, l’uso dei Excel, di Internet e gli usi che si possono fare della rete, i programmi di posta elettronica.

«L’estrema soddisfazione che proveremo quando riusciremo da sole a superare anche solo un piccolo problema “computeresco”... ahh sarà un momento impagabile, il nostro senso di
autostima schizzerà a livelli stellari e nel nostro immaginario Bill Gates ci farà un baffo». Questa frase, tratta dallo spiritoso e utile libro di Alessandra Samaritani Ruggiero Il computer per casalinghe disperate (Cairo Editore, 224 pp, euro 13), riassume bene anche lo spirito con cui è organizzato il corso.

«Donne non fatevi spaventare dal computer e dalle paura di fare qualche errore, schiacciate i tasti in libertà, non succederà niente di grave» è il «grido» liberatorio dell’autrice, mamma di tre figli, casalinga ed esperta informatica. «Il computer vi semplifica la vita - spiega Alessandra Ruggiero - con internet potrete fare la spesa on line, prenotare un aereo low cost, fare ricerche per i vostri figli, prenotare visite alle mostre, sporgere denuncia. Semplifica la vita e permetterà di risparmiare tempo utile magari per fare altre cose. Il computer diventa uno strumento di lavoro in casa «come un elettrodomestico». Ma c’è anche chi lo usa per scrivere le mail ad amici, per parlare gratis con parenti lontani, che si possono vedere anche con la web cam. «Eureka ce l’ho fatta, ho 76 anni e ho imparato a inviare delle mail. Grazie grazie» scrive una signora all’autrice del manuale.

Fonte: Marta Bravi per IlGiornale.it

Adozioni internazionali: firmato accordo tra Italia e Bielorussia

E' stato firmato a Minsk, il protocollo internazionale che sancisce la ripresa delle vacanze in Italia per i bimbi orfani bielorussi e un'accelerazione nei processi burocratici per le adozioni internazionali. Soddisfazione delle associazioni e delle famiglie.

L'italia e la Bielorussia hanno firmato un nuovo protocollo d'intesa per le adozioni internazionali, aggiornando di fatto l'ultimo accordo risalente al 2005. La firma è stata apposta a Minsk e sancisce l'auspicata ripresa dei colloqui in materia di adozione tra i due Stati.

Nell'incontro è stato anche siglato un accordo che permetterà il ritorno dei bambini orfani bielorussi in Italia a scopo terapeutico (magari al fine ultimo di ottenerne l'adozione).

i rapporti tra i due stati si erano congelati dopo che l'anno scorso, una coppia ligure, aveva cercato di impedire a Vika (appena 10 anni) di ritornare in patria, tenendola nascosta per diverso tempo in un'altra casa. L'episodio fu causato dalla confessione della piccola circa i maltrattamenti disumani che avrebbe subito nell'orfanotrofio di Minsk.

La bambina fu comunque rimpatriata, grazie alle pressioni del governo italiano, ma da allora i bambini bielorussi non furono più mandati in Italia per evitare altre situazioni "poco piacevoli".

Si spera che dopo l'accordo di ieri, la Bielorussia possa dare una vigorosa accelerata a tutte le domande di adozione rimaste sospese da quel momento e che i rapporti possano rinsaldarsi pacificamente. Soprattutto per il bene dei bambini.

Fonte: Bari Mia

Uranio impoverito, troppi soldati tornano contaminati

Un militare italiano in servizio nei Balcani ha denunciato, per voce del maresciallo Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, un'associazione che assiste gli appartenenti alle forze armate e i loro familiari, che lui e molti suoi commilitoni sono stati contaminati dall'uranio impoverito usato nei campi di battaglia.

Secondo il soldato almeno il 70% dei reduci si sottopone ad un intervento alla tiroide, secondo Leggiero le operazioni verrebbero effettuate in un ospedale di Siena e in altre strutture convenzionate con l'esercito. Secondo l'Osservatorio sono 46 i militari morti per la contaminazione e più di 500 i malati.

La denuncia ha riaperto la polemica e Lidia Menapace, presidente della commisione di inchiesta parlamentare del Senato ha stabilto quali saranno le linee guida della commissione per: "acquisire elementi e valutazioni di tipo oggettivo ed ufficiale".

Sulla questione le opinioni sono discordi, altre associazioni hanno dati diversi, così come diversi sono quelli forniti dal ministero della Difesa. La commissione Mandelli, in tre successive relazioni, ha concluso che rispetto alla statistica, i soldati che hanno preso parte a diverse operazioni nelle zone "incriminate" sono quattro volte superiori alla media, ma la stessa commissione non è stata in grado di collegare direttamente la presenza dell'uranio ai casi di tumore registrati.

I primi casi segnalati in Italia risalgono al 1999 quando un soldato cagliaritano (Salvatore Vacca) morì di leucemia al ritorno della missione militare in Bosnia.

Cosa è l'uranio impoverito
Per uranio impoverito si intende il combustibile di risulta delle centrali nucleari che ha una minore intensità radioattiva. Il termine è una traduzione dall'inglese "depleted uranium", che a volte viene tradotto - soprattutto in ambienti scientifici e militari - con il termine uranio depleto.

Il minerale ha usi civili e militari: è usato come contrappeso in applicazioni aerospaziali, come per le superfici di controllo degli aerei (alettoni e piani di coda). Ogni Boeing 747 contiene 1.500 kg di uranio.

Militarmente è usato per le munizioni anticarro, questo tipo di proiettile penetra nella corazzatura, per il solo effetto dell'alta densità unita alla grande energia cinetica dovuta all'alta velocità. Il processo di penetrazione polverizza la maggior parte dell'uranio che esplode in frammenti incandescenti (fino a 3000 °C) quando colpisce l'aria dall'altra parte della corazzatura perforata, aumentandone l'effetto distruttivo.

Quando il proiettile colpisce l'obiettivo, o quando un carro armato con corazzatura all'uranio prende fuoco, parte dell'uranio impoverito brucia e si frammenta in piccole particelle.

Il pericolo principale di contaminazione è l'inalazione, seguito dal contatto e dall'assorbimento mediante il ciclo alimentare o attraverso l'acqua. Un pericolo particolare deriva dall'incorporazione di particelle di uranio impoverito attraverso le ferite, che le porta direttamente a contatto con i tessuti vitali.

Fonte: Rainews24

Iran cattura marinai britannici in acque irachene

L'Iran ha catturato quindici membri della Marina britannica durante una "consueta operazione di abbordaggio" in acque irachene oggi, ha detto il ministero della Difesa britannico.

L'ambasciatore iraniano a Londra è stato convocato, e la Gran Bretagna chiede l'immediato rilascio del personale.

"Alle 10.30 circa di stamattina orario iracheno, 15 membri del personale della Marina britannica, impegnati in consuete operazioni di abbordaggio di navi mercantili in acque territoriali irachene ... sono stati sequestrati da navi iraniane", ha detto il ministero in una nota.

"Ci stiamo occupando con urgenza della questione con le autorità iraniane al più alto livello e su indicazione del segretario degli Esteri, l'ambasciatore iraniano è stato convocato dal Foreign Office. Il governo britannico chiede il ritorno immediato e sicuro del nostro personale e della nostra attrezzatura".

Fonte: Reuters Italia

Iraq, vicepremier ferito in attentato suicida

Il vice primo ministro iracheno Salam al-Zobaie è in sala operatoria per le ferite riportate nell'attentato suicida avvenuto oggi nel luogo in cui si stava tenendo la preghiera del venerdì a cui il politico stava partecipando. Le condizioni del vicepremier sarebbero "non ancora stabili", secondo quanto riportato da un funzionario della sicurezza irachena.

Il generale di brigata Qassim Moussawi, portavoce delle forze di sicurezza irachene a Baghdad, ha detto alla televisione di stato Iraqiya che Zobaie è stato ferito in varie parti del corpo.

"In questo momento la stanno operando. Le sue condizioni non sono ancora stabili", ha detto Moussawi.

In precedenza, un assistente di Zobaie aveva detto che il vicepremier aveva riportato delle ferite all'addome e a una spalla, causate dalle schegge dell'ordigno trasportato da un attentatore kamikaze.

L'attentato è avvenuto in un edificio di Baghdad dove si stava tenendo la preghiera del venerdì a cui partecipava Zobaie, che oltre a essere uno dei due vicepremier del paese, è anche un importante esponente del raggruppamento politico sunnita iracheno.

Fonte: Reuters Italia

Anniversario Ue, Prodi al Senato: "Facciamo ripartire l'Europa"

Il premier ha ribadito la necessità di rilanciare la costituzione europea ed ha indicato tra le priorità dell'Unione il maggiore coinvolgimento dei cittadini e la necessità di creare rete tra tutte le amministrazioni. Anche Barroso e Napolitano incoraggiano il dialogo e la necessità di valorizzare le diversità senza annullarle

“Stiamo lavorando al rilancio dell'Europa; dobbiamo ripartire a testa alta (…) ancora più determinati, senza cercare soluzioni al ribasso”. Così si è espresso Romano Prodi intervenendo alla riunione del Comitato delle regioni Ue, in occasione della celebrazione dei 50 anni dei Trattati di Roma, nella sala del Senato. Per il presidente del Consiglio occorre rilanciare il progetto dell’Europa unita “ripartendo dal trattato costituzionale di Roma firmato nell'ottobre 2004” in modo da affrontare le elezioni europee con nuove regole. Inoltre ha ribadito che “nei primi cinquanta anni abbiamo avuto la possibilità di lavorare al nostro interno (mercato unico, euro, abbattimento delle frontiere) nei prossimi cinquanta esisteremo solo se sapremo esistere all'esterno".

Il premier ha inoltre indicato le tre priorità a cui l’Europa non può sottrarsi. La prima riguarda i cittadini: gli stati dovrebbero mettersi all'ascolto, spiegare e convincere della necessità di Europa a tutti i nostri concittadini dell'Unione. La seconda missione interessa invece i governi.“Più Europa un tempo significava solo più finanziamenti; oggi, più Europa significa anche più possibilità per le regioni di dotarsi del quadro giuridico, delle idee, degli strumenti per affrontare e vincere la sfida della globalizzazione e quindi tutte le amministrazioni devono rafforzare i legami tra governo centrale, locale e regioni. La terza priorità riguarda lo scambio di idee e risorse tra tutti i membri dell’unione per creare una rete di collaborazione ancor più diretta.

E' seguito l'intervento del presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso per il quale "la missione" dell'Europa è quella di "promuovere la libertà e lo stato di diritto al di là delle sue frontiere". Barroso ha quindi sottolineato che è necessaria "una soluzione al problema del Trattato costituzionale" e che lo slancio per farlo si può andare a cercarlo anche nel suo passato, quando gli accordi del '57 rappresentarono in un continente devastato dalla guerra ''la rivincita del dialogo sulla vendetta, del buon governo sulle armi".

Napoletano intervenendo alla mostra "I capolavori dell’arte europea al Quirinale", inaugurata stamattina, ha commentato che queste opere scelte dai capi di stato dei 26 paesi dell’unione come particolarmente rappresentative delle rispettive tradizioni artistiche nazionali "mostrano come l'Europa sia stata e sia nello stesso tempo una e plurale, capace di ritrovarsi, senza annullare le sue diversità in un comune spazio culturale e quindi in un comune progetto di integrazione economica, giuridica e politica".

Sempre a Roma stamane il presidente dell'Episcopato italiano ha aperto un convegno sui "Valori e prospettive per l'Europa di domani. I 50 anni dei Trattati di Roma". Mons. Angelo Bagnasco ha esortato i cattolici europei a "riportare i principi cristiani nel cuore a fondamento del continente europeo". Sono proprio questi principi, ha detto, che hanno fatto "la cultura e la storia dell'Italia e dell'Europa senza per questo intaccarne la laicità”.

Fonte: AteneOnline