Il meglio di "Striscia la notizia" Puntata-4 Canale 5
Il meglio di "Striscia la notizia" Puntata-4 Canale 5
Filmato 1 e 2: Servizio sul Dottor Pinori
Filmato 3: Gli Indigesti
Fonte: MEDIARAI
Articoli, Notizie, e Curiosità. L'Italia e il mondo in sintesi.
Il meglio di "Striscia la notizia" Puntata-4 Canale 5
Filmato 1 e 2: Servizio sul Dottor Pinori
Filmato 3: Gli Indigesti
Fonte: MEDIARAI
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Il meglio di "Striscia la notizia" Puntata-3 Canale 5
Filmato 1: Collegamento con Losanna
Filmato 2: Capitan Ventosa a Portici (Napoli)
Filmato 3: Una telefonata a "Piazza Grande"
Filmato 4: I Nuovi Mostri
- Maurizio Mosca
- Corrado Tedeschi e Soniy Grey
- Cristiano Malgioglio e Amande Lear
- Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo
- Giucas Casella e Rocco Casalino
Fonte: MEDIARAI
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Il meglio di "Striscia la notizia" Puntata-2 Canale 5
Filmato 1: Servizio su George Bush
Filmato 2: Silvio Berlusconi ospite a "Tutte le mattine" con Mauruzio Costanzo
Filmato 3: Padre Bisceglia con Luana Borgia
Filmato 4: Tg1 Teatro - Errori
Filmato 5: Spetteguless
Filmato 6: Processo a Vanna Marchi e Stefania Nobile
Fonte: MEDIARAI
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Il meglio di "Striscia la Notizia" Puntata-1 Canale 5
Filmato 1: Consegna di Valerio Staffelli a Filippo D'Acquarone, giornalista del TG4.
Filmato 2: Intervista al direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce
Filmato 3: Processo a Stefania Nobile e Wanna Marchi, con la telefonata della Signora Marcon Fosca
Fonte: MEDIARAI
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Un nuovo video delle classifiche della Iena Gip: Le 7 Cose Da Non Fare Con Lo Scotch.
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La Iena Pif è Amico dei Politici
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Il messaggio "urbi et orbi" di Benedetto XVI: «Passi avanti in Medio Oriente, male Iraq, sottovalutata la crisi nel Darfur»
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Con le alterazioni ambientali cresce il rischio per la salute globale. Inquinamento, insetti, penuria d’acqua all’origine di gravi patologie. L’allarme dell’Oms
Cerimonia a Natanz, 200 km a sud di Teheran, cuore delle attività di arricchimento dell'uranio nel Paese. Presente Ahmadinejad
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Rilasciato negli scorsi giorni dalla casa di Mountain View, il servizio My Maps (in italia Le mie mappe) permette agli utenti di Google Maps di personalizzare le mappe o le immagini satellitari con punti di interesse dotati di testi, foto, audio o filmati. Tutto questo, se interessante, potrà anche essere reso pubblico.
Il servizio è già disponibile anche in Italia ed è possibile trovarlo nella homepage di Google Maps, accanto alla scheda Risultati ricerca.
Le mappe possono essere rese private o pubbliche, nel secondo caso la mappa verrà indicizzata da Google e chiunque sia interessato a quell'argomento ne potrà usufruire.
Inoltre, Google ha immediatamente reso pubbliche le API (Application Programming Interface) di questo strumento, cosicchè gli intenditori possano utilizzare le mappe di Google per fornire ancor più servizi.
La potenzialità di questi servizi è tantissima, possiamo già vedere sul sito itinerari come: La città di Napoli, i principali stadi italiani, la Città del Vaticano, il giro del Giappone in 28 giorni, le città sede delle Olimpiadi, ...
Jessica Lee, product manager di Google Maps, ha fatto una ottima osservazione: "Chi può creare mappe migliori degli esperti locali?"
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GENOVA – Inquietanti scritte contro monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, sono state disegnate da ignoti in due muri del quartiere Sampierdarena nella zona del Ponente genovese.
Le scritte ''Bagnasco attento'' e ''Bagnasco a morte'' di color rosso e accompagnate dal simbolo della falce e del martello sono state trovate in via Vico delle Catene ed in piazza del Monastero sui muri di due distinte abitazione vicino a due chiese.
Nei giorni scorsi sul portone della cattedrale di San Lorenzo venne invece scritto ''Bagnasco vergogna'' Bagnasco, su ordine del Questore Salvatore Presenti, è scortato da agenti della Polizia del locale Commissariato. Le indagine per accertare l’autore del gesto proseguono.
Da un lato la «condanna con forza» dell’ l’assassinio di Adjmal Naskhbandi ad opera dei Talebani, dall’altro la dura stigmatizzazione di «posizione e polemiche che vanno al di là del normale dibattito politico» e che mettono in dubbio l’operato del governo. Con una nota ufficiale Palazzo Chigi risponde alla bagarre politica che si è scatenata in seguito agli ultimi sviluppi della vicenda Mastrogicomo, il reporter di Repubblica rapito in Afghanistane poi rilasciato dopo uno scambio con i taleban.
Nelle ultime 24 opre si sono accavallati nuovi e gravi fatti: l’uccisione da parte dei talebani dell’interprete del giornalista di Repubblica Mastrogicomo Adjmal Nashkbandi, le accuse dei servizi segreti afghani contro Rahmatullah Hanefi, il direttore dell'ospedale di Energency di Lashkar Gah, le durissime parole di Gino Strada contro Prodi e Karzai. Così, mentre in Afghanistan la stampa, i media e decine di manifestanti protestano e chiedono garanzie per i media e le libertà ogni giorno violate, in Italia il centrodestra torna all’attacco del governo. E il governo risponde.
I più duri sono Lega e Fi che chiedono addirittura le dimissioni del governo e l'istituzione di una Commissione d'inchiesta che faccia chiarezza. Il leghista Roberto Calderoli parla di impeachment del presidente del Consiglio, Romano Prodi, perché, accusa, «il Governo ha trattato in maniera discriminatoria gli ostaggi salvando quello che per lui era di serie A, e politicamente vicino, lasciando invece al loro tragico destino quelli di serie B». Sandro Bondi (Fi) chiede che il premier si dimetta «al più presto», e il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ribadisce: «Non basta più qualche mezza dichiarazione di Prodi, occorre nell'interesse del Paese che l'intero governo venga a riferire per chiarire tutti i dubbi nella sede più competente, l'aula del parlamento italiano». Anche An con Andrea Ronchi chiede che Prodi «venga subito in Parlamento a dire la verità». Pure l'Udc chiede al governo di riferire «immediatamente» in Parlamento, ma invita a non strumentalizzare e si mostra più cauta su una commissione d'inchiesta che, secondo Michele Vietti, «serve a poco» perché «è la politica estera del governo che è di suo contraddittoria».
L'Unione fa quadrato, difende l'operato del governo e accusa la Cdl di fare «sciacallaggio politico». Il Verde Paolo Cento spiega che l'atteggiamento del centrodestra «è del tutto strumentale. Il governo si è attivato per liberare sia Daniele Mastrogiacomo sia l'interprete. Purtroppo sull'interprete qualcosa non ha funzionato. C'è stato un irrigidimento da parte dei talebani». Per Umberto Ranieri, presidente della Commissione Esteri della Camera: «In questo momento serve riservatezza e coesione nazionale». Su Gino Strada, che ha attaccato Prodi e Karzai di essere «responsabili» della «carcerazione immotivata» del mediatore di Emergency, parole dure da parte di Emma Bonino: «Penso che abbia un atteggiamento così ambiguo, tra l'umanitario e il politico, che si può prestare a qualunque illazione». Strada ha poi precisato di non aver «mai detto che Prodi e Karzai siano responsabili della morte di Adjmal».
Il capogruppo di Rifondazione in Senato punta il dito contro gli Usa: «Il tragico esito del sequestro di Adjmal Nashkbandi è soprattutto conseguenza della decisione di Karzai, ma soprattutto degli Usa, di punire chiunque intavoli trattative per salvare le vite degli ostaggi. Si è ripetuta la stessa tragedia che aveva portato alla morte di Nicola Calipari dopo la liberazione di Giuliana Sgrena».
Infine arriva la nota di Palazzo Chigi che cerca di sgombrare il campo da ogni «strumentalizzazione». «Il Governo italiano condanna con forza l’assassinio di Adjmal Naskhbandi ad opera dei Talebani – si legge sul sito Governo.it - Si tratta di un tributo di sangue assurdo, dopo quello terribile di Sayed Hagha, pagato da un operatore dell’informazione che lavorava insieme a Daniele Mastrogiacomo, il giornalista liberato dopo le lunghe trattative condotte dal governo afgano».
Ma non solo. Dopo aver ribadito la solidarietà alla famiglia di Naskhbandi, il governo sottolinea: «In questa giornata simbolo di pace, una nuova pagina di morte rende ancora più forte la necessità di agire affinché in quella regione torni la pace. L’ambasciatore italiano a Kabul Ettore Sequi e l’Unità di crisi della Farnesina continuano ad operare con intensità per la liberazione di Rahmatulah Hanefi, il responsabile di Emergency che ha avuto un ruolo importante nella liberazione di Mastrogiacomo. Assistiamo purtroppo in queste ore a prese di posizione e polemiche che vanno al di là del normale dibattito politico. Strumentalizzare simili tragedie serve solo ad alimentare nuove divisioni e ad istigare ad un odio che è nemico di quella pace per la quale stiamo lavorando. Nessuno, cancellando con le urla e le minacce di oggi i silenzi e i gesti del passato, può permettersi di dubitare della correttezza dell’azione del Governo in questa come in tutte le altre delicate vicende internazionali».
Fonte: L'Unità
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Gas serra e polveri sottili minacciano non solo l'ambiente, ma anche la nostra salute. Nessun dubbio al riguardo nel Quarto rapporto tecnico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa dei mutamenti ambientali. All'Ipcc aderiscono oltre 130 Paesi e lavorano circa 2.500 scienziati.
Il documento 'Cambiamento Climatico 2007', che ha ottenuto oggi a Bruxelles l'approvazione dei principali Paesi del mondo, attesta che l'impatto sulla salute umana è uno degli effetti più importanti del cambiamento climatico in atto. Il rapporto servirà come guida per i governi di tutto il mondo, per definire la politica ambientale dei prossimi decenni e per lavorare alla riduzione dei gas serra dopo il 2012, quando scadranno i termini previsti all'interno del protocollo di Kyoto. Rispetto al precedente rapporto, pubblicato dall'Ipcc nel 2001, quello attuale è molto più allarmante e affronta il riscaldamento globale non più come una vaga minaccia per un futuro lontano, ma come un fenomeno che sta già producendo i suoi effetti. "Oggi - scrive in una nota l'Oms Europa, che ha coordinato il capitolo sulla salute del Rapporto Ipcc - sperimentiamo su scala minore quello che accadrà in futuro. Le 35 mila morti dell'ondata di calore dell'estate 2003 ne sono il primo esempio allarmante. Gli impatti futuri oggi possono essere pronosticati con un'attendibilità elevata (80%) e molto elevata (90%) e colpiranno la salute di milioni di persone in tutto il mondo con: l'aumento della malnutrizione e dei relativi rischi di malattie infettive e respiratorie, implicazioni per la crescita e lo sviluppo dei bambini. E ancora: aumento delle morti, delle malattie e degli incidenti causati da eventi climatici estremi più frequenti e intensi (alluvioni, tempeste di vento, siccità e ondate di calore); aumento delle malattie diarroiche e di altre malattie legate al cibo e all'acqua; aumento della frequenza delle malattie cardio-respiratorie causate da un'alta concentrazione di ozono sulla superficie terrestre; cambiamento della distribuzione geografica di alcune piante e vettori e delle relative malattie; diminuzione della mortalità in alcune aree dovuta alla minore esposizione al freddo".
"Le diverse zone del mondo, inclusa l'Europa, saranno colpite in modi diversi - scrive l'Oms Europa - e anche la distribuzione degli effetti sulla salute è destinata a cambiare nel tempo con il continuo aumento delle temperature".
"Di grande importanza - prosegue l'Oms Europa - saranno i fattori che influenzano l'impatto del cambiamento climatico sulla salute delle popolazioni, come ad esempio l'educazione, l'accesso alle cure, le infrastrutture di sanità pubblica e lo sviluppo economico. A lungo termine, gli effetti sanitari e socio-economici del cambiamento climatico, insieme all'aumento delle migrazioni e degli spostamenti dei popoli, graveranno soprattutto sulle generazioni future. Non c'è dubbio che il mondo ha urgente bisogno di impegnarsi a trovare una via d'uscita. Le attuali misure di mitigazione (la riduzione dell'esposizione), per contenere il fenomeno e limitare i suoi potenziali effetti nocivi sulla salute attraverso la riduzione delle emissioni dei gas serra, sono un contributo importante per rallentare i cambiamenti. Nonostante questo, un certa dose di cambiamento climatico resta inevitabile". I Paesi del mondo, secondo l'Oms Europa, hanno una sfida da affrontare: "Pianificare misure di adattamento di sanità pubblica, per aiutare i cittadini a fronteggiare le nuove minacce. Il settore sanitario ha un ruolo importante nel fornire queste misure, in maniera da anticipare e prevenire nuovi danni alla salute causati dal clima". Azioni testate e risultate efficaci sono già disponibili, assicura l'Oms Europa.
Un esempio? "Il raggiungimento e il mantenimento dei più elevati standard di controllo e sorveglianza lungo la catena alimentare e l'aumento della vigilanza locale e globale delle malattie attraverso l'implementazione del nuovo Regolamento sanitario internazionale (2005)".
Secondo l'Oms Europa, "se il settore sanitario intende influenzare la risposta della società nel suo complesso, deve lavorare con tutti gli altri settori e stabilire collaborazioni efficienti con climatologi, progettisti del territorio e urbanisti, protezione civile e servizi sociali. Lo sviluppo e l'implementazione di sistemi d'allerta precoci per gli eventi estremi come le ondate di calore, insieme a piani di emergenza efficaci, hanno già contribuito alla riduzione delle malattie nei Paesi che hanno adottato questo approccio. La raccolta e la disseminazione sistematica delle informazioni sui potenziali rischi e danni, insieme ai consigli sul modo migliore per proteggersi e la risposta medica per affrontare i cambiamenti del clima, possono contribuire alla gestione efficace dei rischi. Dopo anni di ricerca, abbiamo oggi un maggiore e più affidabile insieme di conoscenze. Questi dati devono essere utilizzati ora il più possibile per implementare misure di adattamento, specialmente a supporto delle popolazioni povere più a rischio. Identificare in anticipo i potenziali rischi e fornire risposte tempestive aiuta a prevenire morti e malattie. Per far fronte a un ambiente che cambia, l'approccio deve essere propositivo, non reattivo. E - conclude l'Oms Europa - deve essere adesso".
Fonte: Yahoo Italia
Il giorno di Pasqua ci saranno due messe in piazza San Pietro. Quella sacra, con la benedizione urbi et orbi di Benedetto XVI. E quella laica di chi concluderà nella piazza la marcia perché le Nazioni Unite sospendano con una risoluzione le esecuzioni capitali ovunque nel mondo, dalla Cina agli Stati Uniti.
Sarà una strana domenica in piazza San Pietro. L'iniziativa di Nessuno Tocchi Caino, Comunità di S.Egidio, Partito radicale non violento transnazionale e Radicali italiani lanciata dal ministro Emma Bonino e dal leader radicale Marco Pannella in sciopero della fame dal 21 marzo, sta trascinando politici e artisti, cittadini e personalità.
A partire dal presidente della Repubblica Giorgnio Napolitano che ha fatto arrivare il suo messaggio di "sincera adesione e simpatia" all'iniziativa. E dall'impegno di Romano Prodi, impegnato in prima persona sul tema e che ha comunicato la sua presenza al corteo.
Ad aderire all'appello radicale anche il sindaco di Roma Walter Veltroni che nella notte tra sabato e domenica farà illuminare il Colosseo. Lo ha seguito l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni. E poi è stato un diluvio di partecipazioni. Ci sono i partiti, l'Unione in blocco, dall'Italia dei Valori a Rifondazione comunista passando per l'Udeur, ma tra le adesioni si fanno notare anche quelle di Margherita Boniver, Cosimo Ventucci e Ida Vitale di Forza Italia e di Forlani (Udc). E poi le associazioni e le personalità, da Luciana Littizzetto a Sabrina Ferilli, da Daria Bignardi a Alessandro Haber. Ma, quello che più conta, insieme a Prodi ci saranno ben tredici ministri della Repubblica: Emma Bonino, vannino Chiti, Rosy Bindi, Luigi Nicolais, Arturo Parisi, Paolo Gentiloni, Clemente Mastella, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Fabio Mussi, Cesare Damiano. In queste ore si è aggiunto il prodiano Giulio Santagata. Qualcuno di loro sarà in marcia in carne ed ossa, altri solo a distanza. Ma condividono tutto, punto per punto.
Una battaglia nazionale e trasversale che Palazzo Chigi e il premier Prodi ha fatto sua impegnandosi a far discutere la questione all'assemblea generale delle Nazioni Unite prima che si concluda questa sessione. Cioè entro maggio.
Storia antica, questa della moratoria, tredici anni di tentativi, speranze, sconfitte e che il Parlamento ha rilanciato nella scorsa estate votando all'unanimità una mozione presentata dal radicale Sergio D'Elia. L'impegno è stato poi più volte ribadito in questi mesi, da Prodi e dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Sul sito del partito è disponibile un dossier di 54 pagine con la cronistoria degli insuccessi di una battaglia di civiltà. Una prima bocciatura c'era stata nel 1994: per la prima volta l'Assemblea generale delle Nazioni Unite stava per votare - anche allora su proposta del governo italiano - una bozza di risoluzione per una moratoria universale. Non passò per otto voti. Ci ha riprovato nel 1999 la Finlandia che aveva la presidenza di turno del semestre ma poi
proprio il Consiglio Affari generali della Ue ordinò di ritirarla.
I veti scattano per via di delicati equilibri diplomatici. Questioni che ovviamente nulla hanno a che fare con la pena di morte come la partecipazione dell'Italia al neonato Consiglio Onu per i diritti umani. Insomma, sarebbe un successo diplomatico troppo "grande" per l'Italia incassare adesso il risultato di una moratoria. Alcuni paesi, come la Gran Bretagna in posizione filo-americana, oppure l'Olanda e la Danimarca preferirebbero una semplice emeno impegnativa dichiarazione contro la pena di morte.
Prodi, che due giorni fa ha incontrato per tre ore Pannella e Bonino, ha ribadito "l'impegno mio e del governo per arrivare a una moratoria sulle esecuzioni capitali". La marcia di domenica può essere l'ultima chance per uno scatto decisivo nell'assemblea del Palazzo di Vetro. Ha scritto Adriano Sofri nella sua Piccola Posta di giovedì. "Ci sarà una domenica di resurrezione, una marcia contro la pena di morte, il Colosseo illuminato, i radicali e gli altri in piazza San Pietro, la benedizione papale, semel in anno licet rinsavire".
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Viktor contro Viktor. Così si è svegliata ieri l’Ucraina. Due anni e mezzo dopo il grande scontro, vinto dall’attuale capo di stato Yuschenko, a Kiev si consuma un altro braccio di ferro con l’allora sfidante presidenziale Yanukovich, oggi primo ministro.
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La scorsa notte le forze dei talebani hanno assunto il controllo del distretto di Khak, nella provincia afghana di Zabul. Lo denuncia il portavoce del governatore della regione situata nel centro del Paese, Gulab Shah Alikhail parlando con l'Agenzia di stampa cinese Xinhua. Oltre cento insorti hanno preso parte all'attacco del centro abitato, a circa 65 chilometri dalla capitale della provincia di Zabul, Qalat. Numerose unitá della polizia afghana dislocate a Zabul sono state costrette a lasciare la provincia di Zabul sguarnita, perché chiamate a rinforzare la presenza delle forze di sicurezza più a sud, nella provincia di Helmand.
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BRUXELLES - Gli esperti dell'Onu sul clima lanciano l'allarme Venezia: rischia di scomparire nel giro di pochi decenni. 'Nonostante gli sforzi per contenere l'innalzamento del livello delle acque, la situazione e' sempre piu' critica', ha spiegato il climatologo argentino Osvaldo Canziani.'Nei prossimi decenni - ha detto - nel nord del Mediterraneo le piogge aumenteranno dal 10% al 20% e l'acqua della laguna continuera' inesorabilmente a salire'.
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L’esperienza di 1691 mamme raccolta attraverso i questionari di Altroconsumo parla chiaro: la gravidanza oggi è eccessivamente medicalizzata, con una prescrizione in eccesso di esami, ecografie e integratori, ben oltre la necessità e l’utilità dimostrate . Tante attenzioni, in caso di maternità fisiologica, sono da evitare.
Dal quadro dell’inchiesta spicca il fatto che a circa metà delle donne intervistate sono state prescritte analisi del sangue oltre a quelle rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Risaltano quantità eccessive di esami di screening per rischi bassi (come l’amniocentesi in giovane età) e di integratori di vitamine e minerali consigliati (il 60 per cento dei casi) che normalmente sono inutili. Per ciascuna donna intervistata risulta una media di 6 ecografie, che va oltre le 3 previste dalle Linee guida nazionali, con il 20 per cento del campione che ne ha eseguito almeno 9.
Dall’inchiesta di Altroconsumo emergono dati che fotografano le scelte, sia di specialisti a cui rivolgersi, che di analisi da compiere: il 98 per cento del campione è stato seguito da un ginecologo e solo l’11 per cento riferisce di essere stato seguito anche da un’ostetrica. Altissima, il 70 per cento, la percentuale di donne che si fa seguire da un ginecologo privato, spendendo per la gravidanza in media quasi 600 euro: possibile spia di sfiducia e insufficiente informazione sul funzionamento delle strutture pubbliche. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell'8 per cento dei casi. Per la cronaca, tra i test più eseguiti risulta quello sulla toxoplasmosi (il 98 per cento), mentre tra i meno eseguiti c’è quello sulla sifilide (33 per cento).
Per Altroconsumo in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. Per fare ciò occorre un richiamo alla deontologia dei ginecologi e un’opera di informazione più puntuale rivolta alle donne, che a fronte di un iniziale costo produrrebbe benefici tangibili, sia sul piano educativo che economico, sul lungo periodo.
L’inchiesta rientra nella campagna Altroconsumo per la salute, attività di sensibilizzazione e informazione indipendente che l’associazione porterà avanti per tutto il 2007 sul tema della tutela della salute dei cittadini e della qualità offerta dal servizio sanitario. Il dossier è disponibile su www.altroconsumo.it.
Ischia (Napoli) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel è arrivata stamattina a Ischia dove trascorrerà un breve periodo di vacanza, in concomitanza con le festività pasquali.
La Merkel è giunta sull'isola verde intorno alle 10.15 dopo aver preso un aliscafo partito dal porto di Napoli alle 9.35. E' il decimo anno consecutivo che il cancelliere sceglie di trascorrere un periodo di relax sull'isola del Golfo di Napoli, il secondo da quando ricopre la prestigiosa carica.
La Merkel alloggerà al Parco Hotel Miramare, nella splendida baia di Sant'Angelo dove, da ieri, c'è un presidio da parte delle forze dell'ordine. Nel corso della settimana di vacanza non sono previsti impegni istituzionali anche se la concomitante presenza a Napoli del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non esclude un incontro tra le due autorità. E il cancelliere tedesco, che avrà a disposizione nella propria dependance una serie di attrezzature telematiche che le consentiranno di essere sempre operativa, potrebbe decidere di assistere questa sera alla rappresentazione della Passione di Cristo, Actus tragicus, prevista nel piazzale antistante la chiesa del Soccorso di Forio.
Fonte: Yahoo News Italia
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ROMA - Se oggi si vive meglio e piu' a lungo di alcuni decenni fa, il merito e' anche dei farmaci, non ce ne sono di ''miracolosi'' e molto rimane da fare nel campo della ricerca, ma e' indubbio che, se utilizzati correttamente e solo quando sono veramente necessari, i medicinali possono essere preziosi alleati per mantenere o recuperare il nostro stato di salute: comincia cosi' l'opuscolo dell'Agenzia italiana del farmaco, in corso di pubblicazione, che sara' presto distribuito in 8 milioni di copie in farmacie, studi dei medici di famiglia e dalle associazioni di consumatori.
L'opuscolo e' indirizzato principalmente a donne e anziani, le due categorie che ne fanno maggior uso.
Fra i consigli contenuti nell'opuscolo ci sono le domande da fare al medico o al farmacista e una regola d'ora da non dimenticare ''In caso di qualsiasi dubbio o problema, non esitare a contattare il medico o il farmacista: meglio una telefonata che un errore''.
Questa una sintesi delle principali indicazioni.
Segnalare sempre al medico un fastidio dopo l'uso di un farmaco.
Usarli con attenzione e costanza quando si soffre di malattie croniche.
Esistono alcuni farmaci che non richiedono la prescrizione medica perche' sono adatti a curare disturbi lievi come, ad esempio, il raffreddore ma prima di prenderli, soprattutto se si stanno gia' assumendo altre medicine, e' bene chieda sempre al medico o al farmacista.
Ricordati di leggere e conservare sempre il foglietto illustrativo presente nella confezione. Il medico di famiglia rimane sempre il 'regista' della salute: deve essere informato di quanto viene prescritto da altri medici.
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Si profila un nuovo smacco per Microsoft nella sua pluriennale contesa con la Commissione europea: Bruxelles intende costringere il colosso del software globale a rivelare «quasi gratis» alle società rivali alcuni dettagli chiave del sistema operativo Windows, in modo che queste possano sviluppare più facilmente programmi compatibili. Ma soprattutto a costi sostenibili, afferma oggi in prima pagina il Financial Times, citando un documento riservato della Commissione Ue.
La vicenda si inserisce in una diatriba tra Microsoft e l’antitrust Ue che si sta trascinando da tre anni. Tocca le pretese del gruppo di software americano per la concessione di licenze: alle società rivali chiede royalties pari al 5,95% dei ricavi realizzati su programmi che devono utilizzare licenze Microsoft, prosegue l’Ft. Troppo, secondo l’Ue, che al massimo consentirà a Microsoft di ottenere «una piccola frazione» di quanto chiede.
«Secondo i calcoli effettuati dall’esperto incaricato dalla Commissione, il professor Neil Barret, con le royalties chieste dal gruppo americano le rivali ci metterebbero sette anni per recuperare i costi di sviluppo. Anche una royalty sull’1% dei ricavi sarebbe inaccettabile - dice, secondo quanto riporta l’Ft -: per Barret sarebbe meglio una royalty dello 0%».
Paradossalmente, a promuovere la contesa di fronte alle autorità europee contro Microsoft sono altri tre colossi americani del software: Ibm, Sun Microsystems e Oracle. No comment ufficiale sulle indiscrezioni da parte della Commissione Ue, conclude l’Ft, mentre Microsoft - tramite un portavoce - ha assicurato che le sue richieste sono in linea con quanto precedentemente concordato con la stessa Commissione, annunciando inoltre una riposta più approfondita con una rapporto il prossimo 23 aprile.
Fonte: La Stampa
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15:05
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L'Eritrea ha vietato la circoncisione femminile -- la clitoridectomia--, una pratica tradizionale che mette a rischio la vita di chi la subisce e che i gruppi di cooperazione dicono colpisca circa il 90% delle donne eritree.
Un breve comunicato pubblicato oggi su un sito web del governo dice che chiunque richieda, prenda parte o favorisca la pratica subirà una multa o una condanna in carcere.
"La circoncisione femminile è una procedura che minaccia gravemente la salute delle donne, causa loro molto dolore e sofferenze minacciando le loro vite", si legge.
"Chiunque richieda, istighi o promuova la circoncisione femminile... sarà punibile con una multa e con la prigione". Il divieto è entrato in vigore dal 31 marzo, dice la nota, senza dare ulteriori particolari.
La clitoridectomia è molto diffusa nel Corno d'Africa e comporta l'asportazione del clitoride e di altre parti dei genitali femminili.
Ci sono diversi gradi di gravità e molti praticanti non sono esperti e usano strumenti rozzi.
Sono fino a 140 milioni nel mondo le donne che si stima abbiano subito la clitoridectomia, e le agenzie delle Nazioni Unite stimano che ci siano altri tre milioni di donne che ogni anno vengono sottoposte a questa pratica.
Fonte: Reuters Italia
Un ex vicepresidente della Regione Sicilia, l'ex direttore dell'Agenzia del Demanio di Trapani e altre quattro persone sono stati arrestati ieri nell'ambito di un'inchiesta su presunti contatti tra politica e Cosa nostra sugli appalti pubblici.
Tra i sei arrestati c'è Bartolo Pellegrino, 73 anni, ex vicepresidente della Regione Sicilia dal 1995 al 1996 ed ex assessore regionale tra l'altro, al Territorio e all'Ambiente: per lui l'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Secondo gli inquirenti, Pellegrino - al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari per l'età - avrebbe di fatto messo a disposizione di alcuni presunti boss mafiosi, tra i quali soprattutto Francesco Pace con cui aveva rapporti stabili, informazioni sugli appalti pubblici ottenute grazie alla sua carica istituzionale, e avrebbe anche concordato con il boss l'individuazione di eventuali candidati per le elezioni politiche.
Oltre a Pellegrino e allo stesso Pace - al quale il provvedimento di custodia cautelare è stato notificato in carcere - è stato arrestato anche l'ex direttore dell'Agenzia del Demanio, Francesco Nasca, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e altri tre imprenditori.
Nell'ambito dell'operazione antimafia, la polizia ha sequestrato società e imprese edili per per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro di proprietà dell'imprenditore Vincenzo Mannina, 46 anni, finito in carcere all'alba per associazione mafiosa. Il provvedimento è stato emesso dal gip Antonella Consiglio e riguarda, in particolare, quote sociali, impianti industriali di calcestruzzo e beni aziendali delle società Mannina Vito Srl, la Calcestruzzi e Asfalti Mannina Srl e la Asfalti Sicilia Srl.
«Gli arresti di oggi che coinvolgono tra gli altri anche un ex vicepresidente della Regione dimostrano ancora una volta la contiguità tra mafia e alcuni ambienti politici». Lo dice Rita Borsellino commentando l'operazione condotta dalla squadra mobile di Trapani e coordinata dai magistrati della Dda di Palermo. «La strategia della sommersione di Cosa nostra ha portato in questi anni a un rafforzamento della zona grigia della mafia - continua Borsellino -. Oggi paradossalmente lo Stato si trova a dover contrastare una "mafia più civile" e una società più mafiosa».
Fonte: Il Giornale.it
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14:56
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Quattro soldati britannici e un interprete iracheno sono stati uccisi oggi dall'esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nella città di Bassora, nel sud del paese. Lo riferiscono fonti militari britanniche.
L'attentato porta a sei il numero di soldati inglesi morti in Iraq questa settimana, che sta diventando una delle più sanguinose per l'esercito britannico dall'inizio della guerra nel 2003.
In altri due attacchi separati, all'interno e alle porte della capitale Baghdad, quattro soldati americani sono stati uccisi oggi dall'esplosione di ordigni nascosti lungo la strada.
Fonte: Reuters Italia
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14:55
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I cadaveri ritrovati in un'abitazione apparterrebbero ad una coppia di coniugi e ai loro tre figli. Sarebbe stato l'ultimogenito ad abbandonare i parenti morti per cause naturali
TOKYO - Sarebbero morti da oltre 20 anni, i corpi mummificati di una famiglia scoperti in un appartamento a Fukuoka, nel sud del Giappone.
Il macabro ritrovamento è avvenuto all'alba da parte della polizia, allertata dai vicini di casa che da anni non avevano più notizie della famiglia.
I corpi, che si pensa appartengano a una coppia di coniugi e ai loro tre figli, si trovavano in stanze diverse sdraiati su materassi. Lo stato dei cadaveri ha per ora impedito di confermare l'identità e il sesso dei cadaveri, che saranno immediatamente sottoposti ad autopsia.
Secondo le indiscrezioni trapelate sulla stampa, il figlio più anziano della coppia, 69 anni, avrebbe dichiarato agli investigatori di aver riposto i corpi dei familiari "mettendoli a dormire", dopo il decesso naturale, in base a una non ben precisata credenza religiosa secondo la quale "le persone rinascono dopo la morte se lasciate in pace".
Le prime indagini confermerebbero il carattere esoterico-superstizioso della vicenda, dato che i corpi non presenterebbero segni che possano ricondurre a una morte violenta.
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Dopo i rialzi delle ultime sedute apertura poco mossa per le principali Borse europee, in scia alla debolezza dei mercati asiatici e in vista del ponte pasquale. Il Dax cede lo 0,03%, il Cac40 lo 0,2%, il Ftse100 lo 0,05%. A MIlano, dove il Mibtel segna un -0,07%, l'attenzione è ancora tutta per Telecom Italia (+1,22% a 2,43 euro) e Pirelli (+1,37% a 0,89 euro) all'indomani della presentazione delle liste per il Cda che sarà nominato in assemblea. Liste senza il nome del presidente Guido Rossi.
Generali (-0,21%) e Mediobanca (-0,33%) hanno comunicano, in una nota diffusa ieri in tarda serata, che la lista presentata da Olimpia per la nomina del consiglio Telecom Italia non è stata preventivamente condivisa nell'ambito del patto parasociale relativo alla partecipazione Telecom Italia stipulato con Pirelli & C., Edizione Holding e Olimpia il 18 ottobre scorso. Generali e Mediobanca hanno inoltre richiesto l'immediata convocazione della direzione del patto di sindacato di blocco azioni Pirelli & C.
Ma Pirelli & C. e Sintonia SpA/Sintonia SA hanno precisato che il patto parasociale relativo a Telecom Italia non prevede alcun obbligo per i partecipanti di consultarsi in merito alla indicazione di candidati al Cda della stessa Telecom. Il patto, infatti, prevede esclusivamente la consultazione prima di ciascuna assemblea di Telecom Italia sulle modalità di esercizio dei diritti di voto spettanti ai partecipanti al patto.
Hvb ritiene probabile, ma non certa, la rimozione di Rossi e questo secondo gli stessi analisti tedeschi rappresenta un segnala che la chiusura della transazione con At&t e America Movil sta diventando sempre più probabile nonostante l'opposizione del Governo italiano.
Le attuali discussioni sull'azionariato del gruppo, secondo Hvb, non i nfluiscono in maniera negativa sul merito di credito di Telecom Italia in quanto potrebbero portare ad un miglioramento e non certo ad un peggioramento dell'azionariato della società. Rating marketweight confermato.
Fonte: Tiscali.it
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Il sesso fa male prima della partita? Chi lo sa...
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Lillo e Greg ci dimostrano come si fà sesso in una macchina piccola.
Ecco il video:
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«Per l’Argentina! Per le Malvine!». Nello spogliatoio di Città del Messico, ai Mondiali 1986, quest’urlo è l'apice di Maradona. 
La mano de Dios di Marco Risi. L'adolescente calciatore che, nel 1976 del golpe di Videla, ha sedici anni e non fa politica, fa l'amore (proprio mentre passa - in una scena - la tipica Ford Falcon della polizia segreta), dieci anni dopo guida la riscossa calcistica argentina sull’Inghilterra per la sconfitta militare del 1982 nell'arcipelago australe. E anche il titolo del film evoca il celebre goal di mano («La mano di Dio», dirà proprio Maradona). Così chi aveva dominato i mari con l'astuzia, con l'astuzia veniva umiliato sul mare d'erba dello stadio Azteca.
Un regista italiano alle prese con una coproduzione spagnola e immesso in un contesto argentino: come se cava? Bene. Cara al padre Dino fino dal Gaucho (1964) e a lui da Tre mogli (2001), l'Argentina di Marco Risi riesce meglio in Maradona, dove viene evocata con allusioni e col non detto, che quando viene scrutata da altri registi italiani, più problematici come Marco Bechis (Garage Olimpo).Erudito dal padre Dino, consapevole dal 1950 degli Eroi della domenica (da lui scritto) che «film sul calcio fa fiasco», Risi opta per il film sulla droga. Ma, per fortuna sua e dello spettatore, Maradona non è solo un drogato: è un eroe nazionale, che l’Argentina ama, come i Peròn e il Che (si veda Evita di Alan Parker e Comandante di Oliver Stone). Marco Leonardi già giovanissimo calciatore nell'indimenticato Ultimo minuto di Pupi Avati si conferma - nel ruolo di Maradona - il bravo attore che è e che, ora forse anche l'Italia, dopo Hollywood, riconoscerà come tale.
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Poveri italiani sempre più poveri. Siamo i «cenerentoli» tra i lavoratori europei dell’industria e dei servizi come peso della busta paga, sua rivalutazione nel tempo e per potere d’acquisto. A dirlo è uno studio Eurispes, che piazza l’Italia al quart’ultimo posto in Europa per l’ammontare dei salari lordi medi, con 22.053 euro l’anno, rispetto ai 42.484 della Danimarca, che guida la classifica. Dietro di noi solo Spagna, Grecia e Portogallo.
Colpa dell’inflazione, che ha avuto «un andamento decisamente superiore alla crescita dei salari lordi» e ha intaccato il potere d’acquisto (i nostri salari netti sono penultimi in Europa, con 16.242 euro, superiori solo a quelli portoghesi, di 13.136; i britannici primi con 28.007), ma anche dell’elevata pressione fiscale. Ci vede quarti in classifica - preceduti da Belgio, Svezia e Germania - con un aggravio del 45,85% per un lavoratore single a carico e del 36,6% per chi ha moglie e due figli a carico. In Irlanda un analogo padre di famiglia sopporta il 22%.
Infine, a pesare negativamente, c’è anche la contenuta dinamica salariale. Le nostre retribuzioni, dal 2000 al 2005, si sono rivalutate solo del 13,7%, percentuale che ci vede al terz’ultimo posto in Europa (prima la Gran Bretagna con +27,8%; la crescita comunitaria media è del 18%), seguiti da Germania (+11,7%) e Svezia (+7,7%), dove però gli stipendi sono già molto alti. Se poi andiamo a vedere l’incremento negli ultimi tre anni, sprofondiamo all’ultimo posto, con un +4,1%. C’è un bicchiere mezzo pieno? Le buste paga sempre più leggere risultano un vantaggio sotto il profilo della competitività. In termini di costo del lavoro la nostra ora media vale 21,3 euro, contro i 30,7 della Danimarca (dietro di noi Spagna, Grecia e Portogallo con 9,50 euro). Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, però, lo stesso bicchiere lo vede mezzo vuoto: sottolinea come l’Italia sia tra quei Paesi che negli ultimi anni hanno fatto registrare un aumento del costo del lavoro «particolarmente pronunciato» e ci invita alla moderazione salariale per «riguadagnare competitività».
Fonte: La Stampa
La casa editrice Time ha annunciato che chiuderà nuovamente la storica rivista «Life», che era stata rilanciata alla fine del 2004 come supplemento a numerosi quotidiani.
Time ha spiegato che continuerà ad utilizzare la testata «Life» per la pubblicazione di libri e su Internet, dove sarà lanciato un sito web con fotografie tratte dal suo enorme archivio di immagini.
Tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, la casa editrice ha citato il «declino del mercato editoriale» e la mancanza di inserzioni pubblicitarie. Negli ultimi tre anni, «Life» è stata allegata a 103 quotidiani, facendo concorrenza ad altri popolari inserti come «Parade» - della casa editrice Advance Publications - e «Usa Weekend» di Gannett.
Time aveva già interrotto la pubblicazione di «Life» altre due volte in passato. Lanciata nel 1936 come settimanale, la rivista fu fermata nel 1972, per tornare in veste di mensile sei anni dopo. Fu sospesa nuovamente nel 2000 e quindi rilanciata come supplemento nel 2004.
«Il mercato è cambiato notevolmente dall’ottobre 2004 e la prosecuzione di questa pubblicazione non è più opportuna» si legge nel comunicato diffuso dall’amministratore delegato di Time Ann Moore.
La società, un’unità del gruppo Time Warner, è una delle più importanti case editrici americane e pubblica, tra gli altri titoli, le riviste «People», «Sports Illustrated», «Time» e «Fortune». A gennaio aveva annunciato il taglio di 300 posti di lavoro e ceduto 18 riviste minori, tra cui «Popular Science», «Field&Stream» e «Parenting». Da allora ha avviato un processo di rilancio e riposizionamento di molti dei suoi prodotti per seguire lo spostamento dei lettori e della pubblicità dalla carta stampata a Internet.
Fonte: La Stampa.it
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Una «vera e propria rivoluzione per le donne» e una notizia che apre la strada alla messa a punto di altri vaccini contro varie forme di cancro. È salutato così l´arrivo nelle farmacie italiane del primo vaccino contro il papilloma virus (HPV), causa principale del tumore al collo dell'utero. L'annuncio ufficiale è stato dato in una conferenza stampa a Roma dove era presente anche l'oncologo Umberto Veronesi.
Tra le donne tra 15 e 44 anni, il tumore al collo dell'utero è la seconda causa di morte per tumore in Europa (il primo è il cancro al seno). Solo in Italia colpisce 10 donne ogni giorno Quello ora disponibile nelle farmacie è il primo vaccino contro una forma specifica di tumore mai messo a punto. L'indicazione alla vaccinazione è per le donne dai 9 ai 26 anni e l'Italia è il primo Paese europeo che, per decisione del ministro della Salute Livia Turco, concederà la vaccinazione gratuita alle ragazze dodicenni a partire dalla fine del 2007. Attualmente, il vaccino, prodotto dalla Sanofi Pasteur Msd, viene distribuito gratuitamente solo negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, dove è stato messo a punto. Il farmaco - prescritto dallo specialista - va somministrato in tre dosi da assumere entro sei mesi.
Veronesi ha invitato a vaccinare le bambine contro il cancro del collo dell'utero dal momento che il vaccino «è sicuro e non ha controindicazioni». «Nove milioni di nuovi casi di cancro nel mondo ogni anno - ha detto Veronesi -, circa 1,6 milioni sono causati da agenti infettivi e il Papilloma virus è quello che causa il maggior numero di tumori, cioè 550mila forme di cancro al collo dell'utero ogni anno. Secondo l'oncologo, la disponibilità del nuovo vaccino è dunque «una grande notizia per le donne, che per la prima volta potranno proteggersi dalla seconda causa di tumore femminile».
La componente della commissione Sanità del Senato Laura Bianconi ha annunciato che l'obiettivo per il prossimo futuro è estendere la vaccinazione gratuita contro il cancro al collo dell'utero anche ad altre fasce d'età della popolazione femminile. La spesa per questa misura rivolta alle ragazze di 12 anni, ha sottolineato la Bianconi, «è pari a 75 milioni di euro, ma già stiamo predisponendo emendamenti sulla prossima finanziaria - ha annunciato - perché il finanziamento sia aumentato proprio per allargare la possibilità di vaccinare gratis un maggior numero di donne. In altre parole, partiamo con le dodicenni, ma non ci vogliamo fermare qui e con le prossime finanziarie amplieremo i fondi, perchè, se si può riuscire a sconfiggere questa forma di tumore che colpisce 3.800 donne l'anno e ne fa morire 1.700, vogliamo certamente essere parte attiva».
Veronesi ha quindi annunciato che l'istituto europeo di oncologia contribuirà allo sviluppo del vaccino contro il Papilloma virus con uno studio per l'incremento della vaccinazione delle ragazze di 18 anni che verrà avviato prima dell'estate. «Si apre anche la strada per la messa a punto di vaccini per altre forme di tumore dovute a virus - ha sottolineato l'esperto -, come la leucemia, linfomi, tumori del fegato e della faringe. Infatti il 20% dei tumori sono appunto dovuti ad agenti virali. Questo - ha aggiunto - il momento importante per il mondo scientifico e il vaccino avrà un grande impatto sociale».
«Il nuovo vaccino però non deve far pensare che il pap test sia uno strumento superato. Il vaccino è importante, soprattutto per le generazioni future, ma il test aiuta sempre. Quello della lotta al tumore del collo dell'utero rimane un tema aperto: la vaccinazione per le donne tra i 20 e i 30 anni, più vicine alla soglia di età a rischio, è importante almeno quanto lo screening periodico del loro stato di salute».
Fonte: L'Unità
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L’uomo, che già in passato aveva sequestrato due sacerdoti, si è asserragliato con due complici in un autobus davanti al municipio di Manila con i suoi alunni, di età compresa fra i tre ed i cinque anni. Dopo una giornata di tensione, sono stati rilasciati.
Fonte: AsiaNews.it
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La legalizzazione delle unioni di fatto è "inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo"; avrebbe effetti deleteri sulla famiglia perchè toglierebbe "al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro". E' quanto afferma la Nota del Consiglio Permanente della Conferenza episcopale italiana. "Un problema ancor più grave - sottolineano i vescovi - sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile".
"Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile". Lo scrivono i vescovi italiani nella "Nota Pastorale a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto".
Ogni cristiano "è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l'insegnamento del Magistero". E dunque nessun politico che si proclami cattolico "può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società".
Il no dei vescovi italiani alla legalizzazione delle coppie di fatto rappresenta "una parola impegnativa" per i politici cattolici. Nella loro Nota Pastorale i vescovi si rivolgono "specialmente ai cattolici che operano in ambito politico" ai quali ricordano "l'insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis". "I politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale - ricordano i vescovi italiani - devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana", tra i quali rientra la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna".
"Comprendiamo - scrivono ancora i vescovi - la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica".
Anche se con fermezza la Nota della Cei definisce "incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto", il tono della dichiarazione è pastorale. "Non abbiamo - affermano infatti i vescovi - interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi. Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera".
"Ogni persona - ricordano - prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell'affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, à un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l'impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli".
Fonte: Libero.it
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, in cappotto bianco molto elegante e senza fascia tricolore, è il simbolo della manifestazione. Lei l'ha voluta, lei ha aderito, lei parla dal palco. Ma è Berlusconi la star.
Dalle finestre di corso Buenos Aires a quelle di piazza Argentina, dagli attici di corso Venezia a quelli di via Palestro, o lungo il percorso, i milanesi presenti alla manifestazione per la sicurezza è a Berlusconi che riservano l'accoglienza più calorosa. «Silvio-Silvio» il grido sale a più riprese dal corteo, e lui non si nega: provocando non pochi problemi al più che rafforzato servizio d'ordine si ferma a stringere mani, a farsi fotografare, vorrebbe anche firmare autografi. Così quella che doveva essere solo una comparsata da «consigliere comunale che sostiene il suo sindaco», si trasforma per il leader di Forza Italia in una passeggiata trionfale per le vie del centro.
Stando alle dichiarazioni della vigilia quella di Milano non doveva essere una manifestazione politica. Così non è stato perchè dal palco ha parlato anche lui, Berlusconi. Perchè è stata la gente a chiedere un suo intervento. Così è stato all'urlo di "Silvio-Silvio" che Berlusconi da quel palco è stato, per così dire, "costretto" a prendere la parola. E le sue sono state parole esplicite: «Siamo qui per dire basta con questo governo, qui per dire che questo Governo si deve dimettere».
Prima, camminando per corso Buenos Aires protetto da un doppio cordone di servizio d'ordine e tra una ressa incredibile, si era concesso alle domande dei cronisti per quel che era possibile, date le condizioni. Annunciando che Forza Italia sul voto del rifinanziamento della missione in Afghanistan si asterrà. E replicando al sostituto pg di Milano che, poche ore prima, aveva chiesto per lui una condanna a cinque anni nei suoi confronti per la vicenda Sme: «Se credono di fermarmi con questi metodi, allora vuol dire che non mi conoscono».
Poi si è concesso alla gente. Come per esempio a Maddalena, una giovane donna di Sesto san Giovanni presente alla manifestazione nonostante sia costretta da anni su una sedia a rotelle per una malattia congenita. «Ho chiesto al presidente - ha detto Maddalena - che ci aiuti a far cadere questo Governo. Perchè questo Governo mi ha tolto la fisioterapia e le medicine». E lui? «Lui mi ha detto "brava, sei stata coraggiosa a venire"». Quindi, dal palco, ha ribadito la promessa fatta a Maddalena: «Questo Governo si deve dimettere».
Fonte: Libertà Online
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17:34
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Il centauro Roberto Locatelli è uscito dallo stato di coma farmacologico in cui era stato indotto e oggi dovrebbe fare rientro in Italia. Lo riferiscono i media spagnoli.
Il pilota della Gilera ha perso il controllo della sua moto sabato scorso, schiantandosi conto le protezioni del circuito di Jerez, durante le prove del Gran Premio spagnolo.
Locatelli è stato portato in ospedale dopo aver riportato un trauma cranico, fratture multiple al viso e alla clavicola sinistra, oltre ad una brutta frattura alla caviglia sinistra.
Il pilota bergamasco, intubato presso l'ospedale di Cadice, è stato sottoposto sabato ad un intervento chirurgico alla caviglia e dopo che ieri una tac ha dato esito negativo su possibili danni al cervello, è stato svegliato dal coma farmacologico.
Locatelli sarà trasferito all'istituto Bellaria di Bologna per essere sottoposto ad un intervento chirurgico al viso.
Fonte: Reuters Italia
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Prima prolusione del nuovo presidente della Cei, dedicata per metà al tema della famiglia: sì all'appoggio dei vescovi alla manifestazione del 12 maggio
Il disegno di legge sui Dico è «pericoloso e inaccettabile». È quanto ha affermato nel pomeriggio di oggi il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Angelo Bagnasco nella sua lunga relazione, un testo atteso sia per l'intenso dibattito sulle coppie di fatto e sui «Dico» che ha caratterizzato la vita politica degli ultimi mesi, sia per comprendere il nuovo stile di governo della Chiesa italiana.
Già da questo esordio, si notano differenze tra lo stile di Bagnasco e quello del suo predecessore alla Cei, il card. Camillo Ruini. La prolusione dell'arcivescovo di Genova, 8 pagine in tutto, è divisa in due parti, una ecclesiale e l'altra dedicata al tema della famiglia.
Spariscono i temi della politica e dell'attualità, dell'economia e della politica estera, non c'è alcun riferimento alla situazione sociale del Paese. Un solo riferimento forte all'Europa: la richiesta rinnovata del riconoscimento pubblico delle radici cristiane del continente.Bagnasco ha ribadito che primo interesse della Chiesa è di difendere e tutelare la famiglia, e in «questa cornice si colloca ciò che è stato detto, dall'interno della comunità ecclesiale, nel corso delle ultime settimane, in riferimento al disegno di legge in materia di 'Diritti e doveri delle persone unite in stabile convivenza».
Il presidente della Cei ha spiegato di aver apprezzato quanto è stato fatto da parte del mondo cattolico in queste settimane su questo tema, impegnandosi «ad assumerlo e a svilupparlo». Quindi mons. Bagnasco ha affermato: «Desidero per un verso rilevare la convergente, accorata preoccupazione espressa dai vescovi su questo disegno legislativo inaccettabile sul piano dei principi, ma anche pericoloso sul piano sociale e educativo».
Allo stesso tempo, ha osservato l'arcivescovo di Genova in quello che sembra essere il passaggio forse più significativo della sua lunga relazione, «registro la preoccupazione che lo stesso provvedimento ha suscitato in seno al nostro laicato, nelle parrocchie come nelle aggregazioni. Mai come su questo fronte così esposto, loro intercettano ciò che il concilio Vaticano II dice sia a proposito del matrimonio e della famiglia, sia del dovere della partecipazione per una vita civile più equilibrata e saggia conosci che la famiglia è un bene della società nel suo insieme, non solo cristiani».
Bagnasco ha affermato che la sua preoccupazione per la famiglia è «per nulla politica ed eminentemente pastorale».
Il presidente della Cei ha riconfermato oggi l'appoggio dei vescovi italiani alla manifestazione del prossimo 12 maggio in favore della famiglia e ha anche spiegato che nel corso del Consiglio episcopale permanente verrà messa a punto «una nota pastorale che, ponendosi sulla stessa linea di ciò che è stato fatto in passato in altre cruciali evenienze, possa essere di serena, autorevole illuminazione sulle circostanze odierne».
Quanto alla manifestazione del prossimo 12 maggio dal titolo «Più famiglia», indetta dalle associazioni cattoliche ed ecclesiali, Bagnasco ha osservato: «È noto che proprio dall'interno delle aggregazioni laicali è scaturita l'idea di una manifestazione pubblica per il prossimo 12 maggio, che dia ragione della speranza che è in noi su questo nevralgico bene della vita sociale, quale è la famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una donna e aperta alla generazione e dunque al domani».
«Si tratterà, dunque - ha aggiunto - di una 'festa della famiglia', come è successo anche in altri Paesi. Come vescovi non possiamo che apprezzare questo dinamismo volto al bene comune».
Sul piano ecclesiale mons. Bagnasco ha espresso un lungo e sentito ringraziamento all'opera compiuta dal cardinale Camillo Ruini, quindi ha indicato nella collegialità la stella polare della propria azione di governo.
Fonte: Quotidiano.net